@oulik_vusi_laxhosa: Panty #ndiyateta_laxhosa #oulik_vusi #SAMA28 #fyp #southafricatiktok #southafricatiktok #xhosacomedy

Oulik_vusi_laxhosa
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Friday 11 August 2023 12:32:19 GMT
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Comments

jamakasjadu53
Zizi :
yhoo yinto ubuyincinge njani [Tears of joy][Laugh approved][Tears of joy][Tears of joy][Tears of joy][Tears of joy][Tears of joy] uzosibulala ngentsini [Tears of joy][Tears of joy]
2026-09-19 19:31:49
0
andiswa.mgcine
Andiswa Mgcine :
19 September 2026 😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆
2026-09-19 09:45:07
53
andii_semhle
Andii_semhle :
The fact that you’ll came back here!!😂😂
2026-09-19 14:11:51
1
mahlubizienzi
Zinziswa Hlubikazi R :
why do u hv to use that name kodwa😂😂😂😂😂 mxm
2023-08-11 17:54:49
1055
entlegcaba2
Entle Gcaba :
it's giving " isimpondo"🤣😂😂
2023-08-11 19:03:28
573
chuma_msolo
ChumaGustavo :
kwi village yam there was a drinking spot called ezipeyntini🤣🤣
2023-08-12 07:46:42
153
lele_mkhize04
lele_mkhize :
I don’t regret dating a Xhosa man 😂😂😂😂😂🥰🥰🥰🥰
2023-08-11 17:34:02
377
_ncumisa
ncumisa🤎🌻 :
😂😂😂 I can see a ndoda from Lusikisiki doing this 😂😭💔
2023-08-11 21:15:44
142
lyly67630
lyly :
"aphezipeyntini" ngathi ligama le stop azokwehla kuso😅😅😅
2023-08-11 17:54:18
943
mahle_hlesco1
mahle_hlesco1 :
Sxhosana vibe😂😂😂
2023-08-11 17:53:42
93
user6858499094460
Zelwande Kgotso :
19 September 2026😅😅😅😅😅
2026-09-19 10:09:10
3
mosetnini03
Mosetnini :
xhosa ppl remain Undefeated 🤣🤣🤣🤣
2023-08-12 21:32:38
350
0735951830g
prenna :
zenziswa khwaz please before I die 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
2023-08-11 13:07:53
126
thandodd
user1565807200120 :
manje uraselani kodwa😂😂
2023-08-11 13:22:11
272
nam_ndiyeza
Choyme :
🤣🤣🤣🤣 accent yiyo ethi home sweet home 🤣🤣
2023-08-12 19:55:57
46
amyoli0311
Alu :
Ncoo.. Its the thought that counts🥰🥰
2023-08-12 16:31:26
16
onele_jojo1
onele_jojo1 :
😂😂😂yoh indlela oyibiza ngayo😭🤣
2023-08-11 13:32:54
209
leratomohasi
Lerato :
volume for what now🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
2023-08-11 15:10:14
68
nompumelelo326
nompumelelo326 :
🥰🥰🥰kodwa uvele ungenzele usuku lwami
2023-08-11 14:30:31
42
lungienglish8
Bassie_SA :
I watched more than 10 times😂😂
2023-08-12 13:24:35
131
nthabeleng250
Nthabeleng :
😂😂😂😂😂😂😂not people looking at me like a mad person cs of how I laughed
2023-08-11 15:26:53
5
user54361567132904
sasa :
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣yhuuuu so talented shem
2023-08-11 14:13:42
17
blessingsinandlovu
Blee🥰 :
someone pliz like my comment 😂😂😂😂😂😂
2023-08-19 21:12:09
22
thembi901
Miss TD ❤️❤️😍😍 :
I'm dead 😂😂😂😂😂"ndilapha izipenteni"
2023-08-11 13:06:47
5
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Su #verosettimanale by #melaniefrancesca thanks to #nicolasantini C’è quest’immagine che mi rieccheggia in testa: gli scarponi sul terreno.  È un’immagine antica, quella con cui si sono vinte tutte le guerre fino a ieri, mail problema è che questa non è una guerra-martello. Le guerre contemporanee non si vincono più solo occupando territorio. Non c’è più un entrare conquistare uscire. Per l’Iran si tratta di logorare, resistere e far spendere all’altro più di quanto possa sostenere.  È una guerra di tempo e chi resiste vince. Poi pensare di entrare in Iran significa ignorare una cosa fondamentale: la geografia. Iran non è Iraq. Non è Libia. Non è un territorio piatto e facilmente controllabile. E’ enorme e montuoso, fatto apposta per una nazione che si prepara da decenni alla guerriglia. E quindi ci sono gli spettri di altre guerre dietro a questa, quelle perdute diventando carneficine come il Vietnam. E il fantasma del Vietnam comincia a percorrere la popolazione statunitense che non vuole la guerra. Le famiglie che sono stufe di vedere salire il costo della vita e inviare a morire i propri figli per una causa che non sentono propria. Quando nell’estate del 24 mio figlio andò in un campo estivo alla Columbia University di New York, il campus aveva appena smesso di essere occupato dai manifestanti e dagli attivisti propalestina, l’erba era tutta gialla e secca per le tende e l’aria era quella di un’imminente rivoluzione. Era stato in anno di sospensioni di cattedre ed espulsioni universitarie. L’opinione pubblica oscillava tra due poli, ma la cultura pesava decisamente in favore dell’arresto dei bombardamenti a Gaz. Ora si rischia una cosa simile ma su scala pandemica. La fiducia nello stesso presidente che prometteva la pace in Ucraina in breve tempo e voleva guadagnarsi un Nobel per la pace, ha cominciato a crollare non solo nei paesi che invece d’essere protetti come quelli del golfo sono stati dati in pasto all’Iran, ma anche tra gli americani.
Su #verosettimanale by #melaniefrancesca thanks to #nicolasantini C’è quest’immagine che mi rieccheggia in testa: gli scarponi sul terreno. È un’immagine antica, quella con cui si sono vinte tutte le guerre fino a ieri, mail problema è che questa non è una guerra-martello. Le guerre contemporanee non si vincono più solo occupando territorio. Non c’è più un entrare conquistare uscire. Per l’Iran si tratta di logorare, resistere e far spendere all’altro più di quanto possa sostenere. È una guerra di tempo e chi resiste vince. Poi pensare di entrare in Iran significa ignorare una cosa fondamentale: la geografia. Iran non è Iraq. Non è Libia. Non è un territorio piatto e facilmente controllabile. E’ enorme e montuoso, fatto apposta per una nazione che si prepara da decenni alla guerriglia. E quindi ci sono gli spettri di altre guerre dietro a questa, quelle perdute diventando carneficine come il Vietnam. E il fantasma del Vietnam comincia a percorrere la popolazione statunitense che non vuole la guerra. Le famiglie che sono stufe di vedere salire il costo della vita e inviare a morire i propri figli per una causa che non sentono propria. Quando nell’estate del 24 mio figlio andò in un campo estivo alla Columbia University di New York, il campus aveva appena smesso di essere occupato dai manifestanti e dagli attivisti propalestina, l’erba era tutta gialla e secca per le tende e l’aria era quella di un’imminente rivoluzione. Era stato in anno di sospensioni di cattedre ed espulsioni universitarie. L’opinione pubblica oscillava tra due poli, ma la cultura pesava decisamente in favore dell’arresto dei bombardamenti a Gaz. Ora si rischia una cosa simile ma su scala pandemica. La fiducia nello stesso presidente che prometteva la pace in Ucraina in breve tempo e voleva guadagnarsi un Nobel per la pace, ha cominciato a crollare non solo nei paesi che invece d’essere protetti come quelli del golfo sono stati dati in pasto all’Iran, ma anche tra gli americani.

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