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Ragazzi, quello che vedete non è AI! Stanotte, in un sito di test di SpaceX in Texas, Tesla ha presentato la nuova Roadster. Era stata annunciata nel 2017 e rinviata per quasi dieci anni. Ma durante la dimostrazione ha fatto cose che sembrano uscite da un film: è salita su una rampa a testa in giù, si è girata a mezz'aria ed è atterrata dolcemente. Ma come è fisicamente possibile? Partiamo da una regola che vale per ogni auto tradizionale: per accelerare, le gomme devono spingere sull'asfalto. Ma la forza che possono trasmettere dipende dall'aderenza. Superato un certo limite, le ruote pattinano. Pensate che persino la Rimac Nevera, una delle elettriche più veloci mai costruite, con gomme semi-slick impiega 1,74 secondi per passare da 0 a 96 km/h. Ecco, Tesla aggira questo limite in due modi. Il primo è un sistema di aspirazione. Delle potenti ventole abbassano la pressione dell'aria sotto il fondo della vettura. A quel punto è la pressione atmosferica esterna a schiacciarla contro la superficie. Secondo Tesla, questo sistema può generare una forza fino al doppio del peso dell'auto! Abbastanza da tenerla attaccata persino a testa in giù, anche da ferma. E aumentando la forza sulle gomme, aumenta anche l'aderenza: Tesla infatti ha dichiarato che può affrontare curve con accelerazioni laterali superiori a 2 g! L'idea non è nuova: nel 1978 la Brabham BT46B di Formula 1 sfruttava una ventola simile. Corse una sola gara, la vinse e venne ritirata. Ma la vera follia arriva da SpaceX: i propulsori a gas freddo! La Roadster monta dieci ugelli alimentati da due serbatoi in materiale composito, che contengono complessivamente circa 250 chili di aria compressa in appena 600 litri! Il principio è la terza legge di Newton: l'auto espelle violentemente aria in una direzione e riceve una spinta in quella opposta. Secondo Tesla, i quattro propulsori posteriori sviluppano oltre 80.000 newton di spinta. Per capirci, è una forza equivalente al peso di più di otto tonnellate! E l'aria esce a velocità supersonica, formando i cosiddetti diamanti di Mach, quelle strutture luminose visibili anche negli scarichi di alcuni motori a razzo. Ma la cosa incredibile è che questi propulsori non servono soltanto ad accelerare. Orientando opportunamente le spinte, gli ugelli possono generare un momento torcente, facendo ruotare l'auto attorno al suo baricentro, proprio come fanno i sistemi di controllo d'assetto dei veicoli spaziali. E per atterrare? Basta spingere verso l'alto per contrastare la gravità e rallentare la discesa, modulando la spinta fino al contatto con il terreno. Ma quanto può accelerare una macchina del genere? Durante la dimostrazione, Tesla ha mostrato uno 0-96 km/h in appena 0,81 secondi. Significa un'accelerazione media oltre tre volte quella di gravità! E non è finita: Tesla punta a scendere sotto 0,59 secondi, che significherebbe circa 4,6 g di accelerazione media. E grazie ai propulsori, la spinta non dipende più soltanto dall'aderenza delle gomme! La velocità massima dichiarata supera i 370 km/h e Tesla prevede di avviare la produzione nel 2028. Insomma, siamo passati da un'auto elettrica a un veicolo che combina l'aerodinamica di una Formula 1 con il controllo di un razzo spaziale. Incredibile come anche le auto volanti siano arrivate prima di GTA 6!
Ragazzi, quello che vedete non è AI! Stanotte, in un sito di test di SpaceX in Texas, Tesla ha presentato la nuova Roadster. Era stata annunciata nel 2017 e rinviata per quasi dieci anni. Ma durante la dimostrazione ha fatto cose che sembrano uscite da un film: è salita su una rampa a testa in giù, si è girata a mezz'aria ed è atterrata dolcemente. Ma come è fisicamente possibile? Partiamo da una regola che vale per ogni auto tradizionale: per accelerare, le gomme devono spingere sull'asfalto. Ma la forza che possono trasmettere dipende dall'aderenza. Superato un certo limite, le ruote pattinano. Pensate che persino la Rimac Nevera, una delle elettriche più veloci mai costruite, con gomme semi-slick impiega 1,74 secondi per passare da 0 a 96 km/h. Ecco, Tesla aggira questo limite in due modi. Il primo è un sistema di aspirazione. Delle potenti ventole abbassano la pressione dell'aria sotto il fondo della vettura. A quel punto è la pressione atmosferica esterna a schiacciarla contro la superficie. Secondo Tesla, questo sistema può generare una forza fino al doppio del peso dell'auto! Abbastanza da tenerla attaccata persino a testa in giù, anche da ferma. E aumentando la forza sulle gomme, aumenta anche l'aderenza: Tesla infatti ha dichiarato che può affrontare curve con accelerazioni laterali superiori a 2 g! L'idea non è nuova: nel 1978 la Brabham BT46B di Formula 1 sfruttava una ventola simile. Corse una sola gara, la vinse e venne ritirata. Ma la vera follia arriva da SpaceX: i propulsori a gas freddo! La Roadster monta dieci ugelli alimentati da due serbatoi in materiale composito, che contengono complessivamente circa 250 chili di aria compressa in appena 600 litri! Il principio è la terza legge di Newton: l'auto espelle violentemente aria in una direzione e riceve una spinta in quella opposta. Secondo Tesla, i quattro propulsori posteriori sviluppano oltre 80.000 newton di spinta. Per capirci, è una forza equivalente al peso di più di otto tonnellate! E l'aria esce a velocità supersonica, formando i cosiddetti diamanti di Mach, quelle strutture luminose visibili anche negli scarichi di alcuni motori a razzo. Ma la cosa incredibile è che questi propulsori non servono soltanto ad accelerare. Orientando opportunamente le spinte, gli ugelli possono generare un momento torcente, facendo ruotare l'auto attorno al suo baricentro, proprio come fanno i sistemi di controllo d'assetto dei veicoli spaziali. E per atterrare? Basta spingere verso l'alto per contrastare la gravità e rallentare la discesa, modulando la spinta fino al contatto con il terreno. Ma quanto può accelerare una macchina del genere? Durante la dimostrazione, Tesla ha mostrato uno 0-96 km/h in appena 0,81 secondi. Significa un'accelerazione media oltre tre volte quella di gravità! E non è finita: Tesla punta a scendere sotto 0,59 secondi, che significherebbe circa 4,6 g di accelerazione media. E grazie ai propulsori, la spinta non dipende più soltanto dall'aderenza delle gomme! La velocità massima dichiarata supera i 370 km/h e Tesla prevede di avviare la produzione nel 2028. Insomma, siamo passati da un'auto elettrica a un veicolo che combina l'aerodinamica di una Formula 1 con il controllo di un razzo spaziale. Incredibile come anche le auto volanti siano arrivate prima di GTA 6!

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