@abel_soloman: Ai voice agents will be implemented in every business. #ai #automation #aiagent #voiceagent

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ayaanm0h
ayaanm0h :
I’m would want to do this please can you show meeee
2025-06-30 20:13:17
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agzdaily
Agz Daily | Beyond Med :
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2025-06-02 16:35:53
4
bbanana83
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2025-07-22 10:39:09
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2025-07-10 13:59:58
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2025-05-30 20:05:04
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courtsisbored
courtsisbored :
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2025-06-17 02:23:09
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Ace.1 :
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2025-07-03 21:10:20
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frennchyy92i
Frenchyy :
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2025-06-16 21:43:23
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Raja G :
How can I learn bro
2025-08-21 16:39:28
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DM'11 :
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2025-06-18 18:39:45
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reedau
reed :
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2025-06-13 01:43:16
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wifi.woke
JONA$ :
How can you set up call agent so cheap when you only get 1k a year?
2025-08-24 18:04:20
0
onlyseeguapo
£s :
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2025-08-05 13:54:09
0
ihsaanxx2
Ihsaan💯 :
👀👀👀
2025-08-03 12:17:03
0
omr08135
Omar :
🥰🥰🥰
2025-07-03 00:10:45
0
foxwild86
foxwild86 :
Great video bro. Would you be able to share template for make.com?
2025-07-05 20:02:35
0
samy.wazni
Samy Wazni :
1.2k a year , but then you pay vapi and make so there is nothing left right?
2025-11-14 16:39:02
0
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«Ci tenevo a precisare che a me non interessa chiarire l’accaduto, ma voglio soltanto ricordare chi era Santo Romano, anzi SANTO ROMANO in maiuscolo perché non era una persona qualunque, né una persona da inserire in una lista qualunque». Simona è la fidanzata del giocatore dell'Asd Micri colpito mortalmente venerdì sera in piazza Raffaele Capasso, a San Sebastiano al Vesuvio, dopo una lite scaturita per una scarpa sporcata per un pestone involontario da parte di un amico della vittima a chi avrebbe poi impugnato l'arma per uccidere. Anche lei era presente al momento dell'agguato, una scena tragica e drammatica. L'amico di Santo colpito al gomito, lui centrato mortalmente al cuore. Per tutto il tempo del nostro colloquio, nei pressi dell'abitazione di Santo in via Gaspare Pucci 21 ad Arpino dove continuano ad arrivare amici e parenti in questo sabato di lutto, la giovane continua a stringere in mano la scarpa da ginnastica bianca del suo fidanzato, recuperata successivamente sul luogo dell'agguato.  Un modo per sentirlo ancora vicino (qualche altro che l'incrocia accarezza la scarpa, come se stesse accarezzando il capo di Santo). La disperazione della fidanzata di Santo «Aveva 19 anni, era un uomo vero - ci tiene a chiarire la ragazza -  Santo era una persona d’oro, non immaginate nemmeno come sia cresciuto, del bene che ha fatto e che ha portato».  Simona, disperata, con le lacrime che non riescono a fermarsi, afferma: «Ho ancora brutti ricordi di ieri sera, delle brutte scene che ho vissuto. Sono scene che non si dimenticano. Ci tenevo a precisare che a me non interessa chiarire l’accaduto, ma solo ricordare chi fosse Santo Romano. Si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato per difendere un amico. Ha cercato di fare da paciere tra l'amico che ha calpestato la scarpa e chi poi sarebbe tornato lì con altre intenzioni, visto quello che è successo. Non aveva altri scopi, Santo come qualcuno ha voluto invece riportare. Io ero lì e so come sono andate le cose».  Il ricordo di quanto accaduto e l'omaggio Simona aggiunge altri dettagli nel racconto.  «L’amico aveva calpestato la scarpa di chi poi ha sparato, il quale si è allontanato per poi tornare», preludio alla tragedia. «Non potevo immaginare che lui morisse. Santo è, non era, è amato da tutti e deve essere ricordato da tutti e tutte le persone che sono qui fuori casa sua a ricordarlo non devono nemmeno la metà ai funerali». Simona, infine, lancia un appello. «Alle esequie, alle fiaccolate che si organizzeranno per ricordare il mio fidanzato dovremo portare avanti il suo ricordo ricordando chi era e far passare mai un messaggio sbagliato. Mi appello a chiunque: venite in ricordo di Santo chbe non deve essere dimenticato». Il pianto della cugina Anna, la cugina di Santo, rivela un altro dettaglio che aumenta l'angoscia. «Lavorava insieme al fratello, a mio padre (suo zio) e all'altro nostro cugino nell'associazione Bet Passion e proprio oggi doveva andare a firmare un nuovo contratto. I sacrifici erano per la sua famiglia e per la sua fidanzata. Da quando se n’è andata nostra nonna, che era il perno della nostra famiglia, sono aumentati ancora di più i sacrifici che faceva per proteggere la mamma e al fratello maggiore». Anche Anna non può non avere parole al miele pe suo cugino Santo. «Quando succedono queste cose - è il ragionamento della cugina - spesso la vittima magari è un affiliato o ha qualche altra problematica. Non è questo il caso: mio cugino non c’entrava proprio niente con alcuni mondi. Era la persona più buona del mondo. Gli hanno sparato dritto al cuore, al cuore più puro che c’era nel mondo. Era una persona splendida, si preoccupava di tutti gli amici. Era voluto bene da tutti Santo è un bravo ragazzo, non era. Era un bellissimo ragazzo, il rapporto che avevamo era inspiegabile. Vi chiedo di scrivere parole belle su Santo, perché lo meritava. Invece, ha trovato una fine tragica che non meritava». #sansebastianoalvesuvio #santoromano
«Ci tenevo a precisare che a me non interessa chiarire l’accaduto, ma voglio soltanto ricordare chi era Santo Romano, anzi SANTO ROMANO in maiuscolo perché non era una persona qualunque, né una persona da inserire in una lista qualunque». Simona è la fidanzata del giocatore dell'Asd Micri colpito mortalmente venerdì sera in piazza Raffaele Capasso, a San Sebastiano al Vesuvio, dopo una lite scaturita per una scarpa sporcata per un pestone involontario da parte di un amico della vittima a chi avrebbe poi impugnato l'arma per uccidere. Anche lei era presente al momento dell'agguato, una scena tragica e drammatica. L'amico di Santo colpito al gomito, lui centrato mortalmente al cuore. Per tutto il tempo del nostro colloquio, nei pressi dell'abitazione di Santo in via Gaspare Pucci 21 ad Arpino dove continuano ad arrivare amici e parenti in questo sabato di lutto, la giovane continua a stringere in mano la scarpa da ginnastica bianca del suo fidanzato, recuperata successivamente sul luogo dell'agguato.  Un modo per sentirlo ancora vicino (qualche altro che l'incrocia accarezza la scarpa, come se stesse accarezzando il capo di Santo). La disperazione della fidanzata di Santo «Aveva 19 anni, era un uomo vero - ci tiene a chiarire la ragazza -  Santo era una persona d’oro, non immaginate nemmeno come sia cresciuto, del bene che ha fatto e che ha portato».  Simona, disperata, con le lacrime che non riescono a fermarsi, afferma: «Ho ancora brutti ricordi di ieri sera, delle brutte scene che ho vissuto. Sono scene che non si dimenticano. Ci tenevo a precisare che a me non interessa chiarire l’accaduto, ma solo ricordare chi fosse Santo Romano. Si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato per difendere un amico. Ha cercato di fare da paciere tra l'amico che ha calpestato la scarpa e chi poi sarebbe tornato lì con altre intenzioni, visto quello che è successo. Non aveva altri scopi, Santo come qualcuno ha voluto invece riportare. Io ero lì e so come sono andate le cose».  Il ricordo di quanto accaduto e l'omaggio Simona aggiunge altri dettagli nel racconto.  «L’amico aveva calpestato la scarpa di chi poi ha sparato, il quale si è allontanato per poi tornare», preludio alla tragedia. «Non potevo immaginare che lui morisse. Santo è, non era, è amato da tutti e deve essere ricordato da tutti e tutte le persone che sono qui fuori casa sua a ricordarlo non devono nemmeno la metà ai funerali». Simona, infine, lancia un appello. «Alle esequie, alle fiaccolate che si organizzeranno per ricordare il mio fidanzato dovremo portare avanti il suo ricordo ricordando chi era e far passare mai un messaggio sbagliato. Mi appello a chiunque: venite in ricordo di Santo chbe non deve essere dimenticato». Il pianto della cugina Anna, la cugina di Santo, rivela un altro dettaglio che aumenta l'angoscia. «Lavorava insieme al fratello, a mio padre (suo zio) e all'altro nostro cugino nell'associazione Bet Passion e proprio oggi doveva andare a firmare un nuovo contratto. I sacrifici erano per la sua famiglia e per la sua fidanzata. Da quando se n’è andata nostra nonna, che era il perno della nostra famiglia, sono aumentati ancora di più i sacrifici che faceva per proteggere la mamma e al fratello maggiore». Anche Anna non può non avere parole al miele pe suo cugino Santo. «Quando succedono queste cose - è il ragionamento della cugina - spesso la vittima magari è un affiliato o ha qualche altra problematica. Non è questo il caso: mio cugino non c’entrava proprio niente con alcuni mondi. Era la persona più buona del mondo. Gli hanno sparato dritto al cuore, al cuore più puro che c’era nel mondo. Era una persona splendida, si preoccupava di tutti gli amici. Era voluto bene da tutti Santo è un bravo ragazzo, non era. Era un bellissimo ragazzo, il rapporto che avevamo era inspiegabile. Vi chiedo di scrivere parole belle su Santo, perché lo meritava. Invece, ha trovato una fine tragica che non meritava». #sansebastianoalvesuvio #santoromano

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