@u_hdi: اول مقطع لي + ادعموني يابنوتات🤍🥺#القصيم #بنات #تصوير #اكسبلور #لايكات #شفه #pfypシ #هاشتاق

🌷ريومه🌷
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Sunday 10 August 2025 05:42:04 GMT
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1nxszz211
R💙 :
بنات م عندي صديقات عمري 13
2026-03-09 21:35:14
7
lebnani_7
𝑯 🇱🇧 :
الهم الجنة وسنابك
2026-01-03 19:59:20
11
mgha569
ابو هيثم💸 :
اول وآخر مقطع ههههههههههههههههههههههههههههههههههههههههههههههههههههه
2025-10-03 06:42:31
9
olubros3
ولـــيـــدروس :
يلبى 🫦🫦
2026-02-27 20:51:18
2
saadalmaamari55
𝑴𝒐𝒂𝒚𝒆𝒅 :
كيف الاستوري؟
2025-12-15 15:48:22
2
ahmed.almustafa44
Ahmed almustafa :
جميله جدا
2026-01-30 21:10:30
1
c3aww
𝑀𝑜𝑠𝑎𝑎𝑏 :
اف يالجمال🤍🤍.
2025-08-10 05:52:55
6
_ankl73
مـاد | 𝐄 𝐥 📿 :
اللّٰه يسعد قلبك يا أختي، بس كلمه من شخص يعدك إخته.. ترى النعم اللي ربنا عطانا هي أمانة، ومن أعظمها نعمة الجمال والستر. واحنا في زمن الفتن، فيا ليت نحافظ على عفتنا وحياءنا ، ونراعي ربنا في كل تصرف مو علشان الناس، علشان رب الناس ربي يشرح صدرك للهدى، ويجعلك من عباده اللي إذا ذكروا ، ذكر فيهم الخير والستر والعفة، آمين.
2026-04-14 02:17:47
3
na521wjb
Nova :
معندي
2026-03-17 04:46:42
2
toon100_p3
L :
بنوتاتي الاستورييييي.
2026-01-07 18:56:15
2
abseg73
ابو محمد :
احبس
2026-03-10 06:33:34
1
8n719
سلوكر8N الاحتياطي :
ياحلوك
2026-04-06 12:59:03
2
jojo.elabd0
✨jojo elabd _چوچا✨ :
عسولههه
2026-01-25 09:34:00
1
ameerbander40
R :
خاص
2026-05-31 14:34:53
0
505esg
راشد القحطاني :
نزلي قران بتم ادعمك
2025-08-10 18:32:16
7
softbayan
بيان 🎀 :
أنا صحبة الحساب بس حسابي طار
2026-02-04 11:15:33
4
saja26303
𝑹𝒆𝒆𝒎♡. :
مررححححبباااا الففففف💕🌷🌷 اللي يبغى بيوت شعر يضيفني.. " لا تقهوت من زود الترف ذابت الحمره على طرف كوبها❣️. .♡
2026-04-03 20:58:34
1
se_19.1
m :
اهخخ يلبى
2025-12-31 22:07:33
3
ran39_u
نونو🍡🍓🫐 :
2026-02-19 04:57:32
1
mfw8.p
حسين :
اا والله الو
2026-01-25 23:00:47
1
yahiayahiayahiayahiayahi
𝐲𝐚𝐡𝐢𝐚🇮🇹 :
رايكم
2026-01-28 08:42:59
3
t5w_n
𝐍𝐀𝐘𝐅 :
طيب الاستورررري💔
2025-11-28 20:57:08
1
oi.kh37
سعد .؟ :
اخخخ
2025-10-11 21:57:40
3
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🇷🇺 🇺🇦Quello che non vogliono far sapere sulle vere cause dell’azione russa in Ucraina La verità è semplice, ma viene scientemente nascosta. Per anni la Russia ha chiesto un’unica cosa: protezione per quasi dieci milioni di russofoni in Ucraina. Non l’annessione dell’Ucraina, non la ricostruzione dell’URSS, non le fantasie propagandistiche diffuse in Occidente. Solo una tutela minima, formalizzata negli accordi di Minsk I e II, rispettivamente nel 2014 e nel 2015. Cosa hanno fatto Kiev, Washington e Bruxelles? Assolutamente nulla.  Hanno ignorato, rinviato, deriso. Perché diciamola tutta: l’Ucraina quegli accordi non li ha mai voluti. Li ha spacciati per “punitivi”, quando non prevedevano nemmeno un centimetro di territorio ceduto. Si chiedeva solo un’autonomia speciale, sul modello di qualsiasi regione europea plurilingue. Ma Kiev – con il beneplacito dell’Occidente – ha preferito l’intransigenza totale, arroccandosi dietro slogan identitari invece che affrontare una questione etnica e linguistica reale. E allora, quale strada si è scelta? Quella delle armi. Otto anni di bombardamenti sul Donbass, otto anni di vittime civili, otto anni di una guerra che l’Occidente fingendo di non vedere ha semplicemente lasciato marcire. Anzi: ha alimentato politicamente e militarmente, pur di mantenere il conflitto congelato e funzionale ai propri obiettivi geopolitici. Nel 2019 Zelensky ha vinto promettendo pace, dialogo e applicazione degli accordi di Minsk. Una menzogna elettorale: una volta al potere ha fatto l’esatto opposto. Nel 2022 preparava l’offensiva finale contro Lugansk e Donetsk, con colonne corazzate pronte a schiacciare le repubbliche separatiste.  Nessuna autonomia. Nessun compromesso. Solo muscoli e propaganda. E sul fronte diplomatico? Putin chiedeva – ancora una volta – un tavolo sulla sicurezza europea. E gli Stati Uniti hanno risposto con un arroganza degna di un impero in decadenza: “Non è in agenda.” Fine della conversazione. Poi però si permettono di impartire lezioni su “dialogo” e “multilateralismo”. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Le regioni a maggioranza russofona coincidono quasi perfettamente con i territori ora controllati dalla Russia, salvo Odessa e parte di Kharkov. In pratica, Putin si è preso ciò che per anni americani ed europei hanno disprezzato, ignorato o trattato come un fastidio geopolitico.  Quello che si poteva garantire con la politica lo si è regalato alla forza militare. Una cecità strategica impressionante. E nonostante questa catena di fallimenti, si continua a ripetere la solita favola: “invasori e invasi”, “imperialismo russo”, “Putin vuole conquistare l’Europa”. Una narrazione bambinesca, funzionale solo a coprire responsabilità enormi. Perché se si riconoscesse la verità, bisognerebbe ammettere che l’Occidente ha sbagliato tutto: analisi, diplomazia, strategia e tempistiche. E invece si persevera. Ancora armi, ancora miliardi, ancora propaganda.  E soprattutto un’escalation sempre più vicina alla linea rossa di uno scontro diretto tra NATO e Russia. Una follia geopolitica che nessuno ha il coraggio di ammettere, perché significherebbe riconoscere che l’intera architettura occidentale – politica, militare e mediatica – ha costruito per anni una narrazione completamente scollegata dalla realtà.
🇷🇺 🇺🇦Quello che non vogliono far sapere sulle vere cause dell’azione russa in Ucraina La verità è semplice, ma viene scientemente nascosta. Per anni la Russia ha chiesto un’unica cosa: protezione per quasi dieci milioni di russofoni in Ucraina. Non l’annessione dell’Ucraina, non la ricostruzione dell’URSS, non le fantasie propagandistiche diffuse in Occidente. Solo una tutela minima, formalizzata negli accordi di Minsk I e II, rispettivamente nel 2014 e nel 2015. Cosa hanno fatto Kiev, Washington e Bruxelles? Assolutamente nulla. Hanno ignorato, rinviato, deriso. Perché diciamola tutta: l’Ucraina quegli accordi non li ha mai voluti. Li ha spacciati per “punitivi”, quando non prevedevano nemmeno un centimetro di territorio ceduto. Si chiedeva solo un’autonomia speciale, sul modello di qualsiasi regione europea plurilingue. Ma Kiev – con il beneplacito dell’Occidente – ha preferito l’intransigenza totale, arroccandosi dietro slogan identitari invece che affrontare una questione etnica e linguistica reale. E allora, quale strada si è scelta? Quella delle armi. Otto anni di bombardamenti sul Donbass, otto anni di vittime civili, otto anni di una guerra che l’Occidente fingendo di non vedere ha semplicemente lasciato marcire. Anzi: ha alimentato politicamente e militarmente, pur di mantenere il conflitto congelato e funzionale ai propri obiettivi geopolitici. Nel 2019 Zelensky ha vinto promettendo pace, dialogo e applicazione degli accordi di Minsk. Una menzogna elettorale: una volta al potere ha fatto l’esatto opposto. Nel 2022 preparava l’offensiva finale contro Lugansk e Donetsk, con colonne corazzate pronte a schiacciare le repubbliche separatiste. Nessuna autonomia. Nessun compromesso. Solo muscoli e propaganda. E sul fronte diplomatico? Putin chiedeva – ancora una volta – un tavolo sulla sicurezza europea. E gli Stati Uniti hanno risposto con un arroganza degna di un impero in decadenza: “Non è in agenda.” Fine della conversazione. Poi però si permettono di impartire lezioni su “dialogo” e “multilateralismo”. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Le regioni a maggioranza russofona coincidono quasi perfettamente con i territori ora controllati dalla Russia, salvo Odessa e parte di Kharkov. In pratica, Putin si è preso ciò che per anni americani ed europei hanno disprezzato, ignorato o trattato come un fastidio geopolitico. Quello che si poteva garantire con la politica lo si è regalato alla forza militare. Una cecità strategica impressionante. E nonostante questa catena di fallimenti, si continua a ripetere la solita favola: “invasori e invasi”, “imperialismo russo”, “Putin vuole conquistare l’Europa”. Una narrazione bambinesca, funzionale solo a coprire responsabilità enormi. Perché se si riconoscesse la verità, bisognerebbe ammettere che l’Occidente ha sbagliato tutto: analisi, diplomazia, strategia e tempistiche. E invece si persevera. Ancora armi, ancora miliardi, ancora propaganda. E soprattutto un’escalation sempre più vicina alla linea rossa di uno scontro diretto tra NATO e Russia. Una follia geopolitica che nessuno ha il coraggio di ammettere, perché significherebbe riconoscere che l’intera architettura occidentale – politica, militare e mediatica – ha costruito per anni una narrazione completamente scollegata dalla realtà.

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