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klo547
Hi 👋🏼 :
Yes girl ❤️❤️❤️
2025-08-27 22:57:38
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christindevries31
ChristinDeV40 :
😂😂😂
2025-08-30 16:25:00
0
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Il commento della giornalista e critica di moda Daniela Fedi, che ha richiamato l’attenzione sull’origine del panier (o verdugale) in occasione della sfilata sul red carpet veneziano di Alba Rohrwacher con un abito Dior firmato Jonathan Anderson, offre lo spunto per approfondire questo elemento di moda. Il panier (in francese), chiamato anche guardinfante/verdugale (dal castigliano verdugado), era un elemento dell’abbigliamento femminile che si diffuse in Europa tra il XVI e il XVIII secolo. Ecco perché si usava: 1. Modellare la silhouette Il panier o verdugale era una struttura di cerchi rigidi sotto la gonna che serviva a dare volume, nata in Spagna nel XVI secolo. Era una sorta di intelaiatura (in legno, vimini, osso di balena, metallo o stecche di giunco) portata sotto la gonna per darle volume. Serviva a creare una forma conica o ellittica, esaltando il punto vita e allargando i fianchi, secondo l’ideale di bellezza e di eleganza dell’epoca. 2. Simbolo di status sociale Solo le donne aristocratiche o di alta borghesia potevano permetterselo, per costo e ingombro. Più era ampio e lavorato, più indicava ricchezza e prestigio. Il fatto che fosse scomodo da portare sottolineava che chi lo indossava non doveva lavorare. 3. Moda di corte e teatralità Nelle corti (soprattutto spagnola e francese) serviva a mettere in risalto il lusso dei tessuti, delle decorazioni e delle ricche gonne a strati. Creava un effetto scenografico nelle danze e nelle cerimonie, trasformando la donna quasi in una
Il commento della giornalista e critica di moda Daniela Fedi, che ha richiamato l’attenzione sull’origine del panier (o verdugale) in occasione della sfilata sul red carpet veneziano di Alba Rohrwacher con un abito Dior firmato Jonathan Anderson, offre lo spunto per approfondire questo elemento di moda. Il panier (in francese), chiamato anche guardinfante/verdugale (dal castigliano verdugado), era un elemento dell’abbigliamento femminile che si diffuse in Europa tra il XVI e il XVIII secolo. Ecco perché si usava: 1. Modellare la silhouette Il panier o verdugale era una struttura di cerchi rigidi sotto la gonna che serviva a dare volume, nata in Spagna nel XVI secolo. Era una sorta di intelaiatura (in legno, vimini, osso di balena, metallo o stecche di giunco) portata sotto la gonna per darle volume. Serviva a creare una forma conica o ellittica, esaltando il punto vita e allargando i fianchi, secondo l’ideale di bellezza e di eleganza dell’epoca. 2. Simbolo di status sociale Solo le donne aristocratiche o di alta borghesia potevano permetterselo, per costo e ingombro. Più era ampio e lavorato, più indicava ricchezza e prestigio. Il fatto che fosse scomodo da portare sottolineava che chi lo indossava non doveva lavorare. 3. Moda di corte e teatralità Nelle corti (soprattutto spagnola e francese) serviva a mettere in risalto il lusso dei tessuti, delle decorazioni e delle ricche gonne a strati. Creava un effetto scenografico nelle danze e nelle cerimonie, trasformando la donna quasi in una "scultura vivente". 4. Controllo sociale e morale L’ampiezza del panier teneva fisicamente a distanza gli uomini, ostacolando il contatto ravvicinato e accentuando l’idea di “riservatezza” femminile. In sintesi: il panier/verdugale non era solo un vezzo estetico, ma un vero strumento di moda, status e controllo sociale, che ha segnato la storia del costume europeo per oltre due secoli. #Panier #Verdugale #DanielaFedi #GonneStoriche #SilhouetteAntica

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