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_thinks2much
Elius :
Those precise shades of pink & blue reminds me of many depictions of Jesus Christ. Especially w/ how the man’s pose is reminiscent of the Pietà
2025-08-29 12:13:04
4
godof5starsdavid
godof5starsdavid :
Awesome 🔥🔥🔥
2025-08-29 17:18:21
0
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Colonialismo culturale – La catena più subdola contro il Sud e le Due Sicilie Il colonialismo culturale è la catena più pericolosa e invisibile che ci hanno imposto. Dopo il 1861 non si sono accontentati di saccheggiare le nostre casse d’oro, di chiudere le nostre fabbriche, di deportare e massacrare i nostri soldati nei lager del Nord. No. Loro sapevano che la conquista militare non basta, che un popolo può ribellarsi se conserva memoria, identità e orgoglio. Perciò hanno dovuto colpirci nell’anima: cancellare la nostra storia, ridicolizzare le nostre tradizioni, spacciarci per “italiani” dimenticando che eravamo Nazione sovrana, ricca e rispettata nel mondo. Il colonialismo culturale è entrato nelle scuole, nei libri, nelle università, nei giornali, nel cinema, nella televisione. Hanno preso i nostri figli e li hanno educati a vergognarsi delle proprie radici. Hanno fatto credere che il Sud fosse ignorante, pigro e arretrato, quando invece discendiamo dai Greci, da Pitagora, da Archimede, da Alcmeone, da una Magna Grecia che illuminava il mondo mille anni prima di Roma. Hanno imposto la menzogna che l’Italia ci avrebbe “civilizzato”, quando eravamo già tra i popoli più colti d’Europa, con scuole gratuite, università di eccellenza, tipografie, osservatori astronomici e teatri reali. Il colonialismo culturale è quando nei nostri musei, nei nostri scavi, nei nostri siti archeologici, non trovi direttori figli di questa terra ma funzionari del Ministero italiano che gestiscono tutto come merce turistica. È quando ti insegnano Garibaldi e Cavour ma tacciono Ferdinando II, Francesco II, la Realfabbrica di Mongiana, Pietrarsa, la marineria borbonica, le locomotive, l’industria tessile di San Leucio. È quando ti spacciano Mazzini e Vittorio Emanuele come “padri della patria” e cancellano le lacrime, il sangue e i martiri delle Due Sicilie. Il colonialismo culturale è la risata contro la nostra lingua, la censura delle nostre canzoni, la cancellazione dei nostri santi e dei nostri poeti. È quando ti fanno credere che Napoli, Palermo, Bari, Catania, Reggio, Lecce, Messina, siano semplici “province italiane” e non capitali di civiltà che hanno dato al mondo arte, filosofia, musica, scienza. La menzogna ripetuta ogni giorno diventa “verità”. E se rubi la memoria a un popolo, lo rendi schiavo per sempre. Ecco perché da 164 anni ci vogliono schiavi: senza memoria, senza orgoglio, senza identità. Ma noi non siamo “meridionali”. Questa parola l’hanno inventata per etichettarci e dividerci. Noi siamo Napoletani e Siciliani, figli della Magna Grecia e del Regno delle Due Sicilie. Noi siamo popolo millenario che ha resistito a imperi e invasioni. E oggi resistiamo al colonialismo culturale che cerca di strapparci l’anima. La nostra missione non è solo denunciare la povertà, la disoccupazione, l’emigrazione forzata, il furto delle risorse. La nostra missione è spezzare le catene invisibili. Restituire ai popoli la coscienza di chi siamo. Perché senza identità non c’è libertà. Ma con la consapevolezza della nostra storia, nessun padrone potrà mai più tenerci sottomessi. ⚜️ Noi siamo i popoli delle Due Sicilie. Non ci hanno mai conquistato, ci hanno solo colonizzato nella mente. E noi stiamo spezzando queste catene. Per sempre.#BRIGANTI #lazzari
Colonialismo culturale – La catena più subdola contro il Sud e le Due Sicilie Il colonialismo culturale è la catena più pericolosa e invisibile che ci hanno imposto. Dopo il 1861 non si sono accontentati di saccheggiare le nostre casse d’oro, di chiudere le nostre fabbriche, di deportare e massacrare i nostri soldati nei lager del Nord. No. Loro sapevano che la conquista militare non basta, che un popolo può ribellarsi se conserva memoria, identità e orgoglio. Perciò hanno dovuto colpirci nell’anima: cancellare la nostra storia, ridicolizzare le nostre tradizioni, spacciarci per “italiani” dimenticando che eravamo Nazione sovrana, ricca e rispettata nel mondo. Il colonialismo culturale è entrato nelle scuole, nei libri, nelle università, nei giornali, nel cinema, nella televisione. Hanno preso i nostri figli e li hanno educati a vergognarsi delle proprie radici. Hanno fatto credere che il Sud fosse ignorante, pigro e arretrato, quando invece discendiamo dai Greci, da Pitagora, da Archimede, da Alcmeone, da una Magna Grecia che illuminava il mondo mille anni prima di Roma. Hanno imposto la menzogna che l’Italia ci avrebbe “civilizzato”, quando eravamo già tra i popoli più colti d’Europa, con scuole gratuite, università di eccellenza, tipografie, osservatori astronomici e teatri reali. Il colonialismo culturale è quando nei nostri musei, nei nostri scavi, nei nostri siti archeologici, non trovi direttori figli di questa terra ma funzionari del Ministero italiano che gestiscono tutto come merce turistica. È quando ti insegnano Garibaldi e Cavour ma tacciono Ferdinando II, Francesco II, la Realfabbrica di Mongiana, Pietrarsa, la marineria borbonica, le locomotive, l’industria tessile di San Leucio. È quando ti spacciano Mazzini e Vittorio Emanuele come “padri della patria” e cancellano le lacrime, il sangue e i martiri delle Due Sicilie. Il colonialismo culturale è la risata contro la nostra lingua, la censura delle nostre canzoni, la cancellazione dei nostri santi e dei nostri poeti. È quando ti fanno credere che Napoli, Palermo, Bari, Catania, Reggio, Lecce, Messina, siano semplici “province italiane” e non capitali di civiltà che hanno dato al mondo arte, filosofia, musica, scienza. La menzogna ripetuta ogni giorno diventa “verità”. E se rubi la memoria a un popolo, lo rendi schiavo per sempre. Ecco perché da 164 anni ci vogliono schiavi: senza memoria, senza orgoglio, senza identità. Ma noi non siamo “meridionali”. Questa parola l’hanno inventata per etichettarci e dividerci. Noi siamo Napoletani e Siciliani, figli della Magna Grecia e del Regno delle Due Sicilie. Noi siamo popolo millenario che ha resistito a imperi e invasioni. E oggi resistiamo al colonialismo culturale che cerca di strapparci l’anima. La nostra missione non è solo denunciare la povertà, la disoccupazione, l’emigrazione forzata, il furto delle risorse. La nostra missione è spezzare le catene invisibili. Restituire ai popoli la coscienza di chi siamo. Perché senza identità non c’è libertà. Ma con la consapevolezza della nostra storia, nessun padrone potrà mai più tenerci sottomessi. ⚜️ Noi siamo i popoli delle Due Sicilie. Non ci hanno mai conquistato, ci hanno solo colonizzato nella mente. E noi stiamo spezzando queste catene. Per sempre.#BRIGANTI #lazzari

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