@1994review: Mạch nha lon sắt Đặc biệt ngon ✨🦥 #machnha #machnhaquangngai #machnhaduong #anvat

✿ Lù Review ✿
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Sunday 09 November 2025 13:27:12 GMT
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tng.hunh1051
tường Huỳnh ☘️🥀 :
thu mạch nha Kim Hồng đi chị
2025-11-28 14:11:46
1
ff811032010
thảo ngô :
em có ở quảng ngãi ko
2026-01-25 06:02:57
0
chibi1504
Mai :
Ăn dính lắm nha
2025-11-09 16:38:11
0
nguyenankhuong2000
Nguyễn An Khương :
😁
2025-11-30 11:03:59
0
zzziziy
Mỹ nữ đang ngủ 🙊 :
🥰🥰🥰
2025-11-25 14:24:02
0
taphoa.annie84
𝐓𝐚̣𝐩 𝐇𝐨𝐚́ 𝐀𝐧𝐧𝐢𝐞 🎀 :
Để thử bà ơi. Lạ quá😝
2025-11-09 15:21:44
1
mayyy.nov
𝓜𝓪𝔂 𝓞̛𝓲 𝓡𝓮𝓿𝓲𝓮𝔀 🇻🇳 :
Ngon lắm luôn
2025-11-09 13:55:37
0
nahnahshop
Mẹ bé ĐoLa :
Ngon giòn lắm
2025-11-10 01:05:17
0
trinhkieu941
Trinh Kiều Shop :
ngon lắm lun nha
2025-11-10 01:26:15
0
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Il 4 giugno la Camera ha dato il primo via libera al ritorno del nucleare in Italia. Si tratta di una legge delega che parla di “nucleare sostenibile”: piccoli reattori modulari, indipendenza dall’estero…Tutto molto giusto e bello. Solo che c’è un piccolo dettaglio: non sappiamo ancora dove mettere le scorie del vecchio programma nucleare. L’Italia ha chiuso le centrali dopo il referendum del 1987, seguito all’incidente di Chernobyl. Ma chiudere le centrali non lo so si può fare con un semplice colpo di spugna. E quidni da quasi quarant’anni stiamo ancora smantellando Trino, Caorso, Latina e Garigliano. E il decommissioning è arrivato appena al 47,7%. Nel frattempo i rifiuti radioattivi continuano a essere prodotti anche da ospedali, medicina nucleare, laboratori industriali e centri di ricerca. Oggi in Italia ci sono circa 32663 metri cubi di rifiuti radioattivi: più o meno 13 piscine olimpioniche. Dove sono? Un po’ sparsi in depositi temporanei in varie regioni. Un po’ all’estero. Perché l’Italia, negli anni, ha spedito scorie nel Regno Unito, in Belgio e soprattutto in Francia (ovviamente a pagamento e con la promessa di riprendersele). E infatti Il 29 aprile il governo ha rinnovato l’accordo con Parigi: le scorie italiane potranno restare nei depositi francesi fino al 2040. Perché il Deposito nazionale, previsto da una legge del 2010, non esiste ancora. Se ne parla da vent’anni ma non sarà pronto prima del 2039. Nel 2021 Sogin, società nata nel 1999 proprio con questo compito, ha pubblicato la mappa: 67 aree potenzialmente idonee a costruirlo. poi le solite Proteste, consultazioni, Nel 2023 le aree diventano 51. Risultato: nessun Comune ha detto sì. Ah, ovviamente i costi del deposito che non c'è sapete chi li paga? Ovviamente noi tutti, attraverso le bollette. Però tranquilli: adesso parliamo di nuove centrali. Per le vecchie scorie, poi si vedrà. come sempre d’altronde.  #fyp #pulppodcast #podcast
Il 4 giugno la Camera ha dato il primo via libera al ritorno del nucleare in Italia. Si tratta di una legge delega che parla di “nucleare sostenibile”: piccoli reattori modulari, indipendenza dall’estero…Tutto molto giusto e bello. Solo che c’è un piccolo dettaglio: non sappiamo ancora dove mettere le scorie del vecchio programma nucleare. L’Italia ha chiuso le centrali dopo il referendum del 1987, seguito all’incidente di Chernobyl. Ma chiudere le centrali non lo so si può fare con un semplice colpo di spugna. E quidni da quasi quarant’anni stiamo ancora smantellando Trino, Caorso, Latina e Garigliano. E il decommissioning è arrivato appena al 47,7%. Nel frattempo i rifiuti radioattivi continuano a essere prodotti anche da ospedali, medicina nucleare, laboratori industriali e centri di ricerca. Oggi in Italia ci sono circa 32663 metri cubi di rifiuti radioattivi: più o meno 13 piscine olimpioniche. Dove sono? Un po’ sparsi in depositi temporanei in varie regioni. Un po’ all’estero. Perché l’Italia, negli anni, ha spedito scorie nel Regno Unito, in Belgio e soprattutto in Francia (ovviamente a pagamento e con la promessa di riprendersele). E infatti Il 29 aprile il governo ha rinnovato l’accordo con Parigi: le scorie italiane potranno restare nei depositi francesi fino al 2040. Perché il Deposito nazionale, previsto da una legge del 2010, non esiste ancora. Se ne parla da vent’anni ma non sarà pronto prima del 2039. Nel 2021 Sogin, società nata nel 1999 proprio con questo compito, ha pubblicato la mappa: 67 aree potenzialmente idonee a costruirlo. poi le solite Proteste, consultazioni, Nel 2023 le aree diventano 51. Risultato: nessun Comune ha detto sì. Ah, ovviamente i costi del deposito che non c'è sapete chi li paga? Ovviamente noi tutti, attraverso le bollette. Però tranquilli: adesso parliamo di nuove centrali. Per le vecchie scorie, poi si vedrà. come sempre d’altronde. #fyp #pulppodcast #podcast

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