@anudevrd: #christmas #qatar #happiness #CapCut

Anudev Rd
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Monday 29 December 2025 06:39:28 GMT
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Sono nata in Afghanistan. I miei genitori erano entrambi insegnanti. Un giorno, quando ero una bambina, mio padre mi ha tagliato i capelli corti, ha buttato le mie tuniche e mi ha fatto indossare dei pantaloncini e una vecchia maglietta con draghi e macchine da corsa. Da oggi tu sarai un maschio. Pensavo fosse un gioco, ma poi lui e mia madre mi hanno spiegato. Dovevo diventare una bacha posh, una bambina cresciuta come un maschio. Era l’unico modo per essere libera in un Paese dove nascere donna ti escludeva da tutto.  Da quel momento i miei genitori hanno iniziato a chiamarmi con un nome maschile, lo stesso che usavano anche i miei vicini, gli insegnanti a scuola, i compagni. Solo così potevo uscire di casa senza paura, camminare tranquilla per il mercato, accompagnare mio padre a fare le commissioni, andare in bicicletta, fare sport, correre in un prato. Potevo vivere l’infanzia, la vita che a molte bambine era negata. Crescendo però il mio corpo ha iniziato a cambiare, e le magliette larghe non bastavano più a nascondermi. Così mio padre mi ha detto mi dispiace figlia mia, e mi ha restituito le tuniche. Di colpo la mia vita si è rimpicciolita, stretta dentro le pareti di casa. Ero tornata me stessa, ma era come non esistere più. Ma quegli anni di libertà mi avevano insegnato che non c’era nulla di sbagliato nel desiderare gli stessi diritti degli uomini. Così, dopo che gli americani sono entrati nel nostro Paese e piano piano le cose hanno iniziato a cambiare, ho ripreso a studiare, e ho fondato delle imprese per dare lavoro alle donne. Nel 2021 i talebani sono tornati, e l’Afghanistan è cambiato di nuovo. Ho preso mia figlia e sono fuggita in Polonia. Ma anche da qui oggi continuo a combattere per tutte le donne afghane che non possono farlo. Per tutte quelle bambine che vogliono essere libere. . Nilofar Ayoubi
Sono nata in Afghanistan. I miei genitori erano entrambi insegnanti. Un giorno, quando ero una bambina, mio padre mi ha tagliato i capelli corti, ha buttato le mie tuniche e mi ha fatto indossare dei pantaloncini e una vecchia maglietta con draghi e macchine da corsa. Da oggi tu sarai un maschio. Pensavo fosse un gioco, ma poi lui e mia madre mi hanno spiegato. Dovevo diventare una bacha posh, una bambina cresciuta come un maschio. Era l’unico modo per essere libera in un Paese dove nascere donna ti escludeva da tutto. Da quel momento i miei genitori hanno iniziato a chiamarmi con un nome maschile, lo stesso che usavano anche i miei vicini, gli insegnanti a scuola, i compagni. Solo così potevo uscire di casa senza paura, camminare tranquilla per il mercato, accompagnare mio padre a fare le commissioni, andare in bicicletta, fare sport, correre in un prato. Potevo vivere l’infanzia, la vita che a molte bambine era negata. Crescendo però il mio corpo ha iniziato a cambiare, e le magliette larghe non bastavano più a nascondermi. Così mio padre mi ha detto mi dispiace figlia mia, e mi ha restituito le tuniche. Di colpo la mia vita si è rimpicciolita, stretta dentro le pareti di casa. Ero tornata me stessa, ma era come non esistere più. Ma quegli anni di libertà mi avevano insegnato che non c’era nulla di sbagliato nel desiderare gli stessi diritti degli uomini. Così, dopo che gli americani sono entrati nel nostro Paese e piano piano le cose hanno iniziato a cambiare, ho ripreso a studiare, e ho fondato delle imprese per dare lavoro alle donne. Nel 2021 i talebani sono tornati, e l’Afghanistan è cambiato di nuovo. Ho preso mia figlia e sono fuggita in Polonia. Ma anche da qui oggi continuo a combattere per tutte le donne afghane che non possono farlo. Per tutte quelle bambine che vogliono essere libere. . Nilofar Ayoubi

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