@bria_esco: I Love Wacky Wednesdays! 💛 #college #utsa #fyp #positivity

Bria Esco
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Thursday 05 February 2026 04:19:48 GMT
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Comments

david.barocio
Dave :
the search being “UTSA bops” is crazy😭
2026-02-05 23:20:49
2
mama_esco
Mama Escobar :
“Yes ma’am” said Ethan. Love that there’s gentlemen still out there .
2026-02-06 02:30:41
4
angelicapinonnnn
angelica 💌 :
I need a trip on the Bria bus !! 🤩
2026-02-05 17:46:42
4
mieliortiz
mieliortiz :
Stoppp I love this! We need more of these😂
2026-02-06 08:28:46
1
miamarie0403
Mia_marie :
this is so cute! Miss you girly!!
2026-02-05 10:41:26
1
juliannalugarcia
julianna lu :
Wait this is so cute
2026-02-05 12:41:24
3
jj.f0r0
JJ :
I love this Bria
2026-02-05 13:54:47
3
regissaguirre
regiss :
awww briaa💓💓
2026-02-05 16:26:18
1
_ddoo7
ItzSpazz :
Pt 2 please
2026-02-05 16:23:48
1
etx.jay7
Jayden :
I loved this!
2026-02-05 16:31:28
1
hotpinksexyygirl
IZZY :
😭😭😭😭😭😭
2026-02-05 08:27:40
1
ime3518
ime3518 :
❤️❤️❤️
2026-02-05 17:05:24
0
ibrars1905
R.E.İ.S✔️🦁 :
🔥
2026-04-04 03:46:51
0
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10к часов в тг #recommendation #shitposting #fyp #shitpost #on Un canale Telegram era il tipo di luogo che riusciva a diventare parte della giornata di qualcuno senza fare rumore. Non aveva bisogno di pubblicare decine di messaggi o di attirare continuamente l’attenzione: le persone tornavano comunque. C’era qualcosa nel modo in cui ogni post veniva scritto, nella cura delle immagini, nell’atmosfera che sembrava rimanere anche dopo aver chiuso l’applicazione. Alcuni arrivavano per caso, altri attraverso una condivisione, altri ancora dopo aver sentito qualcuno parlarne. E quasi tutti, almeno una volta, decidevano di restare. Ma la verità era che quasi nessuno conosceva davvero quel canale. La maggior parte delle persone vedeva soltanto la superficie: post ordinati, immagini curate, testi scritti bene, pubblicazioni che sembravano nascere con naturalezza. Nessuno immaginava il tempo passato davanti allo schermo, le frasi cancellate e riscritte decine di volte, i dubbi prima di premere il pulsante
10к часов в тг #recommendation #shitposting #fyp #shitpost #on Un canale Telegram era il tipo di luogo che riusciva a diventare parte della giornata di qualcuno senza fare rumore. Non aveva bisogno di pubblicare decine di messaggi o di attirare continuamente l’attenzione: le persone tornavano comunque. C’era qualcosa nel modo in cui ogni post veniva scritto, nella cura delle immagini, nell’atmosfera che sembrava rimanere anche dopo aver chiuso l’applicazione. Alcuni arrivavano per caso, altri attraverso una condivisione, altri ancora dopo aver sentito qualcuno parlarne. E quasi tutti, almeno una volta, decidevano di restare. Ma la verità era che quasi nessuno conosceva davvero quel canale. La maggior parte delle persone vedeva soltanto la superficie: post ordinati, immagini curate, testi scritti bene, pubblicazioni che sembravano nascere con naturalezza. Nessuno immaginava il tempo passato davanti allo schermo, le frasi cancellate e riscritte decine di volte, i dubbi prima di premere il pulsante "Pubblica". Nessuno vedeva quanta attenzione si nascondesse dietro ogni dettaglio apparentemente semplice. Le giornate iniziavano quasi sempre allo stesso modo. Prima ancora di fare qualsiasi altra cosa, venivano controllati i messaggi, le notifiche, le reazioni lasciate durante la notte. C’erano commenti pieni di entusiasmo, domande, suggerimenti e anche lunghi silenzi. A volte il telefono rimaneva immobile per ore, altre volte continuava a vibrare senza sosta. Ogni notifica ricordava che, dall’altra parte dello schermo, esistevano persone reali che dedicavano qualche minuto della propria giornata a leggere quei contenuti. Fuori da Telegram, però, tutto continuava normalmente. Le lezioni, il lavoro, le passeggiate, gli impegni quotidiani. Nessuno avrebbe immaginato che, tra un momento e l’altro della giornata, ci fosse sempre un pensiero rivolto al prossimo post. Un’idea appuntata velocemente nelle note, una frase salvata all’improvviso, una fotografia scattata pensando che un giorno avrebbe trovato il posto giusto all’interno del canale. Era diventata quasi un’abitudine osservare il mondo chiedendosi se potesse trasformarsi in qualcosa da condividere. Con il passare del tempo, però, il canale iniziò a diventare qualcosa di diverso. All’inizio era soltanto uno spazio dove pubblicare ciò che piaceva. Poi arrivarono le prime persone che aspettavano davvero ogni aggiornamento. Alcune lasciavano una semplice reazione, altre scrivevano messaggi lunghi raccontando che quei contenuti avevano migliorato una giornata difficile o regalato un sorriso nel momento giusto. Erano parole semplici, ma rimanevano impresse molto più delle statistiche. Col tempo iniziarono a notarsi dettagli che prima sembravano insignificanti. I nomi che comparivano spesso tra le reazioni. Gli utenti che leggevano ogni pubblicazione senza mai scrivere nulla. Le persone che tornavano dopo settimane di silenzio per lasciare un messaggio gentile. Erano piccoli gesti, invisibili per chiunque altro, ma impossibili da dimenticare per chi costruiva quel luogo giorno dopo giorno. Una sera venne pubblicato un post senza aspettarsi molto. Era tardi, la maggior parte della città stava già rallentando il proprio ritmo e fuori dalle finestre le luci illuminavano le strade quasi deserte. Passarono pochi minuti. Arrivarono le prime visualizzazioni, poi qualche reazione, infine un messaggio privato. «Avevo proprio bisogno di leggere qualcosa del genere oggi.» Era una frase brevissima. Eppure bastò quella. Perché ricordò immediatamente il motivo per cui tutto era iniziato. Per chi gestisce un canale, quei momenti valgono più di qualsiasi numero. Non sono gli iscritti, non sono le visualizzazioni, non sono le classifiche. Sono quei piccoli istanti in cui qualcuno, anche senza conoscere davvero chi scrive, riesce a sentirsi capito attraverso poche righe.

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