@leggoit: Dimenticate la Amanda Lear che conoscete: nello studio di Belve cade ogni maschera. Il cuore del racconto è il rapporto simbiotico e surreale con Salvador Dalí e sua moglie Gala. Non meno esilarante, e a tratti crudo, il capitolo dedicato al Duca Bianco. La storia con David Bowie viene liquidata con la consueta ironia tagliente: «Non mi piaceva molto. Tutto bianco, magrissimo, senza sopracciglia... faceva un po’ schifo». Tra una battuta e l'altra, spuntano però momenti di fragilità assoluta. La Lear affronta per la prima volta con questa profondità il dolore per la morte del marito, Alain Philippe, scomparso tragicamente in un incendio. 🖋️ L'articolo completo su Leggo.it e nel link in bio