@lacoloniarecords: Littttt

LA COLONIA RECORDS®
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Saturday 02 May 2026 18:33:25 GMT
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lil_userrr83
🙎🏽‍♂️ :
Rola el video bro 💙
2026-05-04 01:20:37
1
kim_a977
kim av :
😌😌😌 Lo que es ❤️
2026-05-02 19:42:44
2
xheyli_martinez
xheyli :
tu solo para mii🥰
2026-05-09 23:20:13
1
angeltumbas1
angeltumbas1 :
❤️❤️❤️
2026-05-03 04:01:15
0
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AMENDOLARA: TUTTI COMPLICI. LO STATO ASSENTE, IL CAPORALATO CONTINUA A UCCIDERE… IL SANGUE DEI BRACCIANTI GRIDA GIUSTIZIA. TUTTI SAPEVANO, NESSUNO HA FERMATO QUESTO SISTEMA TUTTI COMPLICI? LO STATO DOV’ERA? Quattro persone sono morte ad Amendolara e, mentre la magistratura farà piena luce su quanto accaduto, c’è una riflessione che non può essere ignorata. Per anni abbiamo sentito parlare di caporalato, sfruttamento della manodopera straniera, lavoratori pagati pochi euro all’ora, persone costrette a vivere lontano da ogni forma di dignità. E allora la domanda è inevitabile: chi ha alimentato questo sistema? Se esiste il caporalato, qualcuno ne trae vantaggio. Se migliaia di braccianti vengono reclutati e impiegati nei campi, qualcuno li assume, qualcuno utilizza quel lavoro e qualcuno, troppo spesso, finge di non vedere. Lo Stato ha il dovere di controllare e reprimere. Ma sarebbe ipocrita non chiedersi se una parte del sistema produttivo abbia chiuso gli occhi davanti a pratiche che da anni vengono denunciate. Gli agricoltori onesti, che rispettano le regole e i lavoratori, sono le prime vittime di questo meccanismo perverso. Ma chi sfrutta esseri umani per aumentare i profitti non può nascondersi dietro il silenzio. Oggi non servono le lacrime di circostanza. Servono verità, controlli, responsabilità e il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Perché quando il caporalato prospera per anni, quando migliaia di persone vivono e lavorano nell’invisibilità, quando lo sfruttamento diventa normalità, le responsabilità non possono essere scaricate soltanto sugli ultimi anelli della catena. Amendolara impone una domanda a tutti: chi ha permesso che questo sistema andasse avanti per così tanto tempo? La verità di Lino Polimeni senza Paura
AMENDOLARA: TUTTI COMPLICI. LO STATO ASSENTE, IL CAPORALATO CONTINUA A UCCIDERE… IL SANGUE DEI BRACCIANTI GRIDA GIUSTIZIA. TUTTI SAPEVANO, NESSUNO HA FERMATO QUESTO SISTEMA TUTTI COMPLICI? LO STATO DOV’ERA? Quattro persone sono morte ad Amendolara e, mentre la magistratura farà piena luce su quanto accaduto, c’è una riflessione che non può essere ignorata. Per anni abbiamo sentito parlare di caporalato, sfruttamento della manodopera straniera, lavoratori pagati pochi euro all’ora, persone costrette a vivere lontano da ogni forma di dignità. E allora la domanda è inevitabile: chi ha alimentato questo sistema? Se esiste il caporalato, qualcuno ne trae vantaggio. Se migliaia di braccianti vengono reclutati e impiegati nei campi, qualcuno li assume, qualcuno utilizza quel lavoro e qualcuno, troppo spesso, finge di non vedere. Lo Stato ha il dovere di controllare e reprimere. Ma sarebbe ipocrita non chiedersi se una parte del sistema produttivo abbia chiuso gli occhi davanti a pratiche che da anni vengono denunciate. Gli agricoltori onesti, che rispettano le regole e i lavoratori, sono le prime vittime di questo meccanismo perverso. Ma chi sfrutta esseri umani per aumentare i profitti non può nascondersi dietro il silenzio. Oggi non servono le lacrime di circostanza. Servono verità, controlli, responsabilità e il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Perché quando il caporalato prospera per anni, quando migliaia di persone vivono e lavorano nell’invisibilità, quando lo sfruttamento diventa normalità, le responsabilità non possono essere scaricate soltanto sugli ultimi anelli della catena. Amendolara impone una domanda a tutti: chi ha permesso che questo sistema andasse avanti per così tanto tempo? La verità di Lino Polimeni senza Paura

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