@fahd.alqrqah: #كلمة_مؤسس_سناب_قحطان_مضيم_بند_عبدالعزيز_ال_عليان_فلاح_القرقاح#فلاح_القرقاح_وصل_العطياني_سفر_الدغيلبي_تركي_الفين_حبيب_العازمي#جمهور_الشعر_القلطة_محاورة#طاروق_حماسي#قحطان_عتيبة_مطير_سبيع_الدواسر

ابو عبدالعزيز
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Friday 08 May 2026 16:51:41 GMT
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user9581633231310
سعود السلمي أبو ياسر :
ونعم ابو محمد القرقاح شاعره كبير يستاهل كل خير
2026-05-23 16:51:36
0
otyb.e
الروقي :
ابو محمد من اخر الرموز عسى الله يطول بعمره
2026-05-08 17:29:36
1
otyb.e
الروقي :
ونعم بقحطان كافه منبع شعر وفروسيه وكل علم طيب
2026-05-08 17:30:44
0
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La paura di perderti quella notte è stata atroce. Da quando ero a casa a quando mi sono trovata sommersa di persone, prima mi controllavano, poi non capivano… non capivano cosa ci fosse che non andasse. Durante la notte entra il dottore: deve firmare per il cesareo d’urgenza. Guardo il mio compagno, mi metto a piangere e inizio a tremare. “Cosa sta succedendo?” Tu, bimbo mio, non crescevi da quasi un mese. Eri rimasto piccolino, ma forte come un leone. A quel punto sono stati obbligati a farmi il cesareo. Poco prima della notizia del cesareo ho vomitato l’anima: il mio corpo mi stava mandando segnali che qualcosa non stesse andando bene. Mi hanno detto che avevo avuto la sindrome HELLP: il mio fegato non funzionava bene e questo rendeva difficile la tua crescita. Non si sa perché venga, ma in quel momento l’unica cosa che contava eri tu. Mentre mi stavano facendo il cesareo tremavo. Io, che ho paura pure delle foglie, quel giorno ho dovuto affrontare talmente tante cose che mi hanno dato una forza immensa. Quella stanza piena di strumenti, piena di persone, con quelle luci sparate addosso… non la dimenticherò mai. Ma sono grata a tutti loro, perché ci hanno salvati. Avevi anche due nodi al cordone. Dovevi nascere. E grazie a Dio, grazie ai dottori, sei nato tu, mio piccolo leone, un vero guerriero. La paura di non vedere Mathias era tanta. Durante il cesareo, immaginarvi insieme mi dava tranquillità, nonostante tremassi come una foglia. Ma voi mi davate la forza. Ovviamente il papà non ha potuto assistere al cesareo: aspettava fuori. E che brutta sensazione partorire e vedere di sfuggita tuo figlio per un secondo e poi rivederlo solo l’indomani, per poco tempo, perché io ero in terapia intensiva e dovevo riprendermi. Finalmente mi spostano di reparto e ti portano da me. Dagli esami risultava che avevi l’ittero e dovevi fare altre sei ore sotto la lampada. Tu lì dentro, in quel macchinario, tutto nudo con solo il pannolino… e io e tuo papà, per sdrammatizzare, dicevamo che sembrava facessi le lampade per il sole. 😂 E io, nonostante i punti, il dolore e la fatica immensa anche solo a camminare, scendevo al nido per venire a vederti. Ogni passo era faticoso, ma non mi importava: volevo stare con te, guardarti, stringerti e soprattutto poterti allattare. In quei momenti trovavo una forza che non pensavo nemmeno di avere. Il mio corpo era stanco, dolorante, provato da tutto quello che aveva affrontato, ma il desiderio di essere lì per te era più forte di qualsiasi dolore. E poi c’era il tuo papà. Non mi ha lasciata sola neanche per un momento. È stato accanto a me in ogni istante, durante la paura, durante il dolore, durante le notti infinite. La notte dormiva persino per terra accanto al mio letto, pur di essere lì vicino a me, per aiutarmi , per aiutarmi ad alzarmi e ad andare in bagno perché da sola non ce la facevo, In quei giorni avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e lui c’era. Sempre. Nonostante fosse stanco anche lui, nonostante la paura per te, nonostante tutto quello che stavamo vivendo, non si è mai tirato indietro. Mi ha aiutata quando ne avevo bisogno, mi ha sostenuta quando pensavo di non farcela e, insieme a me, ha vissuto ogni momento di quei giorni così difficili. Non dimenticherò mai quanto siamo stati forti tutti e tre. Io, il tuo papà e tu, il nostro piccolo leone. ❤️ Questi giorni sono stati strazianti, infiniti, pieni di paura e di momenti che non dimenticherò mai. Ma ne è valsa la pena per poterti avere finalmente con me. Ti amo, mio piccolo leone. ❤️
La paura di perderti quella notte è stata atroce. Da quando ero a casa a quando mi sono trovata sommersa di persone, prima mi controllavano, poi non capivano… non capivano cosa ci fosse che non andasse. Durante la notte entra il dottore: deve firmare per il cesareo d’urgenza. Guardo il mio compagno, mi metto a piangere e inizio a tremare. “Cosa sta succedendo?” Tu, bimbo mio, non crescevi da quasi un mese. Eri rimasto piccolino, ma forte come un leone. A quel punto sono stati obbligati a farmi il cesareo. Poco prima della notizia del cesareo ho vomitato l’anima: il mio corpo mi stava mandando segnali che qualcosa non stesse andando bene. Mi hanno detto che avevo avuto la sindrome HELLP: il mio fegato non funzionava bene e questo rendeva difficile la tua crescita. Non si sa perché venga, ma in quel momento l’unica cosa che contava eri tu. Mentre mi stavano facendo il cesareo tremavo. Io, che ho paura pure delle foglie, quel giorno ho dovuto affrontare talmente tante cose che mi hanno dato una forza immensa. Quella stanza piena di strumenti, piena di persone, con quelle luci sparate addosso… non la dimenticherò mai. Ma sono grata a tutti loro, perché ci hanno salvati. Avevi anche due nodi al cordone. Dovevi nascere. E grazie a Dio, grazie ai dottori, sei nato tu, mio piccolo leone, un vero guerriero. La paura di non vedere Mathias era tanta. Durante il cesareo, immaginarvi insieme mi dava tranquillità, nonostante tremassi come una foglia. Ma voi mi davate la forza. Ovviamente il papà non ha potuto assistere al cesareo: aspettava fuori. E che brutta sensazione partorire e vedere di sfuggita tuo figlio per un secondo e poi rivederlo solo l’indomani, per poco tempo, perché io ero in terapia intensiva e dovevo riprendermi. Finalmente mi spostano di reparto e ti portano da me. Dagli esami risultava che avevi l’ittero e dovevi fare altre sei ore sotto la lampada. Tu lì dentro, in quel macchinario, tutto nudo con solo il pannolino… e io e tuo papà, per sdrammatizzare, dicevamo che sembrava facessi le lampade per il sole. 😂 E io, nonostante i punti, il dolore e la fatica immensa anche solo a camminare, scendevo al nido per venire a vederti. Ogni passo era faticoso, ma non mi importava: volevo stare con te, guardarti, stringerti e soprattutto poterti allattare. In quei momenti trovavo una forza che non pensavo nemmeno di avere. Il mio corpo era stanco, dolorante, provato da tutto quello che aveva affrontato, ma il desiderio di essere lì per te era più forte di qualsiasi dolore. E poi c’era il tuo papà. Non mi ha lasciata sola neanche per un momento. È stato accanto a me in ogni istante, durante la paura, durante il dolore, durante le notti infinite. La notte dormiva persino per terra accanto al mio letto, pur di essere lì vicino a me, per aiutarmi , per aiutarmi ad alzarmi e ad andare in bagno perché da sola non ce la facevo, In quei giorni avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e lui c’era. Sempre. Nonostante fosse stanco anche lui, nonostante la paura per te, nonostante tutto quello che stavamo vivendo, non si è mai tirato indietro. Mi ha aiutata quando ne avevo bisogno, mi ha sostenuta quando pensavo di non farcela e, insieme a me, ha vissuto ogni momento di quei giorni così difficili. Non dimenticherò mai quanto siamo stati forti tutti e tre. Io, il tuo papà e tu, il nostro piccolo leone. ❤️ Questi giorni sono stati strazianti, infiniti, pieni di paura e di momenti che non dimenticherò mai. Ma ne è valsa la pena per poterti avere finalmente con me. Ti amo, mio piccolo leone. ❤️

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