@aclas.io: E se l'AI potesse colmare la distanza tra la lingua dei segni e l'italiano parlato? Ringrazio Anna che ha avuto la pazienza di insegnarmi. Sono particolarmente rigido e quindi chiedo venia ma mi sono divertito molto a studiare come funziona dietro la lingua dei segni. Ed è proprio studiandone anche la tecnologia che mi sono reso conto di una cosa: i momenti in cui mi emoziona di più non sono quando va più veloce. Ma quando avvicina le persone. La scienza e la tecnologia sono dei grandissimi equalizzatori. Non sono buoni o cattivi di per sé. Sono quello che decidiamo di farne. E la cosa più potente che possiamo farne è abbattere le distanze. Tra chi sente e chi no. Tra chi ha accesso e chi non ce l'ha. Tra chi ha studiato una cosa e chi non ha ancora avuto la possibilità. Sta a noi decidere cosa creare. Io in questo periodo sto scegliendo che voglio studiarla per colmare le distanze. Questo è stato un piccolo esercizio interno che abbiamo fatto con i miei dev per testare come implementare AI, computer vision e riconoscimento gestuale per tradurre la lingua dei segni in voce se vuoi ricevere la panoramica tecnica interna scrivi "LIS" nei commenti e te la mando 🤟🏼