@adriano.ofertas1:

Santos Ofertas
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Thursday 14 May 2026 22:53:32 GMT
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Comments

_jessicalorena
Jhessy💕 :
a msc do pablo de fundo😭🤣
2026-05-15 17:04:21
473
moranguinhoolliveira
jadinho_🌸🍓🍓💋💞 :
que novela é essa?
2026-05-14 23:44:58
45
carloseduardonune66
carloseduardonune66 :
de Palmas??
2026-06-13 20:04:02
0
elizete1662
elizete :
continuação 234
2026-05-29 03:32:49
0
zooe_o0
hello :
Muito feito para ele 😂😂
2026-05-22 13:18:33
19
taty_carvalho_777
eu_taty :
no lugar de avenida Brasília
2026-05-24 16:42:14
4
adriano.ofertas1
Santos Ofertas :
O que vocês estão achando????? Gostaram?????
2026-05-31 17:27:29
0
jhon..maicom
Jhon. Maicom :
continuação
2026-05-17 00:27:11
9
maria.jos.silva.a73
Maria José Araujo :
certo amiga
2026-05-17 20:22:57
1
user7757317795370
user7757317795370 :
continuação
2026-05-15 21:40:30
6
deboradecassia09
Débora 6357684532656 :
😁😁😁
2026-05-15 18:13:59
5
manuelagualberto8
.. :
😊
2026-05-15 11:15:43
8
fwrreiiraz
ml 🌟 :
😁😁😁
2026-05-17 21:53:23
1
jairofrancisco799
jairofrancisco799 :
❤️❤️❤️
2026-05-22 02:06:22
0
darlane.dos.anjos
Darlane Dos Anjos Marques :
🥰🥰🥰
2026-05-24 20:10:34
0
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“Gloria in excelsis Deo.” Ci sono melodie che non seguono le mode. Attraversano i secoli. Il canto gregoriano non è semplicemente “musica antica”: è il canto proprio della liturgia della Chiesa latina. È nato per una ragione precisa: mettere al centro il testo sacro, non l’esecutore; la preghiera, non lo spettacolo; Dio, non chi canta. Il Gloria gregoriano ne è uno degli esempi più straordinari. Non cerca effetti speciali, non rincorre i gusti del momento e non ha bisogno di strumenti per emozionare. La sua forza sta nella semplicità, nella profondità e nella capacità di far pregare un’intera assemblea con una sola voce. Per oltre un millennio queste melodie hanno accompagnato santi, monaci, fedeli, papi e generazioni di cristiani. Ancora oggi conservano una bellezza che il tempo non è riuscito a consumare. Il Concilio Vaticano II non ha mai chiesto di abbandonare il gregoriano. Al contrario, la costituzione Sacrosanctum Concilium afferma chiaramente che il canto gregoriano è il canto proprio della liturgia romana e, a parità di condizioni, deve occupare il posto principale nelle azioni liturgiche. Riscoprire il gregoriano non significa rifiutare ogni altro repertorio, ma restituire alla liturgia un patrimonio che appartiene a tutta la Chiesa. Significa riscoprire una musica che nasce dalla preghiera e conduce alla preghiera. Forse è arrivato il momento di smettere di considerarlo qualcosa di riservato ai monasteri o ai concerti. Il suo posto naturale è nella liturgia, dove continua a parlare con una forza che attraversa i secoli. Che questo Gloria possa ricordarci quanto è immenso il tesoro che abbiamo ricevuto e quanto sarebbe bello tornare a farlo risuonare nelle nostre chiese. “Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis.” ✝️🕊️ #CantoGregoriano #GregorianChant #Gloria #GloriaInExcelsisDeo #Liturgia
“Gloria in excelsis Deo.” Ci sono melodie che non seguono le mode. Attraversano i secoli. Il canto gregoriano non è semplicemente “musica antica”: è il canto proprio della liturgia della Chiesa latina. È nato per una ragione precisa: mettere al centro il testo sacro, non l’esecutore; la preghiera, non lo spettacolo; Dio, non chi canta. Il Gloria gregoriano ne è uno degli esempi più straordinari. Non cerca effetti speciali, non rincorre i gusti del momento e non ha bisogno di strumenti per emozionare. La sua forza sta nella semplicità, nella profondità e nella capacità di far pregare un’intera assemblea con una sola voce. Per oltre un millennio queste melodie hanno accompagnato santi, monaci, fedeli, papi e generazioni di cristiani. Ancora oggi conservano una bellezza che il tempo non è riuscito a consumare. Il Concilio Vaticano II non ha mai chiesto di abbandonare il gregoriano. Al contrario, la costituzione Sacrosanctum Concilium afferma chiaramente che il canto gregoriano è il canto proprio della liturgia romana e, a parità di condizioni, deve occupare il posto principale nelle azioni liturgiche. Riscoprire il gregoriano non significa rifiutare ogni altro repertorio, ma restituire alla liturgia un patrimonio che appartiene a tutta la Chiesa. Significa riscoprire una musica che nasce dalla preghiera e conduce alla preghiera. Forse è arrivato il momento di smettere di considerarlo qualcosa di riservato ai monasteri o ai concerti. Il suo posto naturale è nella liturgia, dove continua a parlare con una forza che attraversa i secoli. Che questo Gloria possa ricordarci quanto è immenso il tesoro che abbiamo ricevuto e quanto sarebbe bello tornare a farlo risuonare nelle nostre chiese. “Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis.” ✝️🕊️ #CantoGregoriano #GregorianChant #Gloria #GloriaInExcelsisDeo #Liturgia

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