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Chloewhitham|First time mum🩵
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Sunday 31 May 2026 09:43:53 GMT
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xo._charl0
💜👸🏼PrincessPeach🍑💙 :
You should be proud and you are an amazing mummy ✨✨✨
2026-05-31 13:23:58
0
annawood45
Annawood :
You should be proud!xx
2026-05-31 09:54:18
0
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Quando Samuele è uscito dall’ospedale, appena nove giorni dopo il trapianto di rene, non aveva dubbi su cosa volesse fare: ricominciare a vivere. Nei primi giorni, anche correre pochi chilometri era una sfida. “Mi fermavo ogni venti metri, non avevo fiato né forza nelle gambe. Ma ogni volta che tornavo a casa, mi sentivo felice. Ogni allenamento era una piccola conquista, ogni respiro un regalo.” Poi è arrivata la pista, l’allenatore, il gruppo, la preparazione ai World Transplant Games. E a Dresda, su quella pista, ha tagliato il traguardo dei 5000 metri e ha vinto l’oro mondiale. “Gli ultimi 50 metri sono stati in apnea. Ho dato tutto, fino all’ultimo passo. E lì, a terra, ho capito davvero cosa vuol dire non mollare.” Accanto a lui, durante tutto questo percorso, c’era suo padre. Ex triatleta amatoriale, è stato il primo a spronarlo ad uscire di casa, quando Samuele faticava anche solo a camminare. “Condividere questo percorso con lui ha reso tutto ancora più speciale.” Oggi Samuele corre, si allena, sogna. E quando deve descrivere cos’è per lui lo sport, lo fa con tre parole semplici e potenti: Vita. Rinascita. Lavoro. “Per me lo sport è vita, rinascita… e lavoro, perché un giorno vorrei farne la mia strada. Ma soprattutto è una medicina. Una cura vera.” A chi sta affrontando un momento difficile, soprattutto ai ragazzi della sua età, Samuele manda un messaggio chiaro: “Trovate la vostra passione. Credete in voi stessi. Non possiamo cambiare la vita che ci è stata data, ma possiamo trovare una luce. Per me quella luce è stata il trapianto e lo sport il punto di ripartenza di una seconda vita.” #storiedisport
Quando Samuele è uscito dall’ospedale, appena nove giorni dopo il trapianto di rene, non aveva dubbi su cosa volesse fare: ricominciare a vivere. Nei primi giorni, anche correre pochi chilometri era una sfida. “Mi fermavo ogni venti metri, non avevo fiato né forza nelle gambe. Ma ogni volta che tornavo a casa, mi sentivo felice. Ogni allenamento era una piccola conquista, ogni respiro un regalo.” Poi è arrivata la pista, l’allenatore, il gruppo, la preparazione ai World Transplant Games. E a Dresda, su quella pista, ha tagliato il traguardo dei 5000 metri e ha vinto l’oro mondiale. “Gli ultimi 50 metri sono stati in apnea. Ho dato tutto, fino all’ultimo passo. E lì, a terra, ho capito davvero cosa vuol dire non mollare.” Accanto a lui, durante tutto questo percorso, c’era suo padre. Ex triatleta amatoriale, è stato il primo a spronarlo ad uscire di casa, quando Samuele faticava anche solo a camminare. “Condividere questo percorso con lui ha reso tutto ancora più speciale.” Oggi Samuele corre, si allena, sogna. E quando deve descrivere cos’è per lui lo sport, lo fa con tre parole semplici e potenti: Vita. Rinascita. Lavoro. “Per me lo sport è vita, rinascita… e lavoro, perché un giorno vorrei farne la mia strada. Ma soprattutto è una medicina. Una cura vera.” A chi sta affrontando un momento difficile, soprattutto ai ragazzi della sua età, Samuele manda un messaggio chiaro: “Trovate la vostra passione. Credete in voi stessi. Non possiamo cambiare la vita che ci è stata data, ma possiamo trovare una luce. Per me quella luce è stata il trapianto e lo sport il punto di ripartenza di una seconda vita.” #storiedisport

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