@legagiovani: “I can’t breathe”, ma stavolta la sinistra non si inginocchia. Inghilterra, Henry Nowak, 18 anni, viene accoltellato. Quando arrivano gli agenti, l’aggressore ribalta la realtà e si spaccia per vittima di un presunto attacco razzista. La polizia gli crede, mentre Henry viene immobilizzato e ammanettato nonostante continui a dire di essere stato colpito e di non riuscire a respirare. Poco dopo muore. Solo in seguito il suo aggressore verrà condannato all’ergastolo. Dov’è oggi la stessa indignazione di chi si inginocchiava per George Floyd? Forse la sua morte non fa abbastanza comodo ad una certa narrazione?