Santa Caterina :
Ho riflettuto a lungo su questi sei mesi, dal nostro inizio a dicembre fino a questo primo maggio. Ho deciso di scriverti perché sento il bisogno di fare chiarezza con me stesso, prima ancora che con te.
In questo periodo, ho cercato di costruire qualcosa di vero, mettendoci cuore, generosità e rispetto per te e per tua figlia. Tuttavia, mi sono trovato a vivere in una realtà fatta di troppe zone d'ombra. Le continue giustificazioni sul tuo lavoro di coordinatrice pedagogica, i problemi di linea che diventavano inspiegabilmente "risolti" appena si trattava di scrivere messaggi, e quel muro costante che alzavi nelle videochiamate, mi hanno fatto capire che non c'era la trasparenza necessaria per un rapporto.
La scoperta di una realtà ben diversa da quella che mi descrivevi — in momenti che avrebbero dovuto essere di lealtà — ha fatto cadere ogni fiducia. Non ho più intenzione di rincorrere risposte che non arrivano o di accettare una "libertà" che, ai miei occhi, si è tradotta solo in una mancanza di rispetto verso il mio impegno e il mio tempo.
Mi sono sentito spesso messo in secondo piano e preso in giro da dinamiche che non capivo più, alimentate anche da ciò che vedevo sui social, che raccontavano una vita distante dalla verità che mi offrivi. Non cerco più spiegazioni. Mi fermo qui, perché per me la base di qualsiasi relazione, e ancor più di un eventuale matrimonio, è la verità. E in questo percorso, la verità è stata l'elemento che è mancato di più.
2026-06-07 11:43:07