@tiemmethotien: MANTYID Áo hai dây nữ chất liệu satin phong cách Y2K, cổ yếm (mock neck), viền ren, gấu

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“A Vita Pe Mme” è il primo spoiler che vi faccio in queste ore. È una delle canzoni a cui sono più legato emotivamente. Io sono nato e cresciuto nella periferia nord di Napoli, che è una periferia complicata, ombre e luci, ma che mi ha voluto molto bene,  se sono ancora qui a sognare certe cose è perché ho imparato a sognare lì. Ho sempre fatto musica, già da molto piccolo, sempre avuto progetti, band, suonato nei garage, scritto sempre le canzoni mie, suonato nei primi localini, forse il primo concerto con la prima band avevo 12anni. Come tutti i ragazzini, mentre cresci, sei curioso di tutto quello che hai intorno,  io sono sempre stato uno molto curioso,  sia delle zone d’ombra che di dove c’è la luce. Spesso e volentieri di una curiosità al limite del kamikaze. Per qualche strano motivo, chi avevo intorno negli anni della formazione, la famiglia, gli amici, i compagni di classe, le prime uagliuncelle dell’epoca…  quando cercavo di infilarmi in qualche cazzata… mi dicevano “tu no”, tu certe cose non devi farle,  non venire,  tu con certe cose non ci devi avere troppo a che fare, tu devi fare la musica, “nun è a vita pe te”, non è la vita per te. Mi faceva sentire escluso questa cosa da piccolo, ma poi ho capito che era una sorta di protezione, come se avessero capito prima di me che comunque con la musica in qualche modo ci sapevo fare davvero e non dovevo fare stronzate. Gli devo tutto,  forse avrei fatto tante cazzate in più se non fossi stato protetto da chi mi stava intorno in quegli anni. “La strada non è cattiva  ma non fa carezze  e tu lo dicevi che non era la vita per me”
“A Vita Pe Mme” è il primo spoiler che vi faccio in queste ore. È una delle canzoni a cui sono più legato emotivamente. Io sono nato e cresciuto nella periferia nord di Napoli, che è una periferia complicata, ombre e luci, ma che mi ha voluto molto bene, se sono ancora qui a sognare certe cose è perché ho imparato a sognare lì. Ho sempre fatto musica, già da molto piccolo, sempre avuto progetti, band, suonato nei garage, scritto sempre le canzoni mie, suonato nei primi localini, forse il primo concerto con la prima band avevo 12anni. Come tutti i ragazzini, mentre cresci, sei curioso di tutto quello che hai intorno, io sono sempre stato uno molto curioso, sia delle zone d’ombra che di dove c’è la luce. Spesso e volentieri di una curiosità al limite del kamikaze. Per qualche strano motivo, chi avevo intorno negli anni della formazione, la famiglia, gli amici, i compagni di classe, le prime uagliuncelle dell’epoca… quando cercavo di infilarmi in qualche cazzata… mi dicevano “tu no”, tu certe cose non devi farle, non venire, tu con certe cose non ci devi avere troppo a che fare, tu devi fare la musica, “nun è a vita pe te”, non è la vita per te. Mi faceva sentire escluso questa cosa da piccolo, ma poi ho capito che era una sorta di protezione, come se avessero capito prima di me che comunque con la musica in qualche modo ci sapevo fare davvero e non dovevo fare stronzate. Gli devo tutto, forse avrei fatto tante cazzate in più se non fossi stato protetto da chi mi stava intorno in quegli anni. “La strada non è cattiva ma non fa carezze e tu lo dicevi che non era la vita per me”

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