@jameslafrance: Ooo what imma do

James Lafrance
James Lafrance
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Sunday 14 June 2026 20:17:21 GMT
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dawwnnn
dawn 🧿🖤♈️🌌 :
another one i can’t have 😭
2026-08-07 21:52:18
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hect_t
hect_t :
2026-06-14 20:21:53
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tesse_ms
tesse_ms :
You’re perfect for me
2026-08-18 09:44:54
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iowaboy2002
iowaboy2002 :
The perfect man does not exis—
2026-06-14 20:48:47
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allieseibel
allie seibel 🪩🍒 :
Saving this
2026-06-15 05:26:03
1
lazypineapple20
H4YL13 :
2026-06-21 03:21:44
0
capitalswagatron
Laurisse🫦ᖭི༏ᖫྀ :
Ouu shi
2026-06-15 13:08:42
0
to_mare_hot
ange 🌸 :
2026-06-15 19:20:22
0
m.marios._
M :
2026-07-09 21:04:12
0
username183849696
D :
와개잘생김
2026-06-14 22:28:06
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__nele
nele :
2026-06-15 09:07:59
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.its__fra
Fra :
2026-06-15 23:44:45
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brigera
bri :
wow
2026-06-14 20:21:03
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lilyy4777
lilyy :
2026-06-14 20:19:56
1
kispityek_
amanda🤓 :
2026-06-14 21:21:47
1
capitalswagatron
Laurisse🫦ᖭི༏ᖫྀ :
Who is this
2026-06-15 13:08:49
1
ariana_n159
Ariiii :
2026-06-14 20:49:18
3
_katarina.111_
_kaleee.0. :
2026-06-14 20:25:49
1
_katarina.111_
_kaleee.0. :
So damn fine
2026-06-14 20:26:12
4
paisley.bea
paissss💋 :
@Ava
2026-06-14 20:20:59
1
mkaylabart
kayla barthel💌 :
@maya
2026-06-15 04:31:00
0
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Nel gennaio del 1973 Alan Parsons chiamò la corista Clare Toddy agli Abbey Road Studios per una normale sessione da cantante. I Pink Floyd avevano un brano strumentale basato sul pianoforte di Richard Wright e volevano una voce femminile, ma senza parole.  David Gilmour le spiegò, in sostanza: non cantare una melodia o un testo, usa la voce come se fosse uno strumento.  Così Clare provò dapprima qualcosa di più vicino al soul ma poi capì che non era quello che volevano i Pink. Allora ebbe l’idea decisiva: immaginò di essere uno strumento musicale, quasi una chitarra solista, e cominciò a “suonare” con la voce. Una volta terminata la performance, i Pink la pagarono con 30 sterline di compenso — era domenica, quindi era la tariffa maggiorata — e se ne andò dagli studi. Non le mandarono nemmeno una copia del disco.  Poi, qualche tempo dopo, successe qualcosa di quasi cinematografico. Clare stava passando per King’s Road a Londra, quando vide nella vetrina di un negozio di dischi una grande immagine del famoso prisma con l’arcobaleno. Sopra c’era scritto che era il nuovo album dei Pink Floyd. E lei pensò, più o meno: “Aspetta… chissà se è quell’album in cui ho cantato io.” Entrò nel negozio, prese il disco e guardò i crediti. E lì trovò: “The Great Gig in the Sky – vocals by Clare Torry.”  Quindi scoprì di essere sul disco semplicemente vedendo il proprio nome stampato sulla copertina dell’album in un negozio. Non era stata avvertita dalla band, non aveva ricevuto una copia promozionale e non sapeva nemmeno con certezza quando sarebbe uscito l’album.  E la parte bellissima è che comprò il disco, tornò a casa e lo ascoltò dall’inizio alla fine con le cuffie. Solo allora sentì per la prima volta il risultato finito e si rese conto che la sua voce era davvero entrata nell’album. E, a quel punto, le piacque moltissimo.  Che storia incredibile❤️ #pinkfloyd #rogerwaters #neiperte #nickmason #davidgilmour
Nel gennaio del 1973 Alan Parsons chiamò la corista Clare Toddy agli Abbey Road Studios per una normale sessione da cantante. I Pink Floyd avevano un brano strumentale basato sul pianoforte di Richard Wright e volevano una voce femminile, ma senza parole. David Gilmour le spiegò, in sostanza: non cantare una melodia o un testo, usa la voce come se fosse uno strumento. Così Clare provò dapprima qualcosa di più vicino al soul ma poi capì che non era quello che volevano i Pink. Allora ebbe l’idea decisiva: immaginò di essere uno strumento musicale, quasi una chitarra solista, e cominciò a “suonare” con la voce. Una volta terminata la performance, i Pink la pagarono con 30 sterline di compenso — era domenica, quindi era la tariffa maggiorata — e se ne andò dagli studi. Non le mandarono nemmeno una copia del disco. Poi, qualche tempo dopo, successe qualcosa di quasi cinematografico. Clare stava passando per King’s Road a Londra, quando vide nella vetrina di un negozio di dischi una grande immagine del famoso prisma con l’arcobaleno. Sopra c’era scritto che era il nuovo album dei Pink Floyd. E lei pensò, più o meno: “Aspetta… chissà se è quell’album in cui ho cantato io.” Entrò nel negozio, prese il disco e guardò i crediti. E lì trovò: “The Great Gig in the Sky – vocals by Clare Torry.” Quindi scoprì di essere sul disco semplicemente vedendo il proprio nome stampato sulla copertina dell’album in un negozio. Non era stata avvertita dalla band, non aveva ricevuto una copia promozionale e non sapeva nemmeno con certezza quando sarebbe uscito l’album. E la parte bellissima è che comprò il disco, tornò a casa e lo ascoltò dall’inizio alla fine con le cuffie. Solo allora sentì per la prima volta il risultato finito e si rese conto che la sua voce era davvero entrata nell’album. E, a quel punto, le piacque moltissimo. Che storia incredibile❤️ #pinkfloyd #rogerwaters #neiperte #nickmason #davidgilmour

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