@cheick.imam.mansour: Pour être admis dans un concours ou examen #france🇫🇷 #cotedivoire🇨🇮 #europe #africa #burkinatiktok🇧🇫🇧🇫🇧🇫❤️

Cheick Mansour
Cheick Mansour
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Tuesday 16 June 2026 10:56:15 GMT
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Comments

user8423519474463
user8423519474463 :
svp combien de fois ya awalou sur chaque datte?
2026-06-17 20:11:06
2
nabylaye.coulibal
Nabylaye Coulibaly :
merci beaucoup grand maître pour votre générosité, QU’ALLAH vous rétribue.
2026-06-17 15:05:05
7
ibrahimyacouba270
Ibrahim yacouba :
merci
2026-06-17 20:57:12
1
sant.sri.saalihu
Sant sëriñ Saalihu :
yaa awalou 1 fois sur chaque datte ou 111 fois?
2026-06-16 11:08:29
7
abdoulayesanga2
Attakan méchant 💥💥 :
inchallah 🙏
2026-06-17 19:43:03
1
mohamadou.moustap970
Mohamadou Moustapha Oumarou :
Machallah
2026-06-17 20:25:16
1
haliatoumaiga0
Haliatou Maiga :
Ya Awalou le Premier. shukran
2026-06-17 18:36:09
1
nassirouzibagmail.com0
nassirouziba0 :
Est-ce que ont peut faire pour quelqu'un ?
2026-06-16 15:31:20
4
souleymanebozari
souleymanebozari6 :
sallahu ala Mhmd
2026-06-17 18:19:07
1
user9087075283519
user9087075283519 DJOUBAIROU :
Maachaallah
2026-06-17 20:02:21
1
souleh.kaitou
souleh kaïtou :
merci beaucoup .
2026-06-17 14:18:15
1
user9949454472273
sanata :
🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍🤍 inchallah 🤲🤲🤲🤲
2026-06-17 12:27:23
1
user5281205013734
sow :
Qu signifie datte
2026-06-17 00:54:17
0
oumiss090
oumiss :
amine
2026-06-17 07:07:09
1
user6134613885375
Oumarou DICKO :
on a pas bien compris
2026-06-16 20:31:19
2
traoremoussa426
traoremoussa426 :
Merci
2026-06-17 10:04:45
1
modibodiarra1093
MODIBO Diarra :
Suite
2026-06-16 22:16:44
1
sabiroukafando
Mr Kafando :
merci
2026-06-16 16:04:05
2
safisangare66gmai
[email protected] :
explication en bambara on est au mali précisément Sikasso notre professeur. mes respects
2026-06-17 03:03:32
1
matas2390
Fatoumata Malick🍀🤍 :
On le fait chaque jours jusqu’à 07 jours svp??
2026-06-16 21:37:24
2
aboubacar.ayadand
Aboubacar Ayadandou :
merci beaucoup chéïck que Dieu vous bénisse 🙏🙏🙏
2026-06-16 13:39:37
1
abdoul.aziz.maga35
Abdoul Aziz Maïga :
Merci cheikh Mansour
2026-06-16 11:01:10
1
kadiii87
LVSV kadiiiii🤍 :
En bambara svp
2026-06-16 19:43:32
1
jeanne.madrid
~👀poupée 🤍 du moment 🫦 :
et si la personne à déjà commencé l, examens
2026-06-16 22:44:47
0
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Da Prato ci mandano questa foto, risalente a 2-3 giorni fa. Ora, ogni mattina milioni di italiani si svegliano e fanno una cosa pericolosissima: vivono. Aprono la finestra, escono di casa, prendono il sole. Il sole emette raggi ultravioletti e i raggi UV sono classificati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro come cancerogeni per l’uomo. Non significa che ogni raggio di sole sia una condanna a morte, significa una cosa più semplice: la dose e il tempo di esposizione contano. Poi si fanno la doccia e si asciugano i capelli con un phon che, a pochi centimetri dalla testa, genera campi elettromagnetici molto più intensi di tanti campi ambientali misurati vicino alle antenne. Certo, sono frequenze diverse, meccanismi diversi, grandezze diverse. Ma il punto resta: la distanza da una sorgente conta. Eccome se conta. Mettono in tavola salumi, alcol, magari carne rossa. I salumi e l’alcol sono classificati come cancerogeni per l’uomo, la carne rossa come probabilmente cancerogena. Anche qui: non è che una fetta di prosciutto ti fulmina al tavolo della cucina, però nessuno organizza fiaccolate contro il tagliere misto, nessuno occupa le piazze contro il bicchiere di vino, nessuno urla al complotto del capocollo. In alcune case ci sono materiali naturali, come certi graniti, che possono contenere tracce di radioattività naturale o rilasciare piccolissime quantità di radon.  Prendono l’aereo per le ferie e durante il volo ricevono una piccola dose di radiazione cosmica ionizzante. Piccola, normalmente non preoccupante per chi vola ogni tanto.  Fanno la lastra dal dentista, la TAC in ospedale, cioè esami che usano radiazioni ionizzanti, capaci di interagire con gli atomi, danneggiare il DNA e aumentare, in misura di solito molto bassa ma non inesistente, il rischio nel corso della vita.  Poi però arriva il 5G. E improvvisamente partono complottismi di ogni genere. Il 5G è un’onda radio. Sta nella grande famiglia delle radiofrequenze, insieme alla radio, al Wi-Fi, al Bluetooth, ai telefoni cellulari, ai baby monitor, ai telecomandi.  Sono onde non ionizzanti: non hanno l’energia sufficiente per rompere direttamente i legami chimici del DNA. A livelli altissimi possono scaldare i tessuti ed è proprio per questo che esistono limiti, controlli, norme, misurazioni. Ma l’idea che un’antenna dall’altra parte della strada “buchi le cellule” appartiene alla fantascienza. Ora, l’antenna sta a decine o centinaia di metri. Lo smartphone invece sta a due centimetri dalla tempia, incollato all’orecchio, in tasca, sul comodino, sotto il cuscino. E infatti, se proprio uno vuole ridurre l’esposizione personale alle radiofrequenze, la prima cosa sensata non è urlare contro il palo lontano, ma non dormire abbracciato al telefono come fosse un peluche. La paura però è selettiva: il palo fa paura, il telefono no. L’antenna è il mostro, lo smartphone è l’estensione naturale della mano. Lo stesso smartphone con cui si filma la protesta contro il 5G. Lo stesso con cui si carica il video. Lo stesso che, per funzionare, ha bisogno esattamente di quelle antenne lì. Quindi facciamo così: chi è davvero convinto che il 5G lo stia avvelenando, da domani sia coerente. Spenga il telefono. Stacchi il router. Rinunci al Wi-Fi. Non usi il cellulare per denunciare “le onde”. Non faccia dirette contro le antenne usando le antenne. Rinunci al sole, ai taglieri, all'aereo. Torni alla radio a valvole e alla cabina telefonica all'angolo. Così, giusto per coerenza. #5g #complottisti #autismo #prato #iliad
Da Prato ci mandano questa foto, risalente a 2-3 giorni fa. Ora, ogni mattina milioni di italiani si svegliano e fanno una cosa pericolosissima: vivono. Aprono la finestra, escono di casa, prendono il sole. Il sole emette raggi ultravioletti e i raggi UV sono classificati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro come cancerogeni per l’uomo. Non significa che ogni raggio di sole sia una condanna a morte, significa una cosa più semplice: la dose e il tempo di esposizione contano. Poi si fanno la doccia e si asciugano i capelli con un phon che, a pochi centimetri dalla testa, genera campi elettromagnetici molto più intensi di tanti campi ambientali misurati vicino alle antenne. Certo, sono frequenze diverse, meccanismi diversi, grandezze diverse. Ma il punto resta: la distanza da una sorgente conta. Eccome se conta. Mettono in tavola salumi, alcol, magari carne rossa. I salumi e l’alcol sono classificati come cancerogeni per l’uomo, la carne rossa come probabilmente cancerogena. Anche qui: non è che una fetta di prosciutto ti fulmina al tavolo della cucina, però nessuno organizza fiaccolate contro il tagliere misto, nessuno occupa le piazze contro il bicchiere di vino, nessuno urla al complotto del capocollo. In alcune case ci sono materiali naturali, come certi graniti, che possono contenere tracce di radioattività naturale o rilasciare piccolissime quantità di radon. Prendono l’aereo per le ferie e durante il volo ricevono una piccola dose di radiazione cosmica ionizzante. Piccola, normalmente non preoccupante per chi vola ogni tanto. Fanno la lastra dal dentista, la TAC in ospedale, cioè esami che usano radiazioni ionizzanti, capaci di interagire con gli atomi, danneggiare il DNA e aumentare, in misura di solito molto bassa ma non inesistente, il rischio nel corso della vita. Poi però arriva il 5G. E improvvisamente partono complottismi di ogni genere. Il 5G è un’onda radio. Sta nella grande famiglia delle radiofrequenze, insieme alla radio, al Wi-Fi, al Bluetooth, ai telefoni cellulari, ai baby monitor, ai telecomandi. Sono onde non ionizzanti: non hanno l’energia sufficiente per rompere direttamente i legami chimici del DNA. A livelli altissimi possono scaldare i tessuti ed è proprio per questo che esistono limiti, controlli, norme, misurazioni. Ma l’idea che un’antenna dall’altra parte della strada “buchi le cellule” appartiene alla fantascienza. Ora, l’antenna sta a decine o centinaia di metri. Lo smartphone invece sta a due centimetri dalla tempia, incollato all’orecchio, in tasca, sul comodino, sotto il cuscino. E infatti, se proprio uno vuole ridurre l’esposizione personale alle radiofrequenze, la prima cosa sensata non è urlare contro il palo lontano, ma non dormire abbracciato al telefono come fosse un peluche. La paura però è selettiva: il palo fa paura, il telefono no. L’antenna è il mostro, lo smartphone è l’estensione naturale della mano. Lo stesso smartphone con cui si filma la protesta contro il 5G. Lo stesso con cui si carica il video. Lo stesso che, per funzionare, ha bisogno esattamente di quelle antenne lì. Quindi facciamo così: chi è davvero convinto che il 5G lo stia avvelenando, da domani sia coerente. Spenga il telefono. Stacchi il router. Rinunci al Wi-Fi. Non usi il cellulare per denunciare “le onde”. Non faccia dirette contro le antenne usando le antenne. Rinunci al sole, ai taglieri, all'aereo. Torni alla radio a valvole e alla cabina telefonica all'angolo. Così, giusto per coerenza. #5g #complottisti #autismo #prato #iliad

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