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Friday 19 June 2026 08:39:53 GMT
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abdi675178gfgbvg
Abdi Abba gadaa :
🥰🥰🥰
2026-06-19 08:45:32
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zenabjimma
ZENAb JIMMA36 :
🥰🥰🥰🥰
2026-06-19 08:55:14
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L’estate del 2018 è una delle più turbolente della storia del Milan. La gestione cinese di Yonghong Li finisce nel peggiore dei modi e il club passa nelle mani del fondo americano Elliott Management. Inizia una nuova era, con nuovi dirigenti: arrivano Paolo Maldini nel ruolo di Direttore dello Sviluppo Strategico dell’Area Sport e Leonardo come Direttore Generale dell’Area Tecnica. In panchina viene confermato Gennaro Gattuso. L’obiettivo è chiaro: riportare il Milan in UEFA Champions League dopo cinque anni di assenza. Il mercato è ricco di colpi. Arrivano il portiere Pepe Reina, il difensore Ivan Strinić, il giovane talento Alen Halilović, l’esterno Samu Castillejo, il centrocampista Tiemoué Bakayoko, l’esterno uruguaiano Diego Laxalt e soprattutto Gonzalo Higuaín, il grande bomber chiamato a riportare entusiasmo a San Siro. A gennaio arrivano altri due rinforzi destinati ad accendere i tifosi: Lucas Paquetá, uno dei talenti più promettenti del calcio brasiliano, e Krzysztof Piątek, acquistato dopo una prima metà di stagione straordinaria. Le aspettative sono altissime. La stagione parte bene, poi arrivano alti e bassi. Higuaín delude e lascia già a gennaio. Bakayoko, dopo un inizio disastroso, diventa uno dei migliori centrocampisti del campionato. Paquetá conquista tutti con la sua qualità, mentre Piątek segna gol pesantissimi appena arrivato. Per mesi il Milan resta in piena corsa per la Champions, ma nel momento decisivo perde punti fondamentali contro squadre alla portata. Il sogno sfuma all’ultima giornata: quinto posto con 68 punti, a una sola lunghezza dalla qualificazione. Quella squadra, però, rappresentò l’inizio della rinascita. Oggi quasi tutti hanno lasciato il club. Donnarumma, Kessié, Paquetá, Higuaín, Piątek, Bakayoko, Castillejo, Laxalt, Halilović, Reina e Caldara hanno preso strade diverse. Strinić, invece, non giocò mai una partita ufficiale con il Milan a causa dei problemi cardiaci riscontrati durante le visite mediche. Di quel gruppo è rimasto soprattutto un ricordo: una squadra imperfetta, piena di rimpianti, ma che ha gettato alcune basi per il Milan che pochi anni dopo sarebbe tornato campione d’Italia. #acmilan #calciomercato #perte
L’estate del 2018 è una delle più turbolente della storia del Milan. La gestione cinese di Yonghong Li finisce nel peggiore dei modi e il club passa nelle mani del fondo americano Elliott Management. Inizia una nuova era, con nuovi dirigenti: arrivano Paolo Maldini nel ruolo di Direttore dello Sviluppo Strategico dell’Area Sport e Leonardo come Direttore Generale dell’Area Tecnica. In panchina viene confermato Gennaro Gattuso. L’obiettivo è chiaro: riportare il Milan in UEFA Champions League dopo cinque anni di assenza. Il mercato è ricco di colpi. Arrivano il portiere Pepe Reina, il difensore Ivan Strinić, il giovane talento Alen Halilović, l’esterno Samu Castillejo, il centrocampista Tiemoué Bakayoko, l’esterno uruguaiano Diego Laxalt e soprattutto Gonzalo Higuaín, il grande bomber chiamato a riportare entusiasmo a San Siro. A gennaio arrivano altri due rinforzi destinati ad accendere i tifosi: Lucas Paquetá, uno dei talenti più promettenti del calcio brasiliano, e Krzysztof Piątek, acquistato dopo una prima metà di stagione straordinaria. Le aspettative sono altissime. La stagione parte bene, poi arrivano alti e bassi. Higuaín delude e lascia già a gennaio. Bakayoko, dopo un inizio disastroso, diventa uno dei migliori centrocampisti del campionato. Paquetá conquista tutti con la sua qualità, mentre Piątek segna gol pesantissimi appena arrivato. Per mesi il Milan resta in piena corsa per la Champions, ma nel momento decisivo perde punti fondamentali contro squadre alla portata. Il sogno sfuma all’ultima giornata: quinto posto con 68 punti, a una sola lunghezza dalla qualificazione. Quella squadra, però, rappresentò l’inizio della rinascita. Oggi quasi tutti hanno lasciato il club. Donnarumma, Kessié, Paquetá, Higuaín, Piątek, Bakayoko, Castillejo, Laxalt, Halilović, Reina e Caldara hanno preso strade diverse. Strinić, invece, non giocò mai una partita ufficiale con il Milan a causa dei problemi cardiaci riscontrati durante le visite mediche. Di quel gruppo è rimasto soprattutto un ricordo: una squadra imperfetta, piena di rimpianti, ma che ha gettato alcune basi per il Milan che pochi anni dopo sarebbe tornato campione d’Italia. #acmilan #calciomercato #perte

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