gigi :
Negli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, c’era un rito che univa tutti i ragazzini: l'acquisto del pallone all'edicola. Il più economico in assoluto era il leggendario Supertele. Aveva un costo accessibile a tutti, ma anche un grande difetto: bastava che finisse su un oggetto appena appuntito, come un semplice cespuglio di rose, per bucarsi immediatamente. Inoltre, la sua incredibile leggerezza lo rendeva del tutto imprevedibile: se calciato con forza, cambiava direzione in aria, disegnando traiettorie bizzarre.
Nonostante si bucasse con estrema facilità, noi ragazzini avevamo trovato un escamotage geniale. Quando il pallone si sgonfiava per una foratura, lo lasciavamo esposto al sole battente. Grazie al calore, la gomma si ammorbidiva fino a sigillare miracolosamente il piccolo foro; l’aria rimasta all'interno si contraeva, facendo rimpicciolire il pallone, che assumeva una nuova forma, più densa e compatta.
Il risultato di quel trattamento artigianale era straordinario: il Supertele perdeva la sua imprevedibilità, diventava molto più stabile al vento e, soprattutto, mostrava una formidabile resistenza alle forature. Era proprio quello, rimpicciolito e fortificato dal sole, il pallone migliore con cui passavamo intere giornate a giocare.
2026-06-23 09:31:31