@dear_insyi: Ramai dah mula booking winter trip untuk hujung tahun ni. Biasalah, sebab kalau terlepas nanti kena tunggu next year pula kan. Harbin ni antara destinasi yang tengah top sebab korang bukan sekadar tengok salji tapi dapat rasa pengalaman winter yang betul-betul lain daripada biasa, boleh feeling2 macam dalam movie 😍❄️ Sekarang slot winter Harbin ni dah tak banyak, kalau korang nak details penuh boleh pm or ws terus okayy ✌🏻 #harbinwinter #travelagency #wintertrip #harbin #bucketlist

Dear, Insyirah
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Tuesday 23 June 2026 15:37:37 GMT
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3xfl__
Ayane⋅♡🪐༘⋆ :
org tua boleh pegi sini jgk tak sis
2026-08-09 08:48:23
1
fshareez
FShareez :
Boleh pm details ? Tqsm
2026-09-06 14:55:37
0
sarahnaniehassan
sarahnanie Hassan :
masih available lagi ke dik?
2026-09-01 08:41:43
0
irene_low6690
Irene Low :
Pm date
2026-08-15 07:17:04
0
aforadl
adl :
boleh pm dates
2026-07-26 15:37:38
0
che_bunga2
Che Bunga :
boleh pm dates tak
2026-07-22 03:58:15
0
sbmarinetech
sb :
😁😁😁
2026-08-24 14:13:23
0
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In ginocchio sull’asfalto: il coraggio silenzioso di chi resta quando non c’è più nulla da fare. A voi che eravate inginocchiati sull’asfalto. Il dramma dei soccorritori immobili davanti al vuoto e la dura verità di un mestiere che non può salvare tutti, ma sa esserci fino all’ultimo istante.  Di Luigi Palamara A voi che quel giorno eravate lì. In ginocchio sull’asfalto. Con una divisa addosso, il rumore dell’autostrada intorno e un uomo davanti al vuoto. Non so cosa abbiate pensato in quei minuti. Forse niente. Forse il tempo, quando si stringe così, smette perfino di essere tempo. Diventa un respiro. Uno sguardo. Un movimento delle mani. Una voce che prova a raggiungere qualcuno che sembra già lontanissimo. “Fede, non farlo.” Tre parole. Soltanto tre. Eppure ci sono momenti in cui un’intera vita può restare appesa a tre parole. Forse avete sperato che bastasse sentirsi chiamare per nome. Perché il nome è la prima cosa che riceviamo quando veniamo al mondo. E qualche volta è anche l’ultima corda che qualcuno prova a lanciarci quando stiamo per lasciarlo. Voi eravate lì. Pronti a fare quello che fate sempre. Correre. Entrare. Afferrate. Sollevare. Portare via. Salvare. Questa volta, invece, dovevate restare fermi. E’ difficile immaginare una condanna peggiore per chi ha scelto di vivere andando verso gli altri. Avere forza nelle braccia e non poterla usare. Avere corde, strumenti, esperienza, coraggio. E capire che nessuna di quelle cose può raggiungere il punto preciso nel quale, dentro un uomo, si decide se fare un passo avanti o un passo indietro. Ci sono incendi che si spengono con l’acqua. Porte che cedono sotto un colpo. Lamiere che si possono tagliare. Ma ci sono abissi per i quali non esistono attrezzi. Restate. Perché alla fine di ogni tragedia ci sono quelli che se ne vanno e quelli che restano. E in quei momenti duri, la presenza, l’attesa e l’amore diventano l’unica cosa che possiamo fare.  #courage #silence #firstresponders #humanity #reflection
In ginocchio sull’asfalto: il coraggio silenzioso di chi resta quando non c’è più nulla da fare. A voi che eravate inginocchiati sull’asfalto. Il dramma dei soccorritori immobili davanti al vuoto e la dura verità di un mestiere che non può salvare tutti, ma sa esserci fino all’ultimo istante. Di Luigi Palamara A voi che quel giorno eravate lì. In ginocchio sull’asfalto. Con una divisa addosso, il rumore dell’autostrada intorno e un uomo davanti al vuoto. Non so cosa abbiate pensato in quei minuti. Forse niente. Forse il tempo, quando si stringe così, smette perfino di essere tempo. Diventa un respiro. Uno sguardo. Un movimento delle mani. Una voce che prova a raggiungere qualcuno che sembra già lontanissimo. “Fede, non farlo.” Tre parole. Soltanto tre. Eppure ci sono momenti in cui un’intera vita può restare appesa a tre parole. Forse avete sperato che bastasse sentirsi chiamare per nome. Perché il nome è la prima cosa che riceviamo quando veniamo al mondo. E qualche volta è anche l’ultima corda che qualcuno prova a lanciarci quando stiamo per lasciarlo. Voi eravate lì. Pronti a fare quello che fate sempre. Correre. Entrare. Afferrate. Sollevare. Portare via. Salvare. Questa volta, invece, dovevate restare fermi. E’ difficile immaginare una condanna peggiore per chi ha scelto di vivere andando verso gli altri. Avere forza nelle braccia e non poterla usare. Avere corde, strumenti, esperienza, coraggio. E capire che nessuna di quelle cose può raggiungere il punto preciso nel quale, dentro un uomo, si decide se fare un passo avanti o un passo indietro. Ci sono incendi che si spengono con l’acqua. Porte che cedono sotto un colpo. Lamiere che si possono tagliare. Ma ci sono abissi per i quali non esistono attrezzi. Restate. Perché alla fine di ogni tragedia ci sono quelli che se ne vanno e quelli che restano. E in quei momenti duri, la presenza, l’attesa e l’amore diventano l’unica cosa che possiamo fare. #courage #silence #firstresponders #humanity #reflection

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