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Thursday 25 June 2026 12:00:00 GMT
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santiago.martin.m55
Santiago Martin Martin :
ohhh 🙏🙏🙏
2026-06-25 17:06:14
0
cufaa08
cufaa08 :
😳😳😳
2026-06-25 15:13:51
0
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🇮🇹🦅 Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, nato Gaio Ottavio e poi adottato da Giulio Cesare, 63 a.C. – 14 d.C., è stato il primo imperatore romano e uno dei più grandi uomini politici della storia antica, fondatore del Principato e artefice della trasformazione definitiva di Roma da repubblica aristocratica a potenza imperiale centralizzata. Fu un aristocratico freddo, lucidissimo e spietatamente pragmatico, capace di sopravvivere in un’epoca dominata da guerre civili, tradimenti e lotte personali per il potere. Alla morte di Cesare nel 44 a.C., il giovane Ottaviano si presentò come suo erede politico e familiare, entrando in competizione con Marco Antonio e con i vecchi difensori della Repubblica. In pochi anni seppe costruire attorno a sé un blocco di potere fatto di esercito, propaganda, alleanze e fedeltà personali. Con il Secondo Triumvirato, insieme ad Antonio e Lepido, eliminò i cesaricidi e travolse l’opposizione repubblicana nella Battaglia di Filippi del 42 a.C., vendicando simbolicamente l’assassinio di Cesare. La sua ascesa culminò nello scontro finale contro Marco Antonio e Cleopatra. Ottaviano seppe trasformare una guerra tra romani in una guerra morale e politica contro l’Oriente, presentando Antonio come un uomo corrotto dall’influenza egizia e Cleopatra come una minaccia straniera per Roma. Nel 31 a.C., con la vittoria navale di Azio, distrusse il suo ultimo grande rivale. Poco dopo, Antonio e Cleopatra si tolsero la vita e l’Egitto divenne provincia romana, garantendo a Ottaviano immense ricchezze e il controllo assoluto del Mediterraneo. Il suo genio più grande non fu però solo militare, ma politico. Invece di proclamarsi re o dittatore, titoli ormai odiati dai Romani, Augusto conservò formalmente le istituzioni repubblicane, svuotandole però del loro potere reale. Si presentò come restauratore della Repubblica, mentre in realtà costruiva un nuovo sistema monarchico mascherato: il Principato. Nel 27 a.C. ricevette dal Senato il titolo di Augusto, nome carico di sacralità e prestigio, e divenne il centro di tutto il potere romano senza apparire apertamente come un sovrano. Durante il suo lungo governo impose ordine dopo decenni di caos. Riformò l’esercito, stabilizzò le province, rafforzò le frontiere, riorganizzò l’amministrazione, promosse grandi opere pubbliche e trasformò Roma in una capitale monumentale. Celebre rimase la sua frase secondo cui aveva trovato una città di mattoni e l’aveva lasciata di marmo. Attorno alla sua figura nacque un’immensa macchina propagandistica, alimentata da poeti come Virgilio, Orazio e Ovidio, che presentarono il suo dominio come l’inizio di una nuova età dell’oro: la Pax Augusta. Ma dietro l’immagine del padre della patria si celava anche un uomo duro e calcolatore. Augusto non esitò a usare proscrizioni, esili, repressioni e matrimoni politici per consolidare il proprio potere. La sua famiglia stessa divenne uno strumento dello Stato, sacrificata alla logica della successione e della stabilità imperiale. La morte prematura dei suoi eredi designati e gli scandali interni alla casa giulia resero i suoi ultimi anni più amari e sospettosi, fino alla scelta finale di Tiberio come successore. Morì nel 14 d.C., dopo oltre quarant’anni di dominio incontrastato. Alla sua morte fu divinizzato dal Senato e venerato come Divus Augustus. La sua eredità fu immensa: aveva sepolto definitivamente la vecchia Repubblica, ma aveva dato a Roma un nuovo ordine politico destinato a durare per secoli. La sua figura rimane quella di un uomo capace di mascherare l’ambizione personale dietro la pace, la tradizione e la salvezza dello Stato: non solo il vincitore delle guerre civili, ma il creatore stesso dell’Impero romano. 🇮🇹🦅 #Roma #Augustus #Starwars #Edit #Perte
🇮🇹🦅 Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, nato Gaio Ottavio e poi adottato da Giulio Cesare, 63 a.C. – 14 d.C., è stato il primo imperatore romano e uno dei più grandi uomini politici della storia antica, fondatore del Principato e artefice della trasformazione definitiva di Roma da repubblica aristocratica a potenza imperiale centralizzata. Fu un aristocratico freddo, lucidissimo e spietatamente pragmatico, capace di sopravvivere in un’epoca dominata da guerre civili, tradimenti e lotte personali per il potere. Alla morte di Cesare nel 44 a.C., il giovane Ottaviano si presentò come suo erede politico e familiare, entrando in competizione con Marco Antonio e con i vecchi difensori della Repubblica. In pochi anni seppe costruire attorno a sé un blocco di potere fatto di esercito, propaganda, alleanze e fedeltà personali. Con il Secondo Triumvirato, insieme ad Antonio e Lepido, eliminò i cesaricidi e travolse l’opposizione repubblicana nella Battaglia di Filippi del 42 a.C., vendicando simbolicamente l’assassinio di Cesare. La sua ascesa culminò nello scontro finale contro Marco Antonio e Cleopatra. Ottaviano seppe trasformare una guerra tra romani in una guerra morale e politica contro l’Oriente, presentando Antonio come un uomo corrotto dall’influenza egizia e Cleopatra come una minaccia straniera per Roma. Nel 31 a.C., con la vittoria navale di Azio, distrusse il suo ultimo grande rivale. Poco dopo, Antonio e Cleopatra si tolsero la vita e l’Egitto divenne provincia romana, garantendo a Ottaviano immense ricchezze e il controllo assoluto del Mediterraneo. Il suo genio più grande non fu però solo militare, ma politico. Invece di proclamarsi re o dittatore, titoli ormai odiati dai Romani, Augusto conservò formalmente le istituzioni repubblicane, svuotandole però del loro potere reale. Si presentò come restauratore della Repubblica, mentre in realtà costruiva un nuovo sistema monarchico mascherato: il Principato. Nel 27 a.C. ricevette dal Senato il titolo di Augusto, nome carico di sacralità e prestigio, e divenne il centro di tutto il potere romano senza apparire apertamente come un sovrano. Durante il suo lungo governo impose ordine dopo decenni di caos. Riformò l’esercito, stabilizzò le province, rafforzò le frontiere, riorganizzò l’amministrazione, promosse grandi opere pubbliche e trasformò Roma in una capitale monumentale. Celebre rimase la sua frase secondo cui aveva trovato una città di mattoni e l’aveva lasciata di marmo. Attorno alla sua figura nacque un’immensa macchina propagandistica, alimentata da poeti come Virgilio, Orazio e Ovidio, che presentarono il suo dominio come l’inizio di una nuova età dell’oro: la Pax Augusta. Ma dietro l’immagine del padre della patria si celava anche un uomo duro e calcolatore. Augusto non esitò a usare proscrizioni, esili, repressioni e matrimoni politici per consolidare il proprio potere. La sua famiglia stessa divenne uno strumento dello Stato, sacrificata alla logica della successione e della stabilità imperiale. La morte prematura dei suoi eredi designati e gli scandali interni alla casa giulia resero i suoi ultimi anni più amari e sospettosi, fino alla scelta finale di Tiberio come successore. Morì nel 14 d.C., dopo oltre quarant’anni di dominio incontrastato. Alla sua morte fu divinizzato dal Senato e venerato come Divus Augustus. La sua eredità fu immensa: aveva sepolto definitivamente la vecchia Repubblica, ma aveva dato a Roma un nuovo ordine politico destinato a durare per secoli. La sua figura rimane quella di un uomo capace di mascherare l’ambizione personale dietro la pace, la tradizione e la salvezza dello Stato: non solo il vincitore delle guerre civili, ma il creatore stesso dell’Impero romano. 🇮🇹🦅 #Roma #Augustus #Starwars #Edit #Perte

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