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Sunday 28 June 2026 13:14:02 GMT
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La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha commentato le parole di Giorgia Meloni rivolte a Trump con un ragionamento che, al di là delle simpatie politiche, tocca un punto difficile da ignorare. Meloni rivendica che «l’Italia non supplica nessuno» e che «non chiede l’elemosina». Una frase che suona bene, ma che pone una domanda inevitabile: un Paese è davvero indipendente quando segue sistematicamente le scelte strategiche, militari ed economiche di un altro? Zakharova ricorda che l’autonomia nazionale non si misura nelle conferenze stampa, ma nella capacità di difendere i propri interessi anche quando questi divergono da quelli di Washington. Ed è qui che arriva la stoccata più pesante. Quando un giornalista russo pronuncia una frase sgradita, ambasciatori convocati, indignazione immediata, titoli a caratteri cubitali. Quando dagli Stati Uniti arrivano dichiarazioni offensive, pressioni politiche o imposizioni economiche, il silenzio istituzionale sembra improvvisamente diventare una virtù diplomatica. Due pesi e due misure. Zakharova cita persino il premier belga Bart De Wever, secondo cui l’Europa può scegliere tra il ruolo di “vassallo soddisfatto” e quello di “schiavo infelice” di Washington. Parole dure. Forse eccessive. Ma il punto resta. L’indipendenza non consiste nel dire “prima io” o “prima l’Europa”. Consiste nel mettere davvero l’Italia al primo posto quando bisogna decidere su energia, commercio, guerra, pace e rapporti internazionali. Perché la sovranità non si proclama. Si esercita. E quando non la eserciti, prima o poi qualcuno dall’esterno te lo fa notare. Don Chisciotte #Italia #Meloni #Trump #Zakharova #Geopolitica    🔥seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha commentato le parole di Giorgia Meloni rivolte a Trump con un ragionamento che, al di là delle simpatie politiche, tocca un punto difficile da ignorare. Meloni rivendica che «l’Italia non supplica nessuno» e che «non chiede l’elemosina». Una frase che suona bene, ma che pone una domanda inevitabile: un Paese è davvero indipendente quando segue sistematicamente le scelte strategiche, militari ed economiche di un altro? Zakharova ricorda che l’autonomia nazionale non si misura nelle conferenze stampa, ma nella capacità di difendere i propri interessi anche quando questi divergono da quelli di Washington. Ed è qui che arriva la stoccata più pesante. Quando un giornalista russo pronuncia una frase sgradita, ambasciatori convocati, indignazione immediata, titoli a caratteri cubitali. Quando dagli Stati Uniti arrivano dichiarazioni offensive, pressioni politiche o imposizioni economiche, il silenzio istituzionale sembra improvvisamente diventare una virtù diplomatica. Due pesi e due misure. Zakharova cita persino il premier belga Bart De Wever, secondo cui l’Europa può scegliere tra il ruolo di “vassallo soddisfatto” e quello di “schiavo infelice” di Washington. Parole dure. Forse eccessive. Ma il punto resta. L’indipendenza non consiste nel dire “prima io” o “prima l’Europa”. Consiste nel mettere davvero l’Italia al primo posto quando bisogna decidere su energia, commercio, guerra, pace e rapporti internazionali. Perché la sovranità non si proclama. Si esercita. E quando non la eserciti, prima o poi qualcuno dall’esterno te lo fa notare. Don Chisciotte #Italia #Meloni #Trump #Zakharova #Geopolitica 🔥seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667

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