ti stimo molto , sei una delle poche giornaliste che ne parla e ti ringrazio per questo
2026-06-30 09:05:33
48
Annalisa :
sono addolorata e mi sento impotente.
2026-06-30 07:07:19
47
Daniele Galasso :
nooooooooooo!
2026-06-30 07:42:34
1
ACA :
NON IN MIO NOME
2026-06-30 06:42:41
22
Alessandro :
grande Mariangela, ti seguo sempre in tv
2026-06-30 09:25:31
3
MarinaIsceri :
Non in mio nome !
2026-06-30 09:55:10
2
magliettabianca :
Mi sento impotente davanti a tutto questo 🙏🙏😭😭😭💔
2026-06-30 09:39:28
7
angelomocci2 :
Ma Dio dov'è
2026-06-30 08:35:57
1
ylli :
ma perché
2026-06-30 10:12:07
2
Mery :
grande giornalista sei l'unica che ne parla grazie 👏👏❤️❤️
2026-06-30 09:12:54
6
RoZizi :
PERCHÉ?? 😔
2026-06-30 07:45:50
1
Mioara Popescu :
2026-06-30 09:43:25
0
antonella :
2026-06-30 09:40:06
0
Lele74 :
Purtroppo ci sono tragedie e morti di serie A e di serie B.
2026-06-30 06:52:36
12
Silvia_000_ :
Non ce la faccio più. Provo fortissima rabbia ed indignazione di fronte a tutto ciò.
2026-06-30 07:15:40
5
Jason :
La donna madre e cristiana che dice in proposito?
2026-06-30 10:09:55
1
Riccardo Simonazzi :
Mi colpisce quanto il dibattito pubblico sembri concentrarsi quasi esclusivamente sulla guerra a Gaza, mentre nel mondo sono in corso oltre 120 conflitti armati e circa una dozzina di guerre di grande intensità. Ogni vittima civile merita la stessa attenzione, indipendentemente dal luogo in cui si trova.È una questione di vicinanza, di interesse geopolitico, di attenzione dei media o anche di propaganda politica?
2026-06-30 06:47:47
3
materiamagicbooth :
Che mondo vergognoso
2026-06-30 07:42:27
2
Emma Mei :
Domande che ci facciamo in molti e che restano non solo senza risposta, ma senza la giusta azione/reazione da parte di chi ha il potere di applicare la giustizia.
2026-06-30 06:42:47
2
paolacastellin6 :
Infatti non capisco neanche io questa indifferenza hai ragione 😳
2026-06-30 07:08:06
1
Franco Pistoia :
La differenza di reazione non dipende dal valore delle vite: una vita a Gaza, in Venezuela o altrove vale allo stesso modo. Dipende da come il sistema culturale, mediatico e politico ci abitua a percepire certe morti.
Davanti a un terremoto la compassione è immediata: è una catastrofe naturale, non obbliga a scegliere responsabilità politiche o a mettere in discussione alleanze e interessi.
Davanti a una guerra, invece, soprattutto se dura nel tempo, il dolore viene normalizzato. I morti diventano numeri, i bambini diventano statistiche, la tragedia viene raccontata come parte di un conflitto “complesso” e quasi inevitabile.
Il punto è che spesso la nostra reazione viene filtrata dagli interessi degli Stati, dalle lobby e dagli equilibri geopolitici. Così alcune vittime commuovono subito, mentre altre devono attraversare il filtro della politica.
La vera sfida è rifiutare questa gerarchia del dolore: non esistono bambini più piangibili di altri.
2026-06-30 07:30:15
1
rosy :
in mio nome questo non succede
2026-06-30 07:16:28
1
stefanocugno3 :
il perché lo sappiamo tutti. purtroppo.
2026-06-30 06:52:58
2
To see more videos from user @mariangelapira.journal, please go to the Tikwm
homepage.