@ksdjidmsmsshhs:

𝗗𝗶𝗮𝗻𝘆
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Monday 13 July 2026 05:29:19 GMT
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12345r442
123456789 :
Gw sumpah sesumpah sumpahnya😫
2026-07-13 06:40:57
752
ndaaceeee
Dinda hasibuan :
kabulin yaallahhh
2026-07-14 17:37:32
284
www.tiktok.comyuna26
272000🩷 :
Aku sumpahin demi Allah itu pastii☺️
2026-07-14 12:22:46
122
nlmissu
نادين :
silent repost
2026-07-16 16:55:22
0
zizaa12341
zizaaa :
sumpah sesumpahnyaaaa
2026-07-13 14:12:06
40
tararichard97
tara :
amiin
2026-07-13 05:34:34
107
airararara6
a :
Ya Allah Aaminnn
2026-07-16 08:06:10
2
silfzz_123
$ilfzz_👻🫪 :
[Stiker] aminnnn sebesar besarnya
2026-07-13 06:23:07
23
hadeehhhhhhhh_
. :
Amin Paling kuat
2026-07-13 12:34:34
9
ldyaaa47
ldyaa :
Aamiin
2026-07-14 17:36:21
7
abra_ini
raaa. :
wallahi sakit banget usahain sendirian
2026-07-16 10:04:00
3
aulialiaaramadhani
chOcolAtos :
smoga dia balik ajakin aku nikah amin
2026-07-13 15:14:50
7
andindanp
adindanp :
Tapi skrg yg lebih cepet move on kenapa kamu ya? sedangkan aku susah😌
2026-07-13 06:10:41
6
nurisvi
putri :
OMG 😃
2026-07-13 07:11:00
1
putrirahmabeliasari
putriirahmaaa :
aminnnn
2026-07-15 02:30:41
1
candera018
can :
Aku sumpahin demi Allah itu pastii☺️
2026-07-16 14:45:18
1
nurrk197
nurk :
2026-07-13 06:10:13
1
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“Gloria in excelsis Deo.” Ci sono melodie che non seguono le mode. Attraversano i secoli. Il canto gregoriano non è semplicemente “musica antica”: è il canto proprio della liturgia della Chiesa latina. È nato per una ragione precisa: mettere al centro il testo sacro, non l’esecutore; la preghiera, non lo spettacolo; Dio, non chi canta. Il Gloria gregoriano ne è uno degli esempi più straordinari. Non cerca effetti speciali, non rincorre i gusti del momento e non ha bisogno di strumenti per emozionare. La sua forza sta nella semplicità, nella profondità e nella capacità di far pregare un’intera assemblea con una sola voce. Per oltre un millennio queste melodie hanno accompagnato santi, monaci, fedeli, papi e generazioni di cristiani. Ancora oggi conservano una bellezza che il tempo non è riuscito a consumare. Il Concilio Vaticano II non ha mai chiesto di abbandonare il gregoriano. Al contrario, la costituzione Sacrosanctum Concilium afferma chiaramente che il canto gregoriano è il canto proprio della liturgia romana e, a parità di condizioni, deve occupare il posto principale nelle azioni liturgiche. Riscoprire il gregoriano non significa rifiutare ogni altro repertorio, ma restituire alla liturgia un patrimonio che appartiene a tutta la Chiesa. Significa riscoprire una musica che nasce dalla preghiera e conduce alla preghiera. Forse è arrivato il momento di smettere di considerarlo qualcosa di riservato ai monasteri o ai concerti. Il suo posto naturale è nella liturgia, dove continua a parlare con una forza che attraversa i secoli. Che questo Gloria possa ricordarci quanto è immenso il tesoro che abbiamo ricevuto e quanto sarebbe bello tornare a farlo risuonare nelle nostre chiese. “Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis.” ✝️🕊️ #CantoGregoriano #GregorianChant #Gloria #GloriaInExcelsisDeo #Liturgia
“Gloria in excelsis Deo.” Ci sono melodie che non seguono le mode. Attraversano i secoli. Il canto gregoriano non è semplicemente “musica antica”: è il canto proprio della liturgia della Chiesa latina. È nato per una ragione precisa: mettere al centro il testo sacro, non l’esecutore; la preghiera, non lo spettacolo; Dio, non chi canta. Il Gloria gregoriano ne è uno degli esempi più straordinari. Non cerca effetti speciali, non rincorre i gusti del momento e non ha bisogno di strumenti per emozionare. La sua forza sta nella semplicità, nella profondità e nella capacità di far pregare un’intera assemblea con una sola voce. Per oltre un millennio queste melodie hanno accompagnato santi, monaci, fedeli, papi e generazioni di cristiani. Ancora oggi conservano una bellezza che il tempo non è riuscito a consumare. Il Concilio Vaticano II non ha mai chiesto di abbandonare il gregoriano. Al contrario, la costituzione Sacrosanctum Concilium afferma chiaramente che il canto gregoriano è il canto proprio della liturgia romana e, a parità di condizioni, deve occupare il posto principale nelle azioni liturgiche. Riscoprire il gregoriano non significa rifiutare ogni altro repertorio, ma restituire alla liturgia un patrimonio che appartiene a tutta la Chiesa. Significa riscoprire una musica che nasce dalla preghiera e conduce alla preghiera. Forse è arrivato il momento di smettere di considerarlo qualcosa di riservato ai monasteri o ai concerti. Il suo posto naturale è nella liturgia, dove continua a parlare con una forza che attraversa i secoli. Che questo Gloria possa ricordarci quanto è immenso il tesoro che abbiamo ricevuto e quanto sarebbe bello tornare a farlo risuonare nelle nostre chiese. “Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis.” ✝️🕊️ #CantoGregoriano #GregorianChant #Gloria #GloriaInExcelsisDeo #Liturgia

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