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alagiedrammeh577
Alagie Drammeh :
🥰🥰🥰🙏🙏🙏❤️❤️❤️
2026-07-14 12:14:10
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L’azienda non gli rinnova il contratto di lavoro perché lo considera troppo grasso. E il datore di lavoro subordina la prosecuzione del rapporto all’avvio di un percorso di dimagrimento. Adesso la vicenda finirà davanti al giudice del lavoro del tribunale di Taranto perché l'ormai ex dipendente, un giovane di 26 anni, assistito dall’avvocato Fabrizio Del Vecchio, depositerà un ricorso chiedendo il ripristino del rapporto di lavoro e il risarcimento dei danni di natura patrimoniale e morale correlati alla condotta del titolare. Il 26enne, un perito informatico, viene assunto a febbraio in un'impresa edile della provincia come impiegato. Deve svolgere, quindi, operazioni d’ufficio per le quali non è richiesta evidentemente prestanza atletica. Dopo appena qualche giorno viene spostato al volantinaggio in un quartiere di Taranto, senza tener alcun conto del titolo di studio e dell’inquadramento. Passa del tempo e lo mandano a fare l’operaio edile in due cantieri - attività mai svolte prima - e qui ritorna dopo un transitorio affiancamento a un operatore commerciale della società. Tutto, insomma, tranne che l’informatico. Il 18 giugno tutto finisce. Il lavoratore riceve dal titolare dell’impresa un messaggio così composto: «Se non inizi un percorso serio di dimagrimento non ti assumo». In un secondo messaggio chiariva che il «contratto di lavoro a termine sarebbe stato subordinato – è scritto nella nota del legale – all’inizio di un percorso dietetico pena il licenziamento per giusta causa con espressa indicazione nel contratto di lavoro». 👉 L'articolo di Cesare Bechis prosegue sul sito del Corriere #licenziamento #peso #lavoro #corrieredellasera #notiziedelgiorno
L’azienda non gli rinnova il contratto di lavoro perché lo considera troppo grasso. E il datore di lavoro subordina la prosecuzione del rapporto all’avvio di un percorso di dimagrimento. Adesso la vicenda finirà davanti al giudice del lavoro del tribunale di Taranto perché l'ormai ex dipendente, un giovane di 26 anni, assistito dall’avvocato Fabrizio Del Vecchio, depositerà un ricorso chiedendo il ripristino del rapporto di lavoro e il risarcimento dei danni di natura patrimoniale e morale correlati alla condotta del titolare. Il 26enne, un perito informatico, viene assunto a febbraio in un'impresa edile della provincia come impiegato. Deve svolgere, quindi, operazioni d’ufficio per le quali non è richiesta evidentemente prestanza atletica. Dopo appena qualche giorno viene spostato al volantinaggio in un quartiere di Taranto, senza tener alcun conto del titolo di studio e dell’inquadramento. Passa del tempo e lo mandano a fare l’operaio edile in due cantieri - attività mai svolte prima - e qui ritorna dopo un transitorio affiancamento a un operatore commerciale della società. Tutto, insomma, tranne che l’informatico. Il 18 giugno tutto finisce. Il lavoratore riceve dal titolare dell’impresa un messaggio così composto: «Se non inizi un percorso serio di dimagrimento non ti assumo». In un secondo messaggio chiariva che il «contratto di lavoro a termine sarebbe stato subordinato – è scritto nella nota del legale – all’inizio di un percorso dietetico pena il licenziamento per giusta causa con espressa indicazione nel contratto di lavoro». 👉 L'articolo di Cesare Bechis prosegue sul sito del Corriere #licenziamento #peso #lavoro #corrieredellasera #notiziedelgiorno

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