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Horor Scene
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PRIDE DI BERLINO, IL CORTOCIRCUITO CHE LA SINISTRA NON VUOLE VEDERE   Una donna morta e 16 persone ferite, tre delle quali in condizioni gravissime. È il bilancio dell’attacco avvenuto durante il Pride di Berlino, dove un furgone è stato lanciato contro la folla.  La polizia ricerca Abdul B., 21 anni, considerato armato e pericoloso e indicato come vicino ad ambienti islamisti. Gli investigatori stanno verificando la presenza di eventuali complici e il possibile utilizzo di armi da taglio. Responsabilità e movente dovranno naturalmente essere accertati.  La responsabilità penale è sempre personale: nessuno può accusare un’intera religione o un’intera comunità per il gesto di un individuo. Ma questa precisazione non può diventare una scusa per ignorare un problema politico e culturale sempre più evidente.  Da anni la sinistra europea partecipa ai Pride, sventola bandiere arcobaleno e si presenta come la principale difensora dei diritti LGBT. Allo stesso tempo, però, corteggia elettoralmente e integra nei propri partiti persone e ambienti che quei diritti non li riconoscono affatto.  Ecco il cortocircuito.  Non si può combattere duramente l’omofobia quando arriva da un cristiano, da un conservatore o da un europeo e poi abbassare la voce quando proviene dall’integralismo islamista.  I diritti non possono cambiare a seconda di chi li calpesta. O sono universali oppure diventano soltanto bandiere da utilizzare durante le campagne elettorali.  Accogliere e integrare non significa rinunciare ai nostri valori per paura di essere accusati di razzismo. Significa pretendere il rispetto delle leggi, della libertà delle donne, della libertà religiosa e del diritto di ogni persona a vivere liberamente il proprio orientamento sessuale.  Saranno gli investigatori a chiarire il movente dell’attacco di Berlino. Ma la domanda politica resta: la sinistra europea avrà il coraggio di difendere il mondo LGBT anche quando dovrà denunciare apertamente l’integralismo islamista?  Perché voltarsi dall’altra parte non è tolleranza. È ipocrisia.  Ogni dubbio è lecito.  #estero #pride🌈 #attentato#robbygiusti #giusti #robby
PRIDE DI BERLINO, IL CORTOCIRCUITO CHE LA SINISTRA NON VUOLE VEDERE Una donna morta e 16 persone ferite, tre delle quali in condizioni gravissime. È il bilancio dell’attacco avvenuto durante il Pride di Berlino, dove un furgone è stato lanciato contro la folla. La polizia ricerca Abdul B., 21 anni, considerato armato e pericoloso e indicato come vicino ad ambienti islamisti. Gli investigatori stanno verificando la presenza di eventuali complici e il possibile utilizzo di armi da taglio. Responsabilità e movente dovranno naturalmente essere accertati. La responsabilità penale è sempre personale: nessuno può accusare un’intera religione o un’intera comunità per il gesto di un individuo. Ma questa precisazione non può diventare una scusa per ignorare un problema politico e culturale sempre più evidente. Da anni la sinistra europea partecipa ai Pride, sventola bandiere arcobaleno e si presenta come la principale difensora dei diritti LGBT. Allo stesso tempo, però, corteggia elettoralmente e integra nei propri partiti persone e ambienti che quei diritti non li riconoscono affatto. Ecco il cortocircuito. Non si può combattere duramente l’omofobia quando arriva da un cristiano, da un conservatore o da un europeo e poi abbassare la voce quando proviene dall’integralismo islamista. I diritti non possono cambiare a seconda di chi li calpesta. O sono universali oppure diventano soltanto bandiere da utilizzare durante le campagne elettorali. Accogliere e integrare non significa rinunciare ai nostri valori per paura di essere accusati di razzismo. Significa pretendere il rispetto delle leggi, della libertà delle donne, della libertà religiosa e del diritto di ogni persona a vivere liberamente il proprio orientamento sessuale. Saranno gli investigatori a chiarire il movente dell’attacco di Berlino. Ma la domanda politica resta: la sinistra europea avrà il coraggio di difendere il mondo LGBT anche quando dovrà denunciare apertamente l’integralismo islamista? Perché voltarsi dall’altra parte non è tolleranza. È ipocrisia. Ogni dubbio è lecito. #estero #pride🌈 #attentato#robbygiusti #giusti #robby

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