@cat_gril15: #zhaolusi #zhaolusi_赵露思👑✨ #fouryoupage #fypシ゚viral🖤tiktok

赵露思🌷
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Saturday 25 July 2026 05:44:10 GMT
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user9083538235
Anodo tara 💝🥰🤩 :
my favourite nakia🥰🥰🥰🥰
2026-07-27 02:53:40
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sumaiyaislam1974
Sumaiya Islam :
my favorite actor 😍
2026-07-26 16:59:47
0
prety.pam
Jamaila :
so beautiful Zhao Lusi always
2026-07-26 04:17:04
1
tasnim87065
The moon ✨🌑 :
my cute zhao lusi
2026-07-26 14:01:09
0
iiskholilah101
i1234s :
2026-07-26 02:20:55
1
msmahia55
msmahia55 :
변수를 제거하면 안 될까요?🤔
2026-07-26 14:47:31
0
shaikhnadeem261
shaikh sab :
😳😳😳
2026-07-27 09:02:10
0
moks.madjid
Moks Madjid :
🥰🥰🥰
2026-07-26 21:05:05
0
khayamkhan828
𝗞Η𝔸Ⲩ𝔸Ꮇ🫯☆(❁‿❁)☆❤️‍🩹 :
❤️❤️❤️
2026-07-27 07:19:15
0
user49630736950205
Abdullah :
🥰🥰🥰
2026-07-27 06:34:15
0
malik.don8606
Malik don :
🥰🥰🥰
2026-07-27 03:27:38
0
aqsasalauddin0098
BTS 💜💜 :
🥰🥰🥰
2026-07-27 08:35:44
0
abuhurairakhan75588431
abuhuraira :
🥰🥰🥰
2026-07-26 18:31:33
0
mind.yoongi
Mind Yoongi :
❤️❤️❤️
2026-07-26 17:56:19
0
user9431591597523
জান্নাত :
😳😳😳
2026-07-26 17:34:33
0
jakir.hawlader78
Jakir Hawlader :
😂😂😂
2026-07-25 05:52:49
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Sei mai stato Pinarella di Cervia? È un posto adorabile. Un piccolo paradiso estivo: appena tre chilometri di pineta attaccati al mare. Un posto tranquillo dove non succede mai un cazzo. E va benissimo così. Perché in vacanza puoi anche concederti il lusso della noia. Puoi sognare una vita fatta di alberghi due stelle a conduzione familiare, mezza pensione, mini club, il mercatino il mercoledì e i burattini il lunedì sera. Il mare costantemente Bandiera blu. Le famiglie. I bambini. Le piadine. Pinarella è così: quattro mesi di ombrelloni e il resto dell'anno di serrande abbassate. Di parcheggi vuoti. Di gente silenziosa. Che si conosce per nome. Che sa tutto di tutti. C'è Antonio, il figlio del salumiere. C'è Anna, la vedova ottantenne. C'è Maria, la farmacista. E c'è Nicola. Il
Sei mai stato Pinarella di Cervia? È un posto adorabile. Un piccolo paradiso estivo: appena tre chilometri di pineta attaccati al mare. Un posto tranquillo dove non succede mai un cazzo. E va benissimo così. Perché in vacanza puoi anche concederti il lusso della noia. Puoi sognare una vita fatta di alberghi due stelle a conduzione familiare, mezza pensione, mini club, il mercatino il mercoledì e i burattini il lunedì sera. Il mare costantemente Bandiera blu. Le famiglie. I bambini. Le piadine. Pinarella è così: quattro mesi di ombrelloni e il resto dell'anno di serrande abbassate. Di parcheggi vuoti. Di gente silenziosa. Che si conosce per nome. Che sa tutto di tutti. C'è Antonio, il figlio del salumiere. C'è Anna, la vedova ottantenne. C'è Maria, la farmacista. E c'è Nicola. Il "pazzo". Perché in questi paesini c'è sempre uno come Nicola. Che vive in un parcheggio. Che non ha molti soldi. Ma a cui in qualche modo tutti vogliono bene. Nicola, aveva 54 anni, e in paese lo chiamavano ancora "il ragazzo". In un matto De Andrè cantava "Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesce ad esprimerlo con le parole" Ecco, Nicola non era quel tipo di matto. Era impossibile non conoscerlo: girava in bici con una cassa a tutto volume che sentivi arrivare da cento metri, un pupazzo di Tom legato alla spalla, e ti attaccava bottone anche se avevi fretta. Sabato notte, in quel parcheggio , sono arrivati in cinque. Cinque contro un uomo che già faceva fatica a reggersi in piedi. Lo hanno massacrato di botte. Gli hanno spaccato la testa, gli hanno fracassato il torace. Lo hanno picchiato mentre sorrideva. Lo hanno picchiato mentre aveva paura. Lo hanno picchiato mentre piangeva. Lo hanno ammazzato mentre implorava basta. Poi se ne sono andati. Tranquilli, come in una qualsiasi serata tra amici . È morto quattro giorni dopo. Il funerale l'ha pagato il Comune, perché suo padre non aveva i soldi. Al saluto si sono presentate trecento persone, con un fiore in mano ciascuna. Trecento. E nemmeno una telecamera. Nessuna prima serata, nessuna fiaccolata a Roma, nessun ministro sul posto, nessun corteo, nessun hashtag. Un uomo ammazzato di botte da cinque persone, cinque ragazzini e la macchina dell'indignazione nazionale non si è accesa nemmeno per sbaglio. Perché in Italia il lutto pubblico funziona a tessera. Se la vittima appartiene a una categoria riconosciuta, la sua morte diventa una causa: piazze, dirette, dichiarazioni, minuti di silenzio. Se non appartiene a niente, resta cronaca locale e finisce lì. Nicola non era niente. Era un povero cristo fragile che dormiva in un camper. E i fragili in questo Paese non hanno una lobby, non hanno un corteo, non hanno un colore da mettersi addosso. Hanno solo un numero, che nessuno legge. L'anno scorso in Italia sono morte in strada 414 persone senza dimora. Più di una al giorno, per il sesto anno di fila. Malori, malattie mai curate, pestaggi. Quattrocentoquattordici funerali, e tu non ne hai sentito nemmeno uno. Perché chi muore così non è italiano, non è straniero, non è nessuno. È solo un numero in un registro. Perfettamente nella media. Perfettamente in silenzio.

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