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Wednesday 05 August 2026 04:26:51 GMT
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🟥 OGGI PARLIAMO DI: NATIONAL ESCAPE CLAUSE – SAFE – TASK FORCE ARABIA – CHAT DEL MASTRO Oggi affrontiamo quattro argomenti che, secondo noi, meritano di essere seguiti con attenzione. Cercheremo di spiegarli in modo semplice, perché potrebbero avere conseguenze importanti nelle prossime settimane. PRIMO PUNTO – NATIONAL ESCAPE CLAUSE Partiamo dalla National Escape Clause, la clausola europea che consente agli Stati membri, in determinate circostanze, di ottenere maggiore flessibilità rispetto ai vincoli di bilancio per alcune spese, tra cui quelle legate alla sicurezza e alla difesa. Il Governo si appresta a chiedere al Parlamento il via libera per procedere. Politicamente la situazione è interessante, perché potrebbe emergere una maggioranza variabile. La Lega ha espresso forti perplessità, mentre il Partito Democratico si è detto favorevole all'utilizzo di questo strumento europeo. Se così fosse, su questo voto potrebbero ritrovarsi insieme forze di maggioranza e opposizione. È soltanto un voto su un singolo provvedimento oppure stiamo vedendo nascere nuovi equilibri parlamentari? Prove di maggioranze variabili? Prove di un futuro governo tecnico? È una domanda politica che lasciamo aperta. SECONDO PUNTO – SAFE Il Governo, inizialmente, sembrava orientato a finanziare queste spese ricorrendo ai BTP, quindi raccogliendo risorse direttamente sui mercati a tassi generalmente più elevati. Successivamente ha scelto di orientarsi verso il fondo europeo SAFE, che offre condizioni finanziarie considerate più favorevoli, con prestiti di lunga durata e tassi generalmente inferiori. Naturalmente si tratta di risorse vincolate alle finalità previste dal programma europeo, ma resta comunque una forma di nuovo debito. Anche per questo passaggio il Governo dovrà ottenere il via libera del Parlamento. Quindi stiamo osservando due percorsi paralleli: da una parte la National Escape Clause, dall'altra il SAFE. Sono due strumenti diversi, ma entrambi incidono sulla capacità dello Stato di finanziare nuove spese. Il nostro consiglio è semplice: seguite questi due passaggi con attenzione e lasciate perdere il rumore di fondo. Cercate di capire dove si stanno muovendo davvero i conti pubblici. TERZO PUNTO – TASK FORCE ARABIA Passiamo ai circa 700 militari italiani impegnati nell'ambito della Task Force Air Arabia. Su questo tema abbiamo pubblicato numerosi contenuti che hanno raccolto decine di migliaia di interazioni. Abbiamo letto commenti di persone di destra, di sinistra e di cittadini senza appartenenza politica che chiedevano semplicemente una cosa: capire meglio cosa stesse succedendo. La nostra impressione è che, quando le persone comprendono di cosa si sta parlando, inizino a esprimere il loro disappunto. Il problema, secondo noi, non è che abbiamo parlato troppo di questa vicenda. Il problema è che questa notizia esiste, è documentata, eppure oggi ne parlano pochissimo partiti, giornali, opinionisti, talk show e telegiornali. Noi, a questo punto, abbiamo deciso di fermarci. L'abbiamo raccontata, l'abbiamo spiegata e adesso osserviamo cosa accadrà. Abbiamo la sensazione che, come tante altre notizie, anche questa rischi di finire rapidamente nel dimenticatoio. QUARTO PUNTO – CHAT DEL MASTRO La vicenda delle chat di Del Mastro continua ad aggiungere nuovi elementi. I supporti inviati dalla Procura alla Camera e custoditi nell'ambito delle procedure parlamentari sono al centro di un conflitto sulle competenze. Dopo il diniego dell'accesso ad alcuni componenti della Giunta, è arrivato anche quello nei confronti del presidente della stessa Giunta per le autorizzazioni. Qui si apre una questione istituzionale. Da una parte c'è l'autonomia della Camera nel disciplinare i propri procedimenti interni; dall'altra la posizione del presidente della Giunta, che sostiene di dover poter visionare il materiale necessario per svolgere le proprie funzioni. Nel frattempo il Movimento 5 Stelle ha inscenato una protesta simbolica in Aula con una cassaforte vuota e alcuni striscioni.
🟥 OGGI PARLIAMO DI: NATIONAL ESCAPE CLAUSE – SAFE – TASK FORCE ARABIA – CHAT DEL MASTRO Oggi affrontiamo quattro argomenti che, secondo noi, meritano di essere seguiti con attenzione. Cercheremo di spiegarli in modo semplice, perché potrebbero avere conseguenze importanti nelle prossime settimane. PRIMO PUNTO – NATIONAL ESCAPE CLAUSE Partiamo dalla National Escape Clause, la clausola europea che consente agli Stati membri, in determinate circostanze, di ottenere maggiore flessibilità rispetto ai vincoli di bilancio per alcune spese, tra cui quelle legate alla sicurezza e alla difesa. Il Governo si appresta a chiedere al Parlamento il via libera per procedere. Politicamente la situazione è interessante, perché potrebbe emergere una maggioranza variabile. La Lega ha espresso forti perplessità, mentre il Partito Democratico si è detto favorevole all'utilizzo di questo strumento europeo. Se così fosse, su questo voto potrebbero ritrovarsi insieme forze di maggioranza e opposizione. È soltanto un voto su un singolo provvedimento oppure stiamo vedendo nascere nuovi equilibri parlamentari? Prove di maggioranze variabili? Prove di un futuro governo tecnico? È una domanda politica che lasciamo aperta. SECONDO PUNTO – SAFE Il Governo, inizialmente, sembrava orientato a finanziare queste spese ricorrendo ai BTP, quindi raccogliendo risorse direttamente sui mercati a tassi generalmente più elevati. Successivamente ha scelto di orientarsi verso il fondo europeo SAFE, che offre condizioni finanziarie considerate più favorevoli, con prestiti di lunga durata e tassi generalmente inferiori. Naturalmente si tratta di risorse vincolate alle finalità previste dal programma europeo, ma resta comunque una forma di nuovo debito. Anche per questo passaggio il Governo dovrà ottenere il via libera del Parlamento. Quindi stiamo osservando due percorsi paralleli: da una parte la National Escape Clause, dall'altra il SAFE. Sono due strumenti diversi, ma entrambi incidono sulla capacità dello Stato di finanziare nuove spese. Il nostro consiglio è semplice: seguite questi due passaggi con attenzione e lasciate perdere il rumore di fondo. Cercate di capire dove si stanno muovendo davvero i conti pubblici. TERZO PUNTO – TASK FORCE ARABIA Passiamo ai circa 700 militari italiani impegnati nell'ambito della Task Force Air Arabia. Su questo tema abbiamo pubblicato numerosi contenuti che hanno raccolto decine di migliaia di interazioni. Abbiamo letto commenti di persone di destra, di sinistra e di cittadini senza appartenenza politica che chiedevano semplicemente una cosa: capire meglio cosa stesse succedendo. La nostra impressione è che, quando le persone comprendono di cosa si sta parlando, inizino a esprimere il loro disappunto. Il problema, secondo noi, non è che abbiamo parlato troppo di questa vicenda. Il problema è che questa notizia esiste, è documentata, eppure oggi ne parlano pochissimo partiti, giornali, opinionisti, talk show e telegiornali. Noi, a questo punto, abbiamo deciso di fermarci. L'abbiamo raccontata, l'abbiamo spiegata e adesso osserviamo cosa accadrà. Abbiamo la sensazione che, come tante altre notizie, anche questa rischi di finire rapidamente nel dimenticatoio. QUARTO PUNTO – CHAT DEL MASTRO La vicenda delle chat di Del Mastro continua ad aggiungere nuovi elementi. I supporti inviati dalla Procura alla Camera e custoditi nell'ambito delle procedure parlamentari sono al centro di un conflitto sulle competenze. Dopo il diniego dell'accesso ad alcuni componenti della Giunta, è arrivato anche quello nei confronti del presidente della stessa Giunta per le autorizzazioni. Qui si apre una questione istituzionale. Da una parte c'è l'autonomia della Camera nel disciplinare i propri procedimenti interni; dall'altra la posizione del presidente della Giunta, che sostiene di dover poter visionare il materiale necessario per svolgere le proprie funzioni. Nel frattempo il Movimento 5 Stelle ha inscenato una protesta simbolica in Aula con una cassaforte vuota e alcuni striscioni.

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