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abo.saqr16
عععبوود ًًً :
شوفو حقيي
2026-08-06 03:03:07
3
w6alo
👸🏻 :
قمراتي ❣️❣️❣️🥰🥰
2026-08-06 03:33:49
2
tcfi_
َ :
يديمكمم عسولاتي
2026-08-05 19:11:26
2
ra.85i
R :
اوباااا
2026-08-06 08:26:12
0
m6372473
M :
اجيب عشيري ونجيكمم😉😉
2026-08-06 08:05:44
0
rahm_2010
rahm_2010 :
2026-08-06 15:19:56
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bhrbhr2026
مهند :
الكفر مو لي الجوال
2026-08-05 23:02:09
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Ecco la trascrizione integrale dell'intervista a Licio Gelli  ​[00:08] «Di amici ne ho tanti, ne avevo tanti, e quando uno ha fatto sempre del bene... e lei avrà veduto nella Loggia massonica P2 che non mi hanno mai imputato di avere preso, per dire, una bustarella per fare un favore o qualcosa di simile. Ho fatto sempre del bene quando, come diceva il regolamento e la massoneria.» ​[00:32] Dopo aver scelto per anni la via del silenzio, Licio Gelli accetta di farsi intervistare. L'appuntamento è a Villa Wanda, su una collina di Arezzo, dove ancora oggi salgono politici e uomini d'affari. Licio Gelli ha 89 anni, scrive poemi, cura il suo archivio. Per quasi 40 anni l'ex maestro venerabile della Loggia segreta massonica P2 è stato il grande burattinaio d'Italia. Il suo nome figura in quasi 50 dei processi più importanti della storia italiana, lui è l'uomo che ha tessuto le trame più oscure golpiste. ​[01:00] «Io provengo da un partito unico, dal Partito Nazionale Fascista, di cui eventualmente non ho mai rinunciato, l'ho anche dichiarato sui giornali: sono nato sotto... nell'epoca che nacque il fascismo, ho studiato col fascismo, ho combattuto per il fascismo, sono un fascista e morirò fascista.» — Lei è anche monarchico, no? [01:30] «E come no? Sono monarchico, perché con Sua Maestà il Re io sono stato 16 anni vicino a lui a Cascais. E se fosse tornata e fosse stato la possibilità di farla tornare, ovviamente io sarei stato da quella parte.» ​[01:48] Era il 17 marzo 1981 quando l'Italia si accorse di Licio Gelli: una perquisizione nella sua villa d'Arezzo ordinata dal giudice Gherardo Colombo portò infatti alla scoperta della Loggia Massonica P2. Centinaia di politici, militari, giornalisti e imprenditori italiani risultavano iscritti da tempo in questa loggia P2, una struttura segreta che mirava a rovesciare la democrazia e a prendere il potere in Italia. ​[02:11] «Noi avevamo la possibilità di poter bloccare tutto. Avevamo anche sei ministri dentro alla... e poi tutti i vertici, cominciando dal Capo di Stato Maggiore Torrisi, e poi i capi dei servizi segreti, i comandanti generali dell'Arma dei Carabinieri, della Finanza... Avevamo tutto, i vertici che contavano nella, diciamo, nomenclatura italiana erano tutti dei nostri.» ​[02:46] Dietro alla P2 c'era un Piano di Rinascita Democratica dell'Italia, un progetto scritto da Gelli a metà degli anni '70, un piano per conquistare il paese con ogni mezzo, infiltrando uomini della loggia nella politica, nell'industria, tra i militari. La scoperta dell'elenco segreto degli iscritti, alcuni dei quali ancora oggi attivi politicamente, portò ad uno scandalo nazionale e fece fallire i piani eversivi di Gelli e della loggia P2. ​[03:14] Oggi è un'Italia simile all'Italia che pensò la P2? [03:16] «Ah no, nel modo più assoluto. Se c'è una dissolutezza notevole oggi... non c'è più, vede. Per poter governare ci dovrebbero essere due elementi: meritocrazia e gerarchia. In questo momento sarebbe più importante la gerarchia che la meritocrazia, ma non abbiamo né l'uno né l'altro, non abbiamo politici validi che sappiano prendere le decisioni.» Parlando di Berlusconi, ha detto:
Ecco la trascrizione integrale dell'intervista a Licio Gelli ​[00:08] «Di amici ne ho tanti, ne avevo tanti, e quando uno ha fatto sempre del bene... e lei avrà veduto nella Loggia massonica P2 che non mi hanno mai imputato di avere preso, per dire, una bustarella per fare un favore o qualcosa di simile. Ho fatto sempre del bene quando, come diceva il regolamento e la massoneria.» ​[00:32] Dopo aver scelto per anni la via del silenzio, Licio Gelli accetta di farsi intervistare. L'appuntamento è a Villa Wanda, su una collina di Arezzo, dove ancora oggi salgono politici e uomini d'affari. Licio Gelli ha 89 anni, scrive poemi, cura il suo archivio. Per quasi 40 anni l'ex maestro venerabile della Loggia segreta massonica P2 è stato il grande burattinaio d'Italia. Il suo nome figura in quasi 50 dei processi più importanti della storia italiana, lui è l'uomo che ha tessuto le trame più oscure golpiste. ​[01:00] «Io provengo da un partito unico, dal Partito Nazionale Fascista, di cui eventualmente non ho mai rinunciato, l'ho anche dichiarato sui giornali: sono nato sotto... nell'epoca che nacque il fascismo, ho studiato col fascismo, ho combattuto per il fascismo, sono un fascista e morirò fascista.» — Lei è anche monarchico, no? [01:30] «E come no? Sono monarchico, perché con Sua Maestà il Re io sono stato 16 anni vicino a lui a Cascais. E se fosse tornata e fosse stato la possibilità di farla tornare, ovviamente io sarei stato da quella parte.» ​[01:48] Era il 17 marzo 1981 quando l'Italia si accorse di Licio Gelli: una perquisizione nella sua villa d'Arezzo ordinata dal giudice Gherardo Colombo portò infatti alla scoperta della Loggia Massonica P2. Centinaia di politici, militari, giornalisti e imprenditori italiani risultavano iscritti da tempo in questa loggia P2, una struttura segreta che mirava a rovesciare la democrazia e a prendere il potere in Italia. ​[02:11] «Noi avevamo la possibilità di poter bloccare tutto. Avevamo anche sei ministri dentro alla... e poi tutti i vertici, cominciando dal Capo di Stato Maggiore Torrisi, e poi i capi dei servizi segreti, i comandanti generali dell'Arma dei Carabinieri, della Finanza... Avevamo tutto, i vertici che contavano nella, diciamo, nomenclatura italiana erano tutti dei nostri.» ​[02:46] Dietro alla P2 c'era un Piano di Rinascita Democratica dell'Italia, un progetto scritto da Gelli a metà degli anni '70, un piano per conquistare il paese con ogni mezzo, infiltrando uomini della loggia nella politica, nell'industria, tra i militari. La scoperta dell'elenco segreto degli iscritti, alcuni dei quali ancora oggi attivi politicamente, portò ad uno scandalo nazionale e fece fallire i piani eversivi di Gelli e della loggia P2. ​[03:14] Oggi è un'Italia simile all'Italia che pensò la P2? [03:16] «Ah no, nel modo più assoluto. Se c'è una dissolutezza notevole oggi... non c'è più, vede. Per poter governare ci dovrebbero essere due elementi: meritocrazia e gerarchia. In questo momento sarebbe più importante la gerarchia che la meritocrazia, ma non abbiamo né l'uno né l'altro, non abbiamo politici validi che sappiano prendere le decisioni.» Parlando di Berlusconi, ha detto: "Berlusconi ha copiato il programma della P2". [03:44] «No, io non gliel'ho detto, lo dice lei.» Lo dico io, perfetto. Comunque io l'ho letta questa cosa in cui dice che appunto Berlusconi avrebbe, diciamo, copiato in un certo modo il piano d'Italia della P2. [03:56] «Può non aver preso degli spunti? D'altra parte perché era un piano di pace. Era un piano rigido, ma un piano di pace. Tanto è vero, io prevedevo di sistemare anche i club in tutta l'Italia, soltanto questa mi pare che abbia preso Marcello Dell'Utri, perché il fondatore è Marcello Dell'Utri. L'idea è stata di Berlusconi e ha avuto anche una bella idea. Poi sono sopraggiunti un'infinità di fatti che penso... io, che abbia perduto un po' di lustro nel governare il popolo, ecco.» ... #p2 #bologna #italia #storia #liciogelli

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