On The Road :
Conosciuta a giugno 2014, fu amore a prima vista che travolse entrambi. Poi, ci sposammo il 18 luglio 2015. Siamo stati marito e moglie, inseparabili ed immensamente innamorati, o almeno, ne ero convinto, fino a quella telefonata delle 8:15 del 20 novembre 2022. Mi trovavo in trasferta per lavoro, mi telefonasti per chiedermi il divorzio. Così, fredda, glaciale, una ghigliottina che spaccò in due il cuore. Due giorni prima, ci eravamo amati, non solo con le parole. Da quel 20 novembre 2022, cambiasti numero di telefono e serratura di casa. Da quel giorno, iniziò un calvario fino al 3 giugno 2024, giorno dell’udienza per il divorzio. Dal 2022, non mi chiamasti più, mi parlavi attraverso il tuo avvocato. Non mi parlasti nemmeno il giorno dell’udienza per il divorzio. Avevi gli occhi, lo sguardo persi nel vuoto. Aspettavi un bimbo, o una bimba, non lo so. Scoprii solo dopo, non perché mi fossi messo ad indagare, ma perché fu sua sorella a dirmelo, scrivendomi una mail. Quando lessi quella mail, mi sentii morire, scoprii che mi avevi lasciato, perché non riuscivamo ad avere dei figli, e ti eri affidata ad un percorso di fecondazione assistita. Il problema ero io, perché tu, invece, eri fertile. Mi hai colpito al cuore, come un plotone di esecuzione. Lasciandomi in mezzo ad una strada, con il cuore lacerato, ed una depressione difficile da gestire. Non provo odio o rancore nei tuoi confronti, ma entrambi, ci saremmo meritati un epilogo diverso. Ed invece, non so più nulla di te. Dove vivi, se hai un compagno, se sei felice. Davanti a me, ho impressa l’immagine della prima volta che ci incontrammo. È un fermo immagine che non riesco a cancellare. Sono morto alle 08:15 di quel 20 novembre 2022. Tutto il resto, è solo respiro. Respiro e nulla più.
2026-09-23 01:30:37