Samantha M(affei) Swatt :
Io non userei mai l’AI per scrivere qualcosa, figuriamoci un romanzo. Tuttavia, in fase di revisione, mi è capitato di chiedere se una frase avesse il giusto tempo verbale perché mi suonava strana… poi ovviamente passo tutto alla mia editor, ma nel momento di fine bozza, sistemando e ampliando l’opera, è successo. Esattamente come succedeva 15 anni fa quando su Google si chiedeva la coniugazione corretta di un tempo verbale… e lì non ha mai detto niente nessuno. La cosa che mi fa davvero “paura” della AI non è tanto la AI o la gente che decide di far scrivere intere opere alla AI in questione – sono problemi loro per quanto mi riguarda, se non hanno abbastanza fantasia per riuscire a scrivere di loro pugno una storia – quanto più i video che trovo online, soprattutto su questa piattaforma, dove istruiscono le persone a riconoscere un testo scritto dall’intelligenza artificiale, basandosi su elenchi per loro precisi al 100% fra cui spuntano: frasi brevi, parole isolate, trattini. Che, da che mondo è mondo, ogni autore utilizza dalla notte dei tempi. E mi fa ancora più paura che ci siano persone che danno credito a queste liste. Quindi se nel tuo romanzo usi frasi brevi o parole isolate per creare suspance o una scena d’impatto rischi di essere accusato di aver usato programmi di AI. Detto questo, sono abbastanza sicura che l’incipit B sia il tuo.
2026-08-19 11:52:43