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Océane ✞
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Thursday 20 August 2026 01:21:01 GMT
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gege88772
gege88 :
hum jolie tu me plais beaucoup
2026-08-20 14:18:30
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roxane_drnd
roxane :
pas besoin d’hommes de toute manière
2026-08-20 01:22:24
0
assoistoi3
assoistoi :
Oui oui
2026-08-20 08:01:23
0
davidozanne6
David Ozanne :
bijour madame bisous c'est David
2026-08-20 13:47:14
0
bertrand.auguste
Bertrand Auguste :
je t es menti sur quoi ?
2026-08-20 10:33:07
0
jackylehyaric
Jack montrouge 327 :
ouais mignonne
2026-08-20 06:53:11
0
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A Fuerteventura, nei giorni scorsi, sono comparse nuove scritte contro gli italiani. Non è la prima volta che accade: episodi simili si erano già verificati negli anni passati e tornano oggi a riproporre una questione che merita attenzione. A preoccupare, però, non è tanto il gesto del singolo individuo che ha realizzato la scritta, quanto ciò che emerge dai commenti pubblicati sui social network nelle pagine che hanno riportato la notizia. In molti esprimono una vera e propria antipatia, quando non ostilità, nei confronti degli italiani, lamentando comportamenti e stili di vita percepiti come poco rispettosi della comunità locale. A contribuire a questo clima sono, paradossalmente, anche alcuni italiani, che intervengono nei commenti prendendo le distanze dai propri connazionali e unendosi alle critiche, quasi che dissociarsi dagli altri italiani possa offrire una sorta di salvacondotto. In realtà, così facendo, rischiano di darsi la proverbiale zappa sui piedi. Prendere le distanze dai connazionali non cambia il fatto che anche loro siano italiani e, domani, quando si troveranno per strada, al supermercato o sul posto di lavoro, potrebbero essere loro stessi a fare i conti con lo stigma e il pregiudizio che hanno contribuito ad alimentare. Per fortuna, non mancano i canari che difendono gli italiani. Sono persone che raccontano di avere amici, colleghi, rapporti professionali o persino familiari italiani e sottolineano come si tratti di persone rispettose, integrate e perfettamente inserite nella comunità locale. Questo, tuttavia, non significa che il problema possa essere ignorato. Il clima che emerge da certe discussioni online è anche il riflesso di tensioni reali, aggravate dalla massificazione turistica e dalla crisi abitativa. L'arrivo di un numero sempre maggiore di residenti stranieri, insieme alla crescita della domanda turistica, ha contribuito in molte zone all'aumento dei prezzi degli affitti e, più in generale, del costo della vita, alimentando malcontento e frustrazione tra una parte della popolazione locale. L'antipatia nei confronti degli italiani sembra essere particolarmente evidente proprio nei territori dove la comunità italiana è più numerosa. È il caso, ad esempio, del nord di Fuerteventura, dove gli italiani rappresentano una quota particolarmente significativa della popolazione, ma anche di alcune località del sud di Tenerife, dove la presenza italiana è molto consistente. Come reagire? Di fronte a pubblicazioni e commenti di questo tipo, la prima regola dovrebbe essere non cadere nella provocazione. Rispondere sui social con aggressività, atteggiamenti vittimistici o nazionalistici rischia soltanto di amplificare il gesto di un singolo vandalo e di alimentare ulteriormente la polarizzazione. È invece importante riportare la discussione sul piano della realtà: gli italiani che si comportano in maniera problematica rappresentano una minoranza rispetto alla comunità nel suo complesso. La maggior parte dei connazionali vive e lavora nel rispetto delle regole, è integrata nel territorio e contribuisce, in molti casi anche attraverso attività imprenditoriali e professionali, all'economia e alla vita sociale dell'isola e dell'arcipelago. Difendere gli italiani, quindi, non significa negare l'esistenza di comportamenti sbagliati o giustificare chi non rispetta la comunità che lo ospita. Significa evitare che le responsabilità dei singoli vengano trasformate in un giudizio collettivo. Perché una cosa è criticare un comportamento. Un'altra, molto diversa, è trasformare quel comportamento in un pretesto per alimentare un pregiudizio nei confronti di un'intera comunità. Diario Tenerife
A Fuerteventura, nei giorni scorsi, sono comparse nuove scritte contro gli italiani. Non è la prima volta che accade: episodi simili si erano già verificati negli anni passati e tornano oggi a riproporre una questione che merita attenzione. A preoccupare, però, non è tanto il gesto del singolo individuo che ha realizzato la scritta, quanto ciò che emerge dai commenti pubblicati sui social network nelle pagine che hanno riportato la notizia. In molti esprimono una vera e propria antipatia, quando non ostilità, nei confronti degli italiani, lamentando comportamenti e stili di vita percepiti come poco rispettosi della comunità locale. A contribuire a questo clima sono, paradossalmente, anche alcuni italiani, che intervengono nei commenti prendendo le distanze dai propri connazionali e unendosi alle critiche, quasi che dissociarsi dagli altri italiani possa offrire una sorta di salvacondotto. In realtà, così facendo, rischiano di darsi la proverbiale zappa sui piedi. Prendere le distanze dai connazionali non cambia il fatto che anche loro siano italiani e, domani, quando si troveranno per strada, al supermercato o sul posto di lavoro, potrebbero essere loro stessi a fare i conti con lo stigma e il pregiudizio che hanno contribuito ad alimentare. Per fortuna, non mancano i canari che difendono gli italiani. Sono persone che raccontano di avere amici, colleghi, rapporti professionali o persino familiari italiani e sottolineano come si tratti di persone rispettose, integrate e perfettamente inserite nella comunità locale. Questo, tuttavia, non significa che il problema possa essere ignorato. Il clima che emerge da certe discussioni online è anche il riflesso di tensioni reali, aggravate dalla massificazione turistica e dalla crisi abitativa. L'arrivo di un numero sempre maggiore di residenti stranieri, insieme alla crescita della domanda turistica, ha contribuito in molte zone all'aumento dei prezzi degli affitti e, più in generale, del costo della vita, alimentando malcontento e frustrazione tra una parte della popolazione locale. L'antipatia nei confronti degli italiani sembra essere particolarmente evidente proprio nei territori dove la comunità italiana è più numerosa. È il caso, ad esempio, del nord di Fuerteventura, dove gli italiani rappresentano una quota particolarmente significativa della popolazione, ma anche di alcune località del sud di Tenerife, dove la presenza italiana è molto consistente. Come reagire? Di fronte a pubblicazioni e commenti di questo tipo, la prima regola dovrebbe essere non cadere nella provocazione. Rispondere sui social con aggressività, atteggiamenti vittimistici o nazionalistici rischia soltanto di amplificare il gesto di un singolo vandalo e di alimentare ulteriormente la polarizzazione. È invece importante riportare la discussione sul piano della realtà: gli italiani che si comportano in maniera problematica rappresentano una minoranza rispetto alla comunità nel suo complesso. La maggior parte dei connazionali vive e lavora nel rispetto delle regole, è integrata nel territorio e contribuisce, in molti casi anche attraverso attività imprenditoriali e professionali, all'economia e alla vita sociale dell'isola e dell'arcipelago. Difendere gli italiani, quindi, non significa negare l'esistenza di comportamenti sbagliati o giustificare chi non rispetta la comunità che lo ospita. Significa evitare che le responsabilità dei singoli vengano trasformate in un giudizio collettivo. Perché una cosa è criticare un comportamento. Un'altra, molto diversa, è trasformare quel comportamento in un pretesto per alimentare un pregiudizio nei confronti di un'intera comunità. Diario Tenerife

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