@la.repubblica: La “piaga” del sargasso continua a invadere le coste dei Caraibi e del Golfo del Messico. I ricercatori stimano come ormai siano oltre 33 milioni le tonnellate di alghe tossiche che si sono riversate sulle spiagge, i mari e i litorali di molte località turistiche, dal Quintana Roo in Messico sino a Miami e Portorico ad esempio. Gli effetti sono negativi sia per gli ecosistemi, dato che le grandi quantità di sargasso riducono i livelli di ossigeno e impediscono il passaggio della luce in profondità, sia per il turismo visto l’impatto di quest’alga bruna che quando si accumula produce gas maleodoranti con rischi anche per la salute umana in caso di costante esposizione. La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha annunciato una task force per rimuovere tonnellate di alghe da utilizzare poi per l’economia circolare, dato che possono essere trasformate in biocarburanti o fertilizzanti, ma la "guerra al sargasso" è lenta e dispendiosa. L’invasione del sargasso va avanti ormai da più di una dozzina d’anni: l’alga bruna fiorisce in grandi quantità a causa delle temperature oceaniche elevate e per via di nutrienti che arrivano da fiumi e agricoltura continua a moltiplicarsi. A causa delle correnti oceaniche si sta spostando sempre di più dal Mar dei Sargassi verso le coste caraibiche. A cura di Giacomo Talignani video Reuters