Stefanie | First time mom 🤍 :
Da persona che lavora nell’assistenza tecnica per iPhone, ci tengo a fare una precisazione: dire semplicemente che “stanno hackerando tutti gli iPhone” è un’affermazione piuttosto generica e tecnicamente poco corretta.
Un conto è parlare di una vulnerabilità del sistema operativo iOS, un altro è parlare di truffe, phishing, furto di credenziali o compromissione di account attraverso applicazioni e servizi di terze parti, come WhatsApp, Facebook, e-mail, browser e così via.
Questo vale sia per gli utenti iOS che Android.
Molto spesso, infatti, il problema non nasce dal sistema operativo dello smartphone in sé, ma da link fraudolenti ricevuti tramite SMS, WhatsApp, e-mail o social network. Se si apre un collegamento proveniente da una fonte sconosciuta e successivamente si inseriscono password, dati personali, codici di verifica o informazioni bancarie, si può finire vittime di phishing indipendentemente dal fatto che si utilizzi un iPhone o uno smartphone Android.
È lo stesso principio delle e-mail truffa: ricevere un link non significa automaticamente che il telefono sia stato “hackerato”. Il rischio nasce soprattutto quando si interagisce con contenuti malevoli, si autorizzano determinate operazioni o si forniscono volontariamente informazioni sensibili senza aver prima verificato la provenienza.
iOS, inoltre, è progettato come un sistema fortemente controllato e con diverse misure di sicurezza, tra cui sandboxing delle applicazioni, cifratura e restrizioni nell’accesso alle risorse del dispositivo. Questo, naturalmente, non significa che sia invulnerabile: nessun sistema informatico lo è.
Per questo sarebbe più corretto spiegare quale tipo di attacco o truffa è in corso, invece di utilizzare espressioni allarmistiche come “stanno hackerando tutti gli iPhone”. Informare correttamente significa anche distinguere una vulnerabilità di iOS da un tentativo di phishing o di ingegneria sociale rivolto direttamente all’utente. 🔗📱
2026-08-28 14:15:25