@xas429:

مريم 💕
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Saturday 29 August 2026 12:40:31 GMT
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user87428739021111
كمال الدليمي🇮🇶 :
2026-08-29 12:48:13
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dgsh_6617
ملوكة :
2026-08-29 12:55:52
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larrykewell07872485731
أم آلن̸ܓ̸ڪد🌸 :
🥰🥰🥰
2026-08-29 16:42:17
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dy83yt
الموسوي :
🌹🌹🌹
2026-08-29 17:10:58
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user4862308572983
ابو عبدالله الدليمي :
🥰🥰🥰
2026-08-29 13:27:21
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user24303805381458
درع بني هاشم الموسوي :
🥰🥰🥰
2026-08-29 13:23:07
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ambroan
آلَقـ❣ـہآئد313🇮🇶🔥 :
❤️❤️❤️
2026-08-29 14:24:50
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adhg168
محمد عبد الزهرة :
❤️❤️
2026-08-29 12:50:17
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user5598381469381
نصر العنبكي نصر العنبكي :
اطلالة جميلة نورتي ماشاء الله تبارك الرحمن قمة الجمال
2026-08-29 13:17:44
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È PASSATO UN MESE DAL SECONDO INTERVENTO. E mentre scrivo queste parole, sono ancora qui a chiedermi come sia possibile che un corpo possa affrontare tanto. FLASHBACK: 50 GIORNI FA Primo intervento riuscito. Tutti sorridevano. “Ora inizia la ripresa”, mi dicevano. Ma i giorni passavano e il dolore non se ne andava. Le settimane scorrevano e io continuavo a non camminare. La mia gamba destra? Un peso morto che non sentivo più mio. Risonanza magnetica ad alto campo. Aspettiamo i risultati con il cuore in gola. E poi arriva il referto...🤦‍♂️ L’intervento precedente? Come gettare un bicchiere d’acqua su un incendio. Nuove ernie, nuove protusioni, dischi ancora più disidratati, vertebre che scivolano ulteriormente! Instabilità peggiorata. Il neurochirurgo mi guarda negli occhi: “Dobbiamo riaprire. Urgentemente. Stavolta sarà più lungo, più invasivo”. 16 FEBBRAIO 2026 - ORE 07:30 Camera d’ospedale, camice verde. Profumo di disinfettante che conosco troppo bene ormai. Gli infermieri mi portano verso la sala operatoria. Nel corridoio incrocio gli occhi di mia madre e di mio marito, un sorriso forzato, un bacio con lo sguardo e via, verso la sala operatoria. L’equipe è già lì, che prepara la sala, gli strumenti, si avvicina l’anestesista che mi parla con voce calma e poi... IL NULLA.😴 Svariate ore dopo, l’intervento è concluso, mi portano nella stanza del risveglio, ma trovano difficoltà a farmi svegliare, mi raccontano, di avermi sollecitato infinite volte, ma nulla… Dopo vari tentativi, finalmente reagisco, mi stubano e mi ritrovo in camera! Giramenti di testa, nausea che non ha fine, dolori lancinanti nonostante la morfina che scorre nelle vene insieme a flebo di antidolorifici, antibiotici ecc... Il chirurgo viene a trovarmi il giorno dopo. “L’intervento è stato complesso. Più di quanto pensassimo.” Mi racconta che quando ormai credevano di aver finito, qualcosa lo ha fermato. Un’intuizione. Una sensazione. Non ha chiuso… Ha preso una cannula, è entrato di nuovo in introspezione, ha ispezionato ogni millimetro delle vertebre. E poi l'ha trovata. Un'ernia grande quanto un dito. Camuffata perfettamente con la vertebra. Invisibile persino alla risonanza magnetica. Stava comprimendo il nervo. Silenziosamente. Devastantemente. Se non l'avesse trovata in quel momento, sarei tornato in sala operatoria dopo poche settimane. SETTEMBRE 2025 - MARZO 2026 Sei mesi della mia vita. Cancellati. Riscritti. Stravolti. Mi hanno portato via: Il lavoro I progetti La libertà di camminare La tranquillità La felicità Il tempo Mi hanno lasciato: Dolore fisico Paura Notti insonni La sensazione di non riconoscere più il mio corpo Ma mi hanno anche dato qualcosa. Chiarezza. Ho capito chi merita davvero un posto nella mia vita. Ho scoperto che alcune
È PASSATO UN MESE DAL SECONDO INTERVENTO. E mentre scrivo queste parole, sono ancora qui a chiedermi come sia possibile che un corpo possa affrontare tanto. FLASHBACK: 50 GIORNI FA Primo intervento riuscito. Tutti sorridevano. “Ora inizia la ripresa”, mi dicevano. Ma i giorni passavano e il dolore non se ne andava. Le settimane scorrevano e io continuavo a non camminare. La mia gamba destra? Un peso morto che non sentivo più mio. Risonanza magnetica ad alto campo. Aspettiamo i risultati con il cuore in gola. E poi arriva il referto...🤦‍♂️ L’intervento precedente? Come gettare un bicchiere d’acqua su un incendio. Nuove ernie, nuove protusioni, dischi ancora più disidratati, vertebre che scivolano ulteriormente! Instabilità peggiorata. Il neurochirurgo mi guarda negli occhi: “Dobbiamo riaprire. Urgentemente. Stavolta sarà più lungo, più invasivo”. 16 FEBBRAIO 2026 - ORE 07:30 Camera d’ospedale, camice verde. Profumo di disinfettante che conosco troppo bene ormai. Gli infermieri mi portano verso la sala operatoria. Nel corridoio incrocio gli occhi di mia madre e di mio marito, un sorriso forzato, un bacio con lo sguardo e via, verso la sala operatoria. L’equipe è già lì, che prepara la sala, gli strumenti, si avvicina l’anestesista che mi parla con voce calma e poi... IL NULLA.😴 Svariate ore dopo, l’intervento è concluso, mi portano nella stanza del risveglio, ma trovano difficoltà a farmi svegliare, mi raccontano, di avermi sollecitato infinite volte, ma nulla… Dopo vari tentativi, finalmente reagisco, mi stubano e mi ritrovo in camera! Giramenti di testa, nausea che non ha fine, dolori lancinanti nonostante la morfina che scorre nelle vene insieme a flebo di antidolorifici, antibiotici ecc... Il chirurgo viene a trovarmi il giorno dopo. “L’intervento è stato complesso. Più di quanto pensassimo.” Mi racconta che quando ormai credevano di aver finito, qualcosa lo ha fermato. Un’intuizione. Una sensazione. Non ha chiuso… Ha preso una cannula, è entrato di nuovo in introspezione, ha ispezionato ogni millimetro delle vertebre. E poi l'ha trovata. Un'ernia grande quanto un dito. Camuffata perfettamente con la vertebra. Invisibile persino alla risonanza magnetica. Stava comprimendo il nervo. Silenziosamente. Devastantemente. Se non l'avesse trovata in quel momento, sarei tornato in sala operatoria dopo poche settimane. SETTEMBRE 2025 - MARZO 2026 Sei mesi della mia vita. Cancellati. Riscritti. Stravolti. Mi hanno portato via: Il lavoro I progetti La libertà di camminare La tranquillità La felicità Il tempo Mi hanno lasciato: Dolore fisico Paura Notti insonni La sensazione di non riconoscere più il mio corpo Ma mi hanno anche dato qualcosa. Chiarezza. Ho capito chi merita davvero un posto nella mia vita. Ho scoperto che alcune "amicizie" erano solo illusioni. Ho visto rapporti lavorativi sbriciolarsi al primo ostacolo. Ho investito energie in persone che non le meritavano. E ho imparato a lasciar andare. OGGI Sono qui. Ancora in piedi. O meglio, sto imparando di nuovo a esserlo. Devo imparare a camminare come un bambino. Devo riconnettermi con il mio corpo. Devo capire quando riposare e quando spingere. Devo lasciare che il tempo faccia il suo corso. Il recupero non è lineare. Alcuni giorni sono battaglie vinte. Altri sono cadute. Ma ogni piccolo passo conta. Voglio tornare a: ✨ Stare seduto senza dolore ✨ Camminare senza aiuto ✨ Stare in piedi più di 10 minuti ✨ Correre ✨ Saltare ✨ Tornare sul palcoscenico ✨ Rivedere i miei allievi che mi aspettano Siamo solo all'inizio. Ma se c'è una cosa che questi mesi mi hanno insegnato è che: La forza non sta nel non cadere mai. La forza sta nel rialzarsi. Sempre. Ogni volta. #ospedale #ricovero #operazione #chirurgia #vertebre

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