@midnighttawan96: ‘ไม่ได้เป็นนักกีฬาว่ายน้ำ แต่เป็นนักกีฬารักบี๋’ @Zloty @est_rvp MANIAC OPENING NITE #williamjkp #est_rvp #williamest #วิลเลี่ยมเอส #YouManiacSeriesEP1

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Saturday 29 August 2026 14:29:38 GMT
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«Le riprese del 23 luglio iniziano alle 19. Io vengo picchiata alle 19.24 e 23 secondi». A distanza di oltre due mesi dall'aggressione subita al parco Rossani di Bari, Giuditta D'Elia torna a parlare e lo fa affidando ai social una riflessione sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso quanto accaduto quella sera. La 26enne, studentessa di Filosofia, era stata aggredita davanti ai bagni pubblici del parco e scaraventata a terra, riportando diverse fratture al volto e una prognosi di almeno 40 giorni. Le immagini acquisite durante le indagini hanno consentito di ricostruire le fasi della violenza, avvenuta la sera del 23 luglio. Ora Giuditta torna proprio a quelle immagini. «Non sono stata l'unica a subire il gavettone, non sono stata l'unica a subire vessazioni verbali, non sono stata l'unica a cui l'accesso ai servizi è stato impedito. Sono stata l'unica però a rifiutarmi di accettare una tale ingiustizia sociale. Cosa siamo? Io, cara anima, ti ho vista girare la testa, vi ho visti tutti». Il riferimento è anche alle persone presenti nel parco durante l'aggressione. «Io, cari concittadini, sono stata scaraventata con la testa al suolo pur di non abbassarla e non doverla girare dall'altra parte». Giuditta affronta poi un altro passaggio della vicenda e la propria reazione prima dell'aggressione: «Io però, caro tribunale sociale, non ho picchiato proprio nessuno. Ho rincorso colei che aveva provato a danneggiare i miei averi personali, l'ho rincorsa quella giustizia eppure non l'ho mai nemmeno sfiorata. Ho dichiarato di averla strattonata, mi sono convinta di averla picchiata, mi sono convinta di meritarmelo». Infine l'appello: «Guardate, guardate tutti. Guardate e giudicate il peso di una lotta che non è mai stata individuale, ma sociale. Educhiamo i nostri figli, educhiamoci, riscopriamoci umani».
«Le riprese del 23 luglio iniziano alle 19. Io vengo picchiata alle 19.24 e 23 secondi». A distanza di oltre due mesi dall'aggressione subita al parco Rossani di Bari, Giuditta D'Elia torna a parlare e lo fa affidando ai social una riflessione sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso quanto accaduto quella sera. La 26enne, studentessa di Filosofia, era stata aggredita davanti ai bagni pubblici del parco e scaraventata a terra, riportando diverse fratture al volto e una prognosi di almeno 40 giorni. Le immagini acquisite durante le indagini hanno consentito di ricostruire le fasi della violenza, avvenuta la sera del 23 luglio. Ora Giuditta torna proprio a quelle immagini. «Non sono stata l'unica a subire il gavettone, non sono stata l'unica a subire vessazioni verbali, non sono stata l'unica a cui l'accesso ai servizi è stato impedito. Sono stata l'unica però a rifiutarmi di accettare una tale ingiustizia sociale. Cosa siamo? Io, cara anima, ti ho vista girare la testa, vi ho visti tutti». Il riferimento è anche alle persone presenti nel parco durante l'aggressione. «Io, cari concittadini, sono stata scaraventata con la testa al suolo pur di non abbassarla e non doverla girare dall'altra parte». Giuditta affronta poi un altro passaggio della vicenda e la propria reazione prima dell'aggressione: «Io però, caro tribunale sociale, non ho picchiato proprio nessuno. Ho rincorso colei che aveva provato a danneggiare i miei averi personali, l'ho rincorsa quella giustizia eppure non l'ho mai nemmeno sfiorata. Ho dichiarato di averla strattonata, mi sono convinta di averla picchiata, mi sono convinta di meritarmelo». Infine l'appello: «Guardate, guardate tutti. Guardate e giudicate il peso di una lotta che non è mai stata individuale, ma sociale. Educhiamo i nostri figli, educhiamoci, riscopriamoci umani».

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