@_thaoshinn.16: Mang cặp với ngiu là hết bàiii lun 🤞✨ #xuhuong #insomnia #polo #outfitideas

𝕋𝕙𝕒̉𝕠 𝕊𝕙𝕚𝕟𝕟.👩‍🌾
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Sunday 30 August 2026 03:01:59 GMT
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“Pieces” nasce dopo un’esperienza sconvolgente vissuta dalla band in Congo, dove era arrivata con War Child Canada per realizzare un documentario sulla guerra civile. Durante la loro permanenza a Bukavu, gli scontri esplosero proprio nei pressi dell’hotel in cui alloggiavano. Rinchiusi in bagno, tra spari e paura, i membri della band arrivarono a pensare di non riuscire a uscire vivi. Furono evacuati grazie a un peacekeeper dell’ONU, Chuck Pelletier, al quale la band dedicò poi il titolo dell’album Chuck. Al rientro, Deryck Whibley trasformò tutto ciò che aveva vissuto in una canzone che parla di fragilità, disillusione e della difficoltà di tenere insieme i propri “pezzi”. Anche il videoclip racconta perfettamente questo senso di distanza tra apparenza e realtà. Deryck cammina in una strada deserta mentre passano camion che mostrano immagini di una vita apparentemente perfetta: la famiglia perfetta, il corpo perfetto, la vacanza perfetta. Poi appare lui, solo davanti a un televisore, sotto la scritta “the perfect life”. Ma mentre il camion si allontana, la F cade e rimane soltanto: “the perfect lie”. La cosa incredibile è che quella F cadde davvero per caso durante le riprese. Nessuno l’aveva programmato, ma decisero di mantenerla perché quel piccolo incidente esprimeva esattamente il significato della canzone. Ed è forse questo il cuore di “Pieces”: a volte basta qualcosa di minuscolo per far crollare l’immagine di una vita perfetta e rivelare ciò che si nasconde dietro. Una canzone nata dal peso di un’esperienza reale, capace di raccontare quel momento in cui ti rendi conto che non riesci più a tenere insieme tutto ciò che eri, ciò che avevi e ciò che pensavi sarebbe stata la tua vita. #pieces #sum41
“Pieces” nasce dopo un’esperienza sconvolgente vissuta dalla band in Congo, dove era arrivata con War Child Canada per realizzare un documentario sulla guerra civile. Durante la loro permanenza a Bukavu, gli scontri esplosero proprio nei pressi dell’hotel in cui alloggiavano. Rinchiusi in bagno, tra spari e paura, i membri della band arrivarono a pensare di non riuscire a uscire vivi. Furono evacuati grazie a un peacekeeper dell’ONU, Chuck Pelletier, al quale la band dedicò poi il titolo dell’album Chuck. Al rientro, Deryck Whibley trasformò tutto ciò che aveva vissuto in una canzone che parla di fragilità, disillusione e della difficoltà di tenere insieme i propri “pezzi”. Anche il videoclip racconta perfettamente questo senso di distanza tra apparenza e realtà. Deryck cammina in una strada deserta mentre passano camion che mostrano immagini di una vita apparentemente perfetta: la famiglia perfetta, il corpo perfetto, la vacanza perfetta. Poi appare lui, solo davanti a un televisore, sotto la scritta “the perfect life”. Ma mentre il camion si allontana, la F cade e rimane soltanto: “the perfect lie”. La cosa incredibile è che quella F cadde davvero per caso durante le riprese. Nessuno l’aveva programmato, ma decisero di mantenerla perché quel piccolo incidente esprimeva esattamente il significato della canzone. Ed è forse questo il cuore di “Pieces”: a volte basta qualcosa di minuscolo per far crollare l’immagine di una vita perfetta e rivelare ciò che si nasconde dietro. Una canzone nata dal peso di un’esperienza reale, capace di raccontare quel momento in cui ti rendi conto che non riesci più a tenere insieme tutto ciò che eri, ciò che avevi e ciò che pensavi sarebbe stata la tua vita. #pieces #sum41

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