@yamamotoryuken: 20代で経験してないと30代以降で新規ビジネスの難易度が上がってしまうやつ3選

やまもとりゅうけん
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Wednesday 02 September 2026 10:44:29 GMT
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hamaken0125
実は起業家。 :
僕は品川区で一番でかい選挙に出ます!りゅうけんさんにも関わって欲しいです!
2026-09-28 10:18:17
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Questa canzone oggi non la ricorda quasi più nessuno. E forse anche il nome di chi la cantava a molti non dirà niente. Si chiamavano Nico e i Gabbiani. Erano cinque ragazzi siciliani che negli anni Sessanta riuscirono a conquistare il pubblico italiano. La loro storia durò appena quattro anni. Eppure fu sufficiente per lasciare una delle canzoni d’amore più delicate di quegli anni. Si intitolava Parole. Inizialmente era soltanto il lato B di un 45 giri. Ma arrivò a vendere oltre un milione di copie. Una melodia dolcissima. Un testo semplice. Che raccontava una cosa che forse tutti abbiamo vissuto. La difficoltà di fidarsi di chi amiamo. C’è qualcuno che dubita. Che ha paura di essere ingannato. E qualcun altro che cerca di rassicurarlo. Di convincerlo che quell’amore è sincero. Che non ha motivo di essere geloso. Ma le parole sembrano non bastare. Perché quando la gelosia si mette in mezzo anche una dichiarazione d’amore può sembrare soltanto un insieme di parole. Ed è proprio qui che questa canzone diventa così bella. Perché non racconta soltanto l’amore. Racconta quanto possa essere difficile farsi credere dalla persona che amiamo. Nico e i Gabbiani si sciolsero nel 1969. Ma per Nico la musica non finì lì. Continuò a cantare anche da solista. Nel 1971 interpretò Cento campane, la celebre sigla dello sceneggiato Il segno del comando. E nel 1975 arrivò anche al Festival di Sanremo. La musica rimase parte della sua vita. Fino al 2012. Quando Nico ci lasciò a soli 67 anni. Sono passati ormai quasi quindici anni. E quella voce che un tempo aveva fatto cantare tanti italiani oggi rischia di essere dimenticata. Ma ci ha lasciato una canzone che dopo quasi sessant’anni conserva ancora tutta la sua dolcezza. E forse meriterebbe di essere ricordata molto di più. #NicoDeiGabbiani #Parole #musicaitaliana #canzonidamore #anni60
Questa canzone oggi non la ricorda quasi più nessuno. E forse anche il nome di chi la cantava a molti non dirà niente. Si chiamavano Nico e i Gabbiani. Erano cinque ragazzi siciliani che negli anni Sessanta riuscirono a conquistare il pubblico italiano. La loro storia durò appena quattro anni. Eppure fu sufficiente per lasciare una delle canzoni d’amore più delicate di quegli anni. Si intitolava Parole. Inizialmente era soltanto il lato B di un 45 giri. Ma arrivò a vendere oltre un milione di copie. Una melodia dolcissima. Un testo semplice. Che raccontava una cosa che forse tutti abbiamo vissuto. La difficoltà di fidarsi di chi amiamo. C’è qualcuno che dubita. Che ha paura di essere ingannato. E qualcun altro che cerca di rassicurarlo. Di convincerlo che quell’amore è sincero. Che non ha motivo di essere geloso. Ma le parole sembrano non bastare. Perché quando la gelosia si mette in mezzo anche una dichiarazione d’amore può sembrare soltanto un insieme di parole. Ed è proprio qui che questa canzone diventa così bella. Perché non racconta soltanto l’amore. Racconta quanto possa essere difficile farsi credere dalla persona che amiamo. Nico e i Gabbiani si sciolsero nel 1969. Ma per Nico la musica non finì lì. Continuò a cantare anche da solista. Nel 1971 interpretò Cento campane, la celebre sigla dello sceneggiato Il segno del comando. E nel 1975 arrivò anche al Festival di Sanremo. La musica rimase parte della sua vita. Fino al 2012. Quando Nico ci lasciò a soli 67 anni. Sono passati ormai quasi quindici anni. E quella voce che un tempo aveva fatto cantare tanti italiani oggi rischia di essere dimenticata. Ma ci ha lasciato una canzone che dopo quasi sessant’anni conserva ancora tutta la sua dolcezza. E forse meriterebbe di essere ricordata molto di più. #NicoDeiGabbiani #Parole #musicaitaliana #canzonidamore #anni60

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