@la.repubblica: Donald Trump, che offre 5.000 dollari, non è certo il primo. Dalla pasta di Lauro nella Napoli affamata del Dopoguerra all’Ici di Berlusconi: il vizio di giocare con le speranze. E non c’è testo sapienziale o raccolta di proverbi che non contempli una sostanziale equivalenza sulla credibilità delle promesse; per cui nel 50% dei casi si tratta di impegni da rispettare: “Promettete – recitava un sottile adagio di sospetta origine curiale e poi democristiana – perché la speranza sarà sempre più viva della riconoscenza”; mentre nell’altra metà dei casi prevale l’idea che sia da sciocchi fare affidamento a chi promette. L’articolo completo di Filippo Ceccarelli su Repubblica