@espiro_official: Od pierwszych promieni słońca, przez poranny spacer, aż po zasłużoną drzemkę…i tak właśnie wygląda idealny dzień malucha 🤍 #m#mamazdzieckiemc#codziennośćmamys#spacerzmaluchembabyday

Espiro. Ułatwimy rodzicielstwo
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Monday 14 September 2026 12:23:36 GMT
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Il TFR è la somma più grande che metti da parte senza accorgertene. E la decisione su dove farlo finire la prendi una volta sola, spesso senza nemmeno saperlo. Perché se non scegli, resta in azienda. È la scelta automatica, quella che fa la maggioranza dei lavoratori italiani. Ha un vantaggio vero: è sicuro. Si rivaluta con una formula stabilita per legge, senza rischio di mercato. Ma quella sicurezza ha un prezzo, e sono quattro numeri che quasi nessuno ti mette davanti. Il fisco. Quando lo incassi paghi come minimo il 23%, e l'aliquota dipende dalla media IRPEF dei tuoi ultimi cinque anni: per molti lavoratori è parecchio di più. Il rendimento. L'1,5% più il 75% dell'inflazione significa circa il 2,5% netto all'anno nell'ultimo decennio. Protegge il potere d'acquisto. Non costruisce nulla in più. Il rischio azienda. Sotto i 50 dipendenti il TFR resta nelle casse dell'impresa. Se fallisce lo recuperi tramite l'INPS, ma con domanda e attesa. E poi quello che pesa di più: il contributo del datore di lavoro. Quasi tutti i contratti lo prevedono, ma solo per chi porta il TFR nel fondo di categoria.  Lasciandolo in azienda stai rinunciando a una parte della tua retribuzione. Ogni mese. Questo non vuol dire che il fondo pensione sia sempre la risposta giusta: ha vincoli e costi di cui parleremo, e lì la scelta del fondo cambia tutto. Vuol dire che lasciare il TFR dov'è non è una scelta neutra. È una scelta, e ha un costo. Tu sai dove sta il tuo? 👇 P.S. Se vuoi capire cosa conviene nel tuo caso, commenta TFR e ti guidiamo noi.
Il TFR è la somma più grande che metti da parte senza accorgertene. E la decisione su dove farlo finire la prendi una volta sola, spesso senza nemmeno saperlo. Perché se non scegli, resta in azienda. È la scelta automatica, quella che fa la maggioranza dei lavoratori italiani. Ha un vantaggio vero: è sicuro. Si rivaluta con una formula stabilita per legge, senza rischio di mercato. Ma quella sicurezza ha un prezzo, e sono quattro numeri che quasi nessuno ti mette davanti. Il fisco. Quando lo incassi paghi come minimo il 23%, e l'aliquota dipende dalla media IRPEF dei tuoi ultimi cinque anni: per molti lavoratori è parecchio di più. Il rendimento. L'1,5% più il 75% dell'inflazione significa circa il 2,5% netto all'anno nell'ultimo decennio. Protegge il potere d'acquisto. Non costruisce nulla in più. Il rischio azienda. Sotto i 50 dipendenti il TFR resta nelle casse dell'impresa. Se fallisce lo recuperi tramite l'INPS, ma con domanda e attesa. E poi quello che pesa di più: il contributo del datore di lavoro. Quasi tutti i contratti lo prevedono, ma solo per chi porta il TFR nel fondo di categoria. Lasciandolo in azienda stai rinunciando a una parte della tua retribuzione. Ogni mese. Questo non vuol dire che il fondo pensione sia sempre la risposta giusta: ha vincoli e costi di cui parleremo, e lì la scelta del fondo cambia tutto. Vuol dire che lasciare il TFR dov'è non è una scelta neutra. È una scelta, e ha un costo. Tu sai dove sta il tuo? 👇 P.S. Se vuoi capire cosa conviene nel tuo caso, commenta TFR e ti guidiamo noi.

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