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L’agenda è un gioco di incastri per massimizzare il tempo.
L’agenda è un gioco di incastri per massimizzare il tempo. "La svolta è stata scoprire Google Calendar: è meraviglioso". Perché il cuore può non avere limiti, ma sul numero di ore in una giornata non c’è margine di manovra. Deborah, trent’anni, fotografa, deve spartirle tra il lavoro, le passioni e tre frequentazioni. "Non le chiamerei ancora relazioni, ci stiamo conoscendo. Solo con uno sono arrivata al punto in cui nessuno dei due vuole ufficializzare la storia per primo: è l’insicuro mondo del poliamore". Tutte le persone coinvolte, da regola, sono consapevoli di non essere gli unici partner. È la premessa dei rapporti ascrivibili alla definizione ombrello di “non monogamia etica”: relazioni che non prevedono esclusività sessuale o sentimentale, fondate sul consenso delle parti. La prima vera esperienza con il poliamore arrivò quando Deborah di anni ne aveva 25 e da due era impegnata con Giovanni, 32 anni, monogamo da sempre. Sarà che da tempo gli amici di lui discutevano di poliamore, sarà che, ammette lei, la fiamma iniziale si era affievolita. Fatto sta che la richiesta è arrivata in modo naturale: "Sento il bisogno di vedere altre persone". Lei ricorda di averla avanzata per prima, Giovanni sostiene sia partita da lui, poco importa. Si è tentato di trovare una forma di rapporto che stesse bene a entrambi: niente incontri occasionali, solo la ricerca di altri legami romantici. A differenza delle relazioni aperte, il sesso è ammesso ma non è una condizione necessaria: il fulcro del poliamore è la componente emotiva. Poi è arrivato Mattia, trent’anni, più leggero e spensierato rispetto a Giovanni, il compagno stabile e affidabile. "Tutti mi dicevano che avevo cercato nel secondo quello che non trovavo nel primo. Per un po’ ci ho creduto anch’io, poi ho capito che non mi mancava affatto la leggerezza. Semplicemente, si può essere affini a persone molto diverse". L'articolo di Giulia D'Aleo su Repubblica #rep

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