@garvee141: If your parents are slowing down on daily walks... testing a rollator walker that switches into a transport chair mode #foldablepottychair #3dprintedwheelchair #plussizewalkingpad #strollersafety #foldablewalkingpad #walkingpadwithhandrail #beststrollers #toddlerstroller #mobilitychair #foldabletreadmills

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4 ore a 40°C 🥵 Sembra l’inizio di una ricetta, con la differenza che sul menu del giorno c’eravamo io e altre 400 persone. In breve: il treno su cui viaggiavamo ha subito uno stop improvviso per un guasto meccanico nel mezzo della pianura padana. Cose che purtroppo capitano spesso direte. Molto spesso, si. Il problema è che oggi c’erano 40°C, l’impianto di condizionamento si è bloccato con il treno, finestrini e porte erano bloccati ed in breve la temperatura interna è diventata intollerabile, con molte persone che hanno cominciato ad accusare malori. Sono subito partiti gesti di solidarietà: chi aveva acqua la distribuiva, chi non stava bene è stato prontamente aiutato, chi aveva giornali ne faceva da ventaglio per arieggiare un minimo. Trovandoci tra un binario morto ed uno attivo, con treni che passavano a tutta velocità, al personale di bordo - che è stato assolutamente responsabile in una situazione che poteva degenerare in breve - non era possibile aprire le porte. In breve, però, alcuni passeggeri le hanno forzate per far sì che entrasse dell’aria che, per quanto calda, ha decisamente aiutato. Fortunatamente sono state distribuite bottiglie di acqua fresca che hanno realmente risollevato la situazione. Dopo circa un’ora sono saliti a bordo medici e forze dell’ordine e ci è stato consentito scendere - sul treno era diventato impossibile stare - in attesa di un treno che ci affiancasse e consentisse di proseguire il viaggio. Arrivato e terminate le procedure di trasbordo, finalmente abbiamo ripreso la marcia che era già imbrunire. In questo momento sono ancora sul secondo treno e viaggiamo con 225 minuti di ritardo (vi risparmio i conti: 4 ore meno qualche spicciolo) In tutto questo, malori a parte (comunque lievi e fortunatamente rientrati) si è creato clima - gioco di parole pessimo - davvero singolare, tra gesti di aiuto e di conforto e, passato il momento critico, di chiacchiera collettiva. Un personale applauso al personale di bordo per la gestione della situazione che a momenti non è stata per nulla semplice. Beh che dire, questo mese di viaggi mancava giusto questa! Però ne varrà la pena per la destinazione finale, vedrete!
4 ore a 40°C 🥵 Sembra l’inizio di una ricetta, con la differenza che sul menu del giorno c’eravamo io e altre 400 persone. In breve: il treno su cui viaggiavamo ha subito uno stop improvviso per un guasto meccanico nel mezzo della pianura padana. Cose che purtroppo capitano spesso direte. Molto spesso, si. Il problema è che oggi c’erano 40°C, l’impianto di condizionamento si è bloccato con il treno, finestrini e porte erano bloccati ed in breve la temperatura interna è diventata intollerabile, con molte persone che hanno cominciato ad accusare malori. Sono subito partiti gesti di solidarietà: chi aveva acqua la distribuiva, chi non stava bene è stato prontamente aiutato, chi aveva giornali ne faceva da ventaglio per arieggiare un minimo. Trovandoci tra un binario morto ed uno attivo, con treni che passavano a tutta velocità, al personale di bordo - che è stato assolutamente responsabile in una situazione che poteva degenerare in breve - non era possibile aprire le porte. In breve, però, alcuni passeggeri le hanno forzate per far sì che entrasse dell’aria che, per quanto calda, ha decisamente aiutato. Fortunatamente sono state distribuite bottiglie di acqua fresca che hanno realmente risollevato la situazione. Dopo circa un’ora sono saliti a bordo medici e forze dell’ordine e ci è stato consentito scendere - sul treno era diventato impossibile stare - in attesa di un treno che ci affiancasse e consentisse di proseguire il viaggio. Arrivato e terminate le procedure di trasbordo, finalmente abbiamo ripreso la marcia che era già imbrunire. In questo momento sono ancora sul secondo treno e viaggiamo con 225 minuti di ritardo (vi risparmio i conti: 4 ore meno qualche spicciolo) In tutto questo, malori a parte (comunque lievi e fortunatamente rientrati) si è creato clima - gioco di parole pessimo - davvero singolare, tra gesti di aiuto e di conforto e, passato il momento critico, di chiacchiera collettiva. Un personale applauso al personale di bordo per la gestione della situazione che a momenti non è stata per nulla semplice. Beh che dire, questo mese di viaggi mancava giusto questa! Però ne varrà la pena per la destinazione finale, vedrete!

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