@la.stampa: Omicidio volontario: a 10 anni e due mesi dalla scomparsa di Matteo Iozzi, sua madre, Giuseppina Campioni, e i suoi avvocati, hanno cambiato passo nella battaglia per conoscere la verità sugli ultimi giorni di vita di un ragazzo altruista e bullizzato, che era entrato volontariamente in una comunità di recupero della collina forlivese e lì misteriosamente è morto. Hanno appena sporto una nuova querela in cui raccontano un’altra storia rispetto alle gravi ma involontarie negligenze che hanno sempre attribuito agli operatori della struttura. Gli inquirenti hanno finora deciso due archiviazioni, scrivendo che il 19enne di Arquata Scrivia (Alessandria) è morto per un infarto causato dal caldo e dall’obesità. Loro, invece, sostengono che si sia sentito male perché alla Papa Giovanni XXIII di Longiano (FC) gli hanno somministrato dei farmaci senza cognizione e, poi, hanno volutamente ritardato l’allarme per coprire quegli errori. L’intervista di Filippo Fiorini è su La Stampa #LaStampa
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Wednesday 16 September 2026 15:12:14 GMT
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