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erzushe
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Wednesday 16 September 2026 20:34:48 GMT
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Comments

vesaaaaaaa
️vesa :
love u erz du schaffst das versprochen❤️
2026-09-16 21:28:26
4
teodora_ncs
teodora :
Ach Erza
2026-09-17 10:56:53
1
diellzaaa_01
𝑩𝑼𝒁𝒁𝑨💋 :
Es kommen wieder gute Zeiten versprochen ❤️
2026-09-16 20:55:28
1
03n1k1
niki :
Nichts verstanden aber ich bin mit dir
2026-09-16 20:42:35
2
lolakrsniqi
L O L A :
2026-09-16 20:47:47
1
alimazllam1
Ali :
Mos u dorzo princess 👸
2026-09-16 20:49:35
0
rr.ezona
ᰔ.𝗿𝗿𝗲𝘇𝗼𝗻𝗮 :
fr
2026-09-16 22:22:29
1
altxn03
️ :
2026-09-17 12:38:11
0
berisha_murrdedi
ev13_murrDedi :
2026-09-16 21:48:02
0
m7rdit
🫟 :
pls je shum e bukur downfalls can’t get into u
2026-09-16 23:32:16
0
alea_xc
￴￴￴￴ ￴￴￴ ￴￴ ￴￴￴ ￴￴ ￴￴￴ ￴￴ ￴ ￴￴ :
wer auch immer das war schick ich in knast warte ab
2026-09-16 20:42:11
0
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Nel pieno della corsa globale all’intelligenza artificiale, una startup americana sta cercando di ridefinire uno dei settori più complessi e sotto pressione al mondo: la sanità.  Si chiama Hippocratic AI e, nonostante una valutazione di circa 3,5 miliardi di dollari, non possiede ospedali né personale medico in senso tradizionale. Eppure, ha già “assunto” milioni di infermieri virtuali. Sono agenti basati su intelligenza artificiale progettati per interagire direttamente con i pazienti, soprattutto nella fase più trascurata del percorso sanitario, quella successiva alle dimissioni. Dopo un intervento o una visita, il follow-up dovrebbe essere parte integrante della cura: qualcuno che chiama il paziente, verifica l’aderenza alla terapia, intercetta eventuali complicazioni. Nella pratica, questo passaggio spesso salta. Non per mancanza di competenze, ma di tempo e risorse.  Qui entra in gioco l’AI: il sistema sviluppato da Hippocratic AI contatta direttamente i pazienti, utilizza una voce naturale e un linguaggio empatico, gestisce promemoria e monitoraggio continuo. Se emergono segnali critici, il caso viene immediatamente segnalato a personale umano.  L’obiettivo non è sostituire medici o infermieri, ma automatizzare tutte quelle attività ripetitive e a basso valore clinico che oggi restano scoperte. Il punto centrale, però, non è solo l’efficienza, ma la sicurezza. In un ambito come quello sanitario, l’affidabilità è cruciale. Per questo il sistema è stato costruito con un’architettura complessa: una rete di circa 20 modelli AI che si supervisionano a vicenda, riducendo il rischio di errore. Prima del lancio, la tecnologia è stata testata su centinaia di migliaia di interazioni simulate, coinvolgendo migliaia di professionisti sanitari reali.  Oggi, secondo i dati disponibili, ha già gestito oltre 115 milioni di interazioni cliniche in diversi Paesi, con un costo per gli ospedali di circa 9 dollari l’ora. Numeri che spiegano perché gli investitori abbiano puntato forte sul progetto: oltre 400 milioni di dollari raccolti in pochi anni. #infermieri #ai #hippocraticai
Nel pieno della corsa globale all’intelligenza artificiale, una startup americana sta cercando di ridefinire uno dei settori più complessi e sotto pressione al mondo: la sanità. Si chiama Hippocratic AI e, nonostante una valutazione di circa 3,5 miliardi di dollari, non possiede ospedali né personale medico in senso tradizionale. Eppure, ha già “assunto” milioni di infermieri virtuali. Sono agenti basati su intelligenza artificiale progettati per interagire direttamente con i pazienti, soprattutto nella fase più trascurata del percorso sanitario, quella successiva alle dimissioni. Dopo un intervento o una visita, il follow-up dovrebbe essere parte integrante della cura: qualcuno che chiama il paziente, verifica l’aderenza alla terapia, intercetta eventuali complicazioni. Nella pratica, questo passaggio spesso salta. Non per mancanza di competenze, ma di tempo e risorse. Qui entra in gioco l’AI: il sistema sviluppato da Hippocratic AI contatta direttamente i pazienti, utilizza una voce naturale e un linguaggio empatico, gestisce promemoria e monitoraggio continuo. Se emergono segnali critici, il caso viene immediatamente segnalato a personale umano. L’obiettivo non è sostituire medici o infermieri, ma automatizzare tutte quelle attività ripetitive e a basso valore clinico che oggi restano scoperte. Il punto centrale, però, non è solo l’efficienza, ma la sicurezza. In un ambito come quello sanitario, l’affidabilità è cruciale. Per questo il sistema è stato costruito con un’architettura complessa: una rete di circa 20 modelli AI che si supervisionano a vicenda, riducendo il rischio di errore. Prima del lancio, la tecnologia è stata testata su centinaia di migliaia di interazioni simulate, coinvolgendo migliaia di professionisti sanitari reali. Oggi, secondo i dati disponibili, ha già gestito oltre 115 milioni di interazioni cliniche in diversi Paesi, con un costo per gli ospedali di circa 9 dollari l’ora. Numeri che spiegano perché gli investitori abbiano puntato forte sul progetto: oltre 400 milioni di dollari raccolti in pochi anni. #infermieri #ai #hippocraticai

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