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issrafila.moussa
issrafila Moussa yama :
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2026-09-17 16:20:48
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user.yacouba2
user yacouba :
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2026-09-17 15:10:34
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ib124540hkn
Ibrahim :
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2026-09-17 17:26:55
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La neurocisticercosi è un’infezione parassitaria del sistema nervoso centrale causata dalla forma larvale, o metacestode, di Taenia solium. È la più comune elmintiasi del sistema nervoso centrale una delle principali cause prevenibili di epilessia strutturale, ed è endemica soprattutto in America Latina, Africa subsahariana e Asia meridionale e sud-orientale 🧠 
 La malattia è acquisita mediante ingestione oro-fecale delle uova del parassita, presenti in acqua o alimenti contaminati, oppure per autoinfezione in soggetti portatori della tenia intestinale.  
 Il quadro clinico dipende dal numero, dalla sede e dallo stadio evolutivo dei cisticerchi, nonché dall’intensità della risposta infiammatoria dell’ospite. Le principali manifestazioni comprendono:
 🧠 crisi epilettiche
 🧠 cefalea 
🧠 deficit neurologici focali;
 🧠 meningite o aracnoidite;
 🧠 stato confusionale o disturbi del comportamento
 🧠 più raramente neuropatie craniche, disturbi del visus e mielopatia 
 La diagnosi deriva dall’integrazione tra anamnesi, neuroimaging e sierologia. La TC è particolarmente sensibile per le calcificazioni, mentre la RM identifica meglio le cisti vitali.  
 Secondo i criteri diagnostici di Del Brutto, la diagnosi è certa in presenza di un criterio assoluto: dimostrazione istologica del parassita, visualizzazione diretta di un cisticerco sottoretinico oppure identificazione neuroradiologica inequivocabile dello scolice. In assenza di criteri assoluti, la diagnosi si fonda sulla combinazione di criteri neuroradiologici maggiori, confermativi o minori e di criteri clinico-epidemiologici, dopo esclusione delle principali diagnosi alternative. 
 Il trattamento dipende da sede, numero e vitalità delle lesioni; le forme parenchimali vitali vengono comunque sempre trattate con albendazolo, talvolta associato a praziquantel, ed insieme ai corticosteroidi per ridurre la risposta infiammatoria. #perte #fyp #medicine #neuroscience
La neurocisticercosi è un’infezione parassitaria del sistema nervoso centrale causata dalla forma larvale, o metacestode, di Taenia solium. È la più comune elmintiasi del sistema nervoso centrale una delle principali cause prevenibili di epilessia strutturale, ed è endemica soprattutto in America Latina, Africa subsahariana e Asia meridionale e sud-orientale 🧠 La malattia è acquisita mediante ingestione oro-fecale delle uova del parassita, presenti in acqua o alimenti contaminati, oppure per autoinfezione in soggetti portatori della tenia intestinale. Il quadro clinico dipende dal numero, dalla sede e dallo stadio evolutivo dei cisticerchi, nonché dall’intensità della risposta infiammatoria dell’ospite. Le principali manifestazioni comprendono: 🧠 crisi epilettiche 🧠 cefalea 🧠 deficit neurologici focali; 🧠 meningite o aracnoidite; 🧠 stato confusionale o disturbi del comportamento 🧠 più raramente neuropatie craniche, disturbi del visus e mielopatia La diagnosi deriva dall’integrazione tra anamnesi, neuroimaging e sierologia. La TC è particolarmente sensibile per le calcificazioni, mentre la RM identifica meglio le cisti vitali. Secondo i criteri diagnostici di Del Brutto, la diagnosi è certa in presenza di un criterio assoluto: dimostrazione istologica del parassita, visualizzazione diretta di un cisticerco sottoretinico oppure identificazione neuroradiologica inequivocabile dello scolice. In assenza di criteri assoluti, la diagnosi si fonda sulla combinazione di criteri neuroradiologici maggiori, confermativi o minori e di criteri clinico-epidemiologici, dopo esclusione delle principali diagnosi alternative. Il trattamento dipende da sede, numero e vitalità delle lesioni; le forme parenchimali vitali vengono comunque sempre trattate con albendazolo, talvolta associato a praziquantel, ed insieme ai corticosteroidi per ridurre la risposta infiammatoria. #perte #fyp #medicine #neuroscience

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