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La verità è che facciamo una finta morale pazzesca puntando sempre il dito contro gli stranieri, come se l'Italia fosse un paese di santi immacolati. Ma quale remigrazione, quale purezza? Svegliamoci: l'Italia è universalmente famosa nel mondo per una cosa sola, ed è la mafia. La criminalità organizzata qui è radicata nel cemento da oltre un secolo, e la sporcizia ce l'abbiamo in casa da sempre.
Basta guardare i fatti concreti, senza girarci attorno: non è un caso se a Napoli ci sono bambini che tengono in mano una pistola o pacchi di eroina e cocaina da spacciare, o se in Calabria e in qualsiasi altra regione le cosche dettano legge alla luce del sole. E vogliamo parlare del Nord? A Milano vent'anni fa la situazione della criminalità locale, dello spaccio e del malaffare faceva schifo esattamente come oggi, solo che oggi fa comodo ripulire la vetrina, nascondere la spazzatura sotto il tappeto e dare tutta la colpa ai migranti per coprire il marcio che gli italiani fanno da sempre.
Se lo Stato italiano è incapace di regolarizzare i documenti e di gestire i flussi, la colpa è esclusivamente di istituzioni fallite e corrotte, non di chi arriva a cercare un futuro. La criminalità e la delinquenza non hanno passaporto: i criminali nostrani siedono nei palazzi o gestiscono i quartieri, e puntare il dito contro chi viene da fuori è solo il trucco perfetto dei poteri forti per farci scannare tra poveracci, mentre i veri delinquenti continuano a governare indisturbati.
2026-09-20 06:09:52