@caothuonq_06: mấy bông hoa xinh quá a

thôn
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xuannamnguyen82
xuannamnguyen82 :
Làm gì v thôn
2026-09-20 23:34:33
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pvc18062003
Pham Van Cuong :
đêm rồi cũng k tha :))
2026-09-20 20:12:52
0
hutieumygoikho30k
Chú chó mùa đông :
em ơi em ơi
2026-09-20 19:11:53
0
k1etv0
K1etV0 :
Hết hồn nha
2026-09-20 18:54:56
0
ghuiiddsss
kungcook :
rồi giờ sao đi ra
2026-09-20 17:57:11
0
_zuqdim_dt
siêu nhân quần chun :
hái hoa mà tiếng cứ pọt pẹt vậy thôn
2026-09-20 18:39:35
0
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Il telefono più riservato di Israele si autodistrugge dopo ogni chiamata. Ha un solo scopo: parlare con gli Emirati Arabi Uniti su una linea che nessuno può intercettare o registrare. Haaretz scrive che proprio su quella linea, mesi prima del 7 ottobre, il presidente emiratino Mohamed bin Zayed avrebbe avvertito l’ufficio di Netanyahu che Hamas preparava un attacco su larga scala. Fonte definita molto affidabile dal giornale. Netanyahu risponde con lo strumento che i capi di governo tengono in tasca per i momenti peggiori: la causa legale. Querela la testata, l’autore dell’inchiesta Shlomi Eldar e altri firmatari. “Un’invenzione che non è mai esistita né è mai stata concepita”, dice. Haaretz conferma ogni riga. Il tema torna a galla ogni volta con un nome e una data precisi. Il New York Times, il 30 novembre 2023, scrive che l’intelligence israeliana aveva da oltre un anno il piano dettagliato di Hamas, Jericho Wall, e lo considerava troppo ambizioso per essere vero. Canale 12, il 12 dicembre 2024, rivela che il 23 luglio 2023 Netanyahu riceve di persona dai vertici militari un allarme strategico di guerra, senza riferimenti espliciti a Hamas o Gaza. Yedioth Ahronoth, il 2 marzo 2025, cita un’inchiesta egiziana secondo cui dieci giorni prima del massacro un agente dell’intelligence del Cairo avrebbe avvisato l’ufficio di Netanyahu: “Qualcosa di grosso si prepara a Gaza”. Il giornalista investigativo Ronen Bergman ha verificato la versione di Haaretz con le sue fonti: nessuna data precisa, nessuna prova diretta di quella telefonata. Anche l’ex segretario di stato americano Antony Blinken smentisce un altro passaggio dell’inchiesta. Mentre gli avvocati preparano le carte, il premier sale sul Monte Hermon in giubbotto antiproiettile e promette controllo assoluto dei confini con Libano e Siria e la sconfitta dell’Iran. Un uomo chiamato a rispondere su un’ombra del passato, e sceglie di occupare il futuro. Chi controlla chi dovrebbe controllare la nostra sicurezza? #culturaperpigri #israele #netanyahu
Il telefono più riservato di Israele si autodistrugge dopo ogni chiamata. Ha un solo scopo: parlare con gli Emirati Arabi Uniti su una linea che nessuno può intercettare o registrare. Haaretz scrive che proprio su quella linea, mesi prima del 7 ottobre, il presidente emiratino Mohamed bin Zayed avrebbe avvertito l’ufficio di Netanyahu che Hamas preparava un attacco su larga scala. Fonte definita molto affidabile dal giornale. Netanyahu risponde con lo strumento che i capi di governo tengono in tasca per i momenti peggiori: la causa legale. Querela la testata, l’autore dell’inchiesta Shlomi Eldar e altri firmatari. “Un’invenzione che non è mai esistita né è mai stata concepita”, dice. Haaretz conferma ogni riga. Il tema torna a galla ogni volta con un nome e una data precisi. Il New York Times, il 30 novembre 2023, scrive che l’intelligence israeliana aveva da oltre un anno il piano dettagliato di Hamas, Jericho Wall, e lo considerava troppo ambizioso per essere vero. Canale 12, il 12 dicembre 2024, rivela che il 23 luglio 2023 Netanyahu riceve di persona dai vertici militari un allarme strategico di guerra, senza riferimenti espliciti a Hamas o Gaza. Yedioth Ahronoth, il 2 marzo 2025, cita un’inchiesta egiziana secondo cui dieci giorni prima del massacro un agente dell’intelligence del Cairo avrebbe avvisato l’ufficio di Netanyahu: “Qualcosa di grosso si prepara a Gaza”. Il giornalista investigativo Ronen Bergman ha verificato la versione di Haaretz con le sue fonti: nessuna data precisa, nessuna prova diretta di quella telefonata. Anche l’ex segretario di stato americano Antony Blinken smentisce un altro passaggio dell’inchiesta. Mentre gli avvocati preparano le carte, il premier sale sul Monte Hermon in giubbotto antiproiettile e promette controllo assoluto dei confini con Libano e Siria e la sconfitta dell’Iran. Un uomo chiamato a rispondere su un’ombra del passato, e sceglie di occupare il futuro. Chi controlla chi dovrebbe controllare la nostra sicurezza? #culturaperpigri #israele #netanyahu

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